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Il mercato dei voti a favore della caccia alle balene.

Pubblicazione - 5 giugno, 2002
Ovvero come il governo giapponese offra aiuti allo sviluppo destinati al settore della pesca in cambio di voti favorevoli alla riapertura della caccia alle balene. La Commissione Baleniera Internazionale [ IWC ] si riunisce ogni anno per decidere il futuro delle balene. Allo stato attuale, esiste una moratoria internazionale sulla caccia commerciale alle balene che, alcune nazioni, all'interno della commissione, vogliono revocare. Tra le nazioni più impegnate su questo fronte c'è senza dubbio il Giappone.

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Executive summary: Il Governo giapponese intende riaprire la caccia alle balene a fini commerciali. E per raggiungere questo obiettivo sta portando apertamente avanti, dal 1990, una politica che potremmo definire "di consolidamento dei voti". Lo scopo principale di tale politica è reclutare nuovi Paesi e spingere affinché entrino nella IWC per poi schierarsi a fianco del governo nipponico e votare a favore della riapertura della caccia commerciale. Il Giappone si è rivolto, con successo, a diverse nazioni povere, offrendo loro aiuti economici per lo sviluppo della pesca locale, in cambio di voti.

Occorre sottolineare che il Giappone non è nuovo all'impiego di questa tecnica: nell'agosto del 2000, ad esempio, l'Ambasciatore dell'Arabia Saudita, aveva accusato il Giappone di aver comprato voti utili ad assicurarsi l'elezione del proprio candidato a Segretario Generale dell'UNESCO.

Tuttavia, la principale preoccupazione di coloro che lottano per la conservazione della biodiversità riguarda l'estensione della pratica di acquisto di voti anche ad altre convenzioni, compresa la CITES [ Convention on the International Trade in Endangered Species ]. L'introduzione nella CITES della votazione a scrutinio segreto - fortemente sostenuta dal Giappone - ha notevolmente ridotto la trasparenza ma probabilmente le nazioni che nell'ambito della IWC hanno venduto i propri voti al Giappone, hanno fatto lo stesso in seno alla CITES.

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