{"id":1052,"date":"2016-01-13T11:43:12","date_gmt":"2016-01-13T11:43:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/uncategorized\/1052\/se-questo-e-un-nobel\/"},"modified":"2019-11-06T09:53:53","modified_gmt":"2019-11-06T08:53:53","slug":"nobel-ogm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/1052\/nobel-ogm\/","title":{"rendered":"Se questo \u00e8 un Nobel"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-content\">\n<div>\n<div>L\u2019<a href=\"http:\/\/odifreddi.blogautore.repubblica.it\/2016\/01\/06\/ogm-e-superstizione-parole-di-un-nobel\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">intervista di Piergiorgio Odifreddi a Richard Roberts<\/a>\u00a0naviga tra l\u2019inaudito e lo stupefacente. Con un contorno di insinuazioni tali da interessare l\u2019avvocato. Dovendo difendere gli\u00a0<strong>OGM<\/strong>, Roberts \u2013 gi\u00e0 Nobel per la medicina \u2013 rivendica la supremazia del sapere scientifico contro le superstizioni. Una propaganda, a suo parere, orchestrata dagli ambientalisti, motivati dalla politica e dall\u2019economia: \u201ccio\u00e8, il potere e i soldi\u201d. L\u2019esempio?\u00a0<strong>Greenpeace<\/strong>\u00a0e i suoi finanziamenti\u2026<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Roberts \u2013 con metodo scientifico \u2013 omette quello che \u00e8 noto ai pi\u00f9, ovvero che Greenpeace per statuto rifiuta da sempre fondi provenienti da governi, istituzioni e aziende. E questo per un motivo ben preciso: difendere la propria indipendenza, proprio dal potere e dai soldi invocati dall\u2019incauto premio Nobel. Il quale, all\u2019estremo opposto, individua in\u00a0<strong>Patrick Moore<\/strong>\u00a0(che ha abbandonato Greenpeace nel 1985 a causa di gravi dissensi) il prototipo dello scienziato. Omettendo a bella posta che Moore \u2013 lui s\u00ec \u2013 viene profumatamente pagato per sostenere le tesi delle industrie del legname, delle aziende del nucleare e ora degli\u00a0<strong>OGM<\/strong>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" style=\"margin: 5px;\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/06fafb12-06fafb12-121688_207737.jpg\" alt=\"\" width=\"732\" height=\"487\" \/><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<h2><strong>Quando la finzione si traveste da realt\u00e0<\/strong><\/h2>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>Moore e Roberts promuovono un\u00a0<strong>OGM<\/strong>\u00a0noto come \u201c<strong>Golden rice<\/strong>\u201d (in sostanza, un riso che dovrebbe contenere pi\u00f9 beta-carotene) accusando chi vi si oppone niente meno che di \u201ccrimini contro l\u2019umanit\u00e0\u201d. Testualmente:<\/div>\n<div>\n<p>\u201c<em>Il Golden Rice che contiene la vitamina A \u00e8 stato inventato nel 1999, e avrebbe potuto salvare dalla morte in tutti questi anni dieci milioni di bambini con deficienza di vitamina A, ma il suo uso \u00e8 stato finora impedito dalla propaganda ambientalista<\/em>\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div>Ora facciamo chiarezza! Il cosiddetto \u201c<strong>Golden Rice<\/strong>\u201d non \u00e8 mai stato messo in commercio, non \u00e8 disponibile, \u00e8 una finzione. E non perch\u00e9 gli ambientalisti si siano messi di traverso, ma perch\u00e9 si tratta di un progetto che dopo 20 anni\u00a0\u00e8 ancora fermo alla fase sperimentale di ricerca\u00a0dopo aver assorbito milioni di dollari che sarebbero potuti essere meglio utilizzati per soluzioni gi\u00e0 disponibili e valide contro la deficienza di\u00a0<strong>vitamina A<\/strong>. Ad esempio \u2013 oltre agli integratori alimentari \u2013 aumentare l\u2019accesso delle persone a una dieta differenziata di frutta e verdura coltivate in modo sostenibile aiuterebbe a combattere le carenze vitaminiche in generale, e non solo quella di vitamina A.<\/div>\n<div>La stessa IRRI (l\u2019ente che ha promosso le coltivazioni sperimentali di questo riso)\u00a0afferma nel suo sito web che c\u2019\u00e8 bisogno di ulteriori ricerche, di una maggiore attenzione per aumentare le rese, in quanto i rendimenti attuali sono in realt\u00e0 inferiori alle variet\u00e0 non-OGM locali, e della conferma della\u00a0capacit\u00e0 di questo\u00a0<strong>OGM<\/strong>\u00a0di migliorare lo stato nutrizionale\u00a0delle persone con deficit di vitamina A.<\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<h2><strong>Il falso mito degli OGM<\/strong><\/h2>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>Quello che Roberts non dice \u00e8 che le colture geneticamente modificate non fanno fronte alla sfida della\u00a0<strong>sicurezza alimentare<\/strong>. Gli\u00a0<strong>OGM<\/strong>\u00a0non sono adatti a soddisfare i bisogni delle comunit\u00e0 di piccoli agricoltori, la cui esistenza \u00e8 fondamentale per la sicurezza alimentare. Al contrario, gli\u00a0<strong>OGM<\/strong>\u00a0vengono coltivati in un numero ristretto di Paesi sviluppati o emergenti come prodotti per l\u2019esportazione su larga scala, rafforzando quel modello agricolo industriale che ha portato grandi volumi di merce sui mercati globali, ma che ha fallito nello sfamare la popolazione mondiale.<\/div>\n<div>Con gli\u00a0<strong>OGM<\/strong>\u00a0non si produce cibo pi\u00f9 sano o in misura maggiore. La stragrande maggioranza degli OGM attualmente in commercio ha come caratteristica quella di essere resistente a una sostanza chimica (un erbicida spesso prodotto dalla stessa azienda che poi brevetta i semi OGM) e vengono utilizzati principalmente per l\u2019alimentazione animale (come soia e mais) e per la produzione industriale (cotone).<\/div>\n<div>La realt\u00e0 \u00e8 che gli\u00a0<strong>OGM<\/strong>\u00a0non hanno fatto altro che consolidare il sistema malato dell\u2019agricoltura industriale, fatto di monocolture deleterie per la\u00a0<strong>biodiversit\u00e0<\/strong>, di grandi consumi di combustibili fossili, di sottomissione economica dei piccoli agricoltori, brevetti sul vivente, un sistema che ha fallito nell\u2019intento di procurare cibo sano, sicuro e di qualit\u00e0 alle persone che ne hanno bisogno.<\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<h2><strong>La scienza non si \u00e8 fermata\u2026<\/strong><\/h2>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>E chiariamoci una volta per tutte, gli OGM non rappresentano la migliore espressione della scienza, della tecnologia e dell\u2019innovazione al servizio dei sistemi alimentari e delle loro sfide (come i soliti noti provano a ripeterci). \u00a0La\u00a0Selezione Assistita da Marcatori (MAS)\u00a0\u2013 ad esempio \u2013 impiega la conoscenza del DNA per produrre una vasta gamma di tratti per un gran numero di colture. La\u00a0<strong>tecnologia MAS<\/strong>\u00a0ha permesso ai ricercatori, spesso all\u2019interno di istituzioni pubbliche, di offrire agli agricoltori colture resistenti a siccit\u00e0, inondazioni e funghi, cos\u00ec come tolleranti a suoli salini. Questo tipo di biotecnologia \u00e8 pi\u00f9 adatta dell\u2019ingegneria genetica nel fornire soluzioni alle specifiche esigenze geografiche e nello sfruttare le conoscenze degli agricoltori attraverso un processo partecipativo e senza i problemi e i rischi degli\u00a0<strong>OGM<\/strong>. Questi progressi dimostrano che l\u2019ingegneria genetica non \u00e8 la sola strada per l\u2019innovazione tecnologica, n\u00e9 tantomeno la pi\u00f9 promettente.<\/div>\n<div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<h2><strong>\u2026ma la trasparenza non fa per Roberts!<\/strong><\/h2>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>Tra le altre amenit\u00e0 mondane, Roberts afferma che \u00e8 fondamentale che gli scienziati si facciano capire da tutti, superando quello che chiama \u201cil test della nonna\u201d. Sempre testualmente:<\/div>\n<div>\u201c<em>(Gli scienziati) devono essere in grado (\u2026) di spiegare alla propria nonna cosa fanno. Se riescono a farglielo capire, bene, e se no, devono trovare un altro modo di dirglielo, perch\u00e9 \u00e8 importante riuscire a comunicare agli altri cosa si fa<\/em>\u201d.<\/div>\n<div>Sorvolando sul fatto che la \u201cbase scientifica\u201d delle valutazioni di rischio sugli OGM (la cosiddetta \u201csostanziale equivalenza\u201d) \u00e8 una bufala di dimensioni galattiche, non si comprende invece per quale ragione se si parla di etichettatura e informazione, la necessit\u00e0 di una chiara comunicazione sugli\u00a0<strong>OGM<\/strong>\u00a0viene meno. Stupisce che l\u2019obbligo di \u201cdichiarare l\u2019eventuale presenza degli OGM\u201d negli alimenti in vendita diventi (per gli \u201cscienziati\u201d come per le imprese del biotech) una pretesa dei produttori del biologico, con l\u2019obiettivo di alzare i prezzi, e non una misura elementare di trasparenza.<\/div>\n<div>\n<p>Insomma, alla nonna di Roberts \u00e8 permesso di sapere cosa fa il nipote nel suo laboratorio, ma non cosa mangia ogni giorno. Se questo \u00e8 un Nobel\u2026<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Federica Ferrario<br \/>\nResponsabile Campagna Agricoltura Sostenibile<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Moore e Roberts promuovono un\u00a0OGM\u00a0noto come \u201cGolden rice\u201d (in sostanza, un riso che dovrebbe contenere pi\u00f9 beta-carotene) accusando chi vi si oppone niente meno che di \u201ccrimini contro l\u2019umanit\u00e0\u201d. 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