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Un rigassificatore off-shore nel santuario dei cetacei

Pubblicazione - 26 gennaio, 2007
Il rigassificatore OLT dovrebbe sorgere nell'area tutelata dall'Accordo sul Santuario dei Cetacei. Greenpeace è stata tra i promotori dell'idea di Santuario ma ha criticato l'Accordo che non ha sancito nessuna vera misura di tutela: dopo oltre cinque anni il Santuario viene minacciato da nuove attività che sembrano del tutto in contrasto con le più elementari norme di conservazione.

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Executive summary:

L'impianto potrebbe rappresentare un pericoloso precedente per la creazione di siti industriali in mare, non essendoci nemmeno una normativa completa che regoli tutti i tipi di emissione di impianti industriali off shore. Esistono rischi ambientali inaccettabili, che non sono stati correttamente valutati nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che ha portato all'autorizzazione dell'impianto. Questi rischi riguardano:

  • la mobilitazione dei sedimenti e in particolare di quelli, contaminati, provenienti dal porto di Livorno;
  • il popolamento di Posidonia oceanica, che si intende trapiantare senza che sia garantito il buon esito del trapianto;
  • la presenza di cloro negli scarichi dell'impianto, ignorata nella Valutazione di Impatto Ambientale;
  • la dispersione in mare degli scarichi dell'impianto;
  • nessuna analisi sulla rumorosità dell'impianto industriale e dell'impatto sulle popolazioni di cetacei residenti e migratori.

Il Santuario dei Cetacei, in quanto area "speciale" e protetta, dovrebbe far convergere fondi per sperimentare nuove opzioni di interazione tra le attività umane e l'ambiente marino, considerando anche le attività industriali e produttive. Purtroppo il rigassificatore OLT rappresenta un "esperimento" negativo, che potrebbe danneggiare seriamente l'ecosistema marino.

Num. pages: 17

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