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Stato di conflitto - Un'investigazione nell'Amazzonia brasiliana tra banditi, compagnie del legno e le frontiere senza legge del Parà

Pubblicazione - 1 novembre, 2003
Dal 1997 Greenpeace indaga sulle attività di taglio illegale e predatorio nelle foreste dell'Amazzonia brasiliana. Questo rapporto è il risultato di una indagine sul settore del legno nello Stato del Parà, il principale produttore ed esportatore di prodotti in legno dell'Amazzonia brasiliana, dove di fatto è in corso una guerra non dichiarata per il controllo della terra, della foresta e delle sue risorse, una guerra basata sul principio del profitto ad ogni costo.

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Executive summary: Questo rapporto è il risultato di una indagine sul settore del legno nello Stato del Parà, il principale produttore ed esportatore di prodotti in legno dell'Amazzonia brasiliana. Il Pará è inoltre teatro di un terzo di tutta la deforestazione dell'area. "Stato di Conflitto" si concentra su due delle più aggressive frontiere del taglio in Parà: la regione di Porto de Moz e Prainha, sul lato occidentale del fiume Xingu e la Terra di Mezzo, una vasta area di foreste relativamente intatte tra i fiumi Xingu e Tapajós. L'autostrada Transamazzonica e le riserve indie protette dalla legge, separano le due aree.

Taglio di alberi e allevamento sono le forze trainanti dell'assalto illegale alla terra amazzonica. Lo sviluppo di queste attività si spinge avanti travolgendo la legge e i diritti delle comunità locali. In entrambe le regioni le comunità locali, le organizzazioni non governative e settori del governo brasiliano sono attivi nella lotta per un modello alternativo di utilizzo della terra, basato sulla proprietà comunitaria e su un sistema di aree protette.

Questo rapporto rivela un allarmante quadro di invasioni delle terre, di occupazione di suolo pubblico, di omicidi, di forme moderne di schiavismo: è il volto segreto della distruzione della foresta amazzonica.

Le autorità federali e regionali, prive di fondi e di mezzi, si limitano a reagire caso per caso. Guardie forestali o ambientali vengono inviate ad ispezionare in modo casuale aree di foresta, segherie e ranch che impiegano lavoro servile per deforestare o impiantare allevamenti. Queste operazioni sporadiche non sono in grado di risolvere alla radice i problemi del Parà, radicati troppo a fondo in un perverso modello da boom economico basato sul saccheggio e sulla tradizionale insufficienza dell'amministrazione brasiliana.

Parlare del Pará come uno "Stato di Conflitto" non è una esagerazione: è in corso una guerra non dichiarata per il controllo della terra, della foresta e delle sue risorse, una guerra basata sul principio del profitto ad ogni costo. Se questo conflitto non sarà fermato, il Brasile perderà in breve tempo centinaia di migliaia di chilometri quadrati di foresta amazzonica, e con essa milioni di piante e di animali alcuni dei quali rischiano l'estinzione. Non solo la regione del Pará, ma tutta il Brasile avrà perso una opportunità unica verso un futuro migliore di sviluppo sostenibile.

Num. pages: 35

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