{"id":11532,"date":"2020-05-08T10:43:36","date_gmt":"2020-05-08T08:43:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=11532"},"modified":"2024-02-23T10:13:31","modified_gmt":"2024-02-23T09:13:31","slug":"lenergia-dopo-covid-19-tra-crisi-petrolifera-e-crisi-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/11532\/lenergia-dopo-covid-19-tra-crisi-petrolifera-e-crisi-climatica\/","title":{"rendered":"L&#8217;energia dopo Covid 19, tra crisi petrolifera e crisi climatica"},"content":{"rendered":"\n<p><em>L\u2019articolo originale \u00e8 pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/dossier\/ambiente\/green\/2020\/05\/07\/news\/covid19_crisi_petrolifera_e_crisi_climatica-255938891\/?ref=RHPPBT-BS-I252749253-C12-P15-S1.4-T1\">Repubblica.it<\/a><\/em><\/p>\n\n<p>Non sappiamo oggi se la <strong>pandemia<\/strong> e il permanere di tensioni tra Stati Uniti e Cina, segneranno una svolta storica di de-globalizzazione, come pensano diversi osservatori. Com\u2019\u00e8 noto, il <strong>mercato petrolifero<\/strong> \u00e8 segnato da fluttuazioni che dipendono da logiche di mercato e speculative oltre che da tensioni politiche, accordi di cartello, crisi politiche locali, per cui di fatto nessun economista serio si azzarda a fare previsioni. La crisi ha colpito, pur se in maniera meno pesante, anche il settore delle fonti <strong>rinnovabili<\/strong> su cui si basa una parte non piccola delle speranze di combattere la crisi climatica. Quale futuro ci attende? Ci sar\u00e0 una spinta alla mobilit\u00e0 individuale per paura del contagio e dunque una ripresa dei consumi dei prodotti petroliferi?<\/p>\n\n<p>Forse \u00e8 presto per dirlo e potrebbe anche darsi che, dopo una <strong>crisi sanitaria<\/strong> che ha colpito i polmoni delle persone, l\u2019attenzione alla <strong>qualit\u00e0 dell\u2019aria<\/strong> diventer\u00e0 pi\u00f9 importante come ha di recente dichiarato l\u2019ex capo della BP al <em>Financial Times<\/em>.<\/p>\n\n<p>Se avesse ragione l\u2019<em>Economist<\/em>, che prevede un prezzo del barile a lungo termine sui 20 dollari, la spinta a investire in nuovi giacimenti o a produrre <strong><em>shale oil<\/em><\/strong> sar\u00e0 depressa per mancanza di margine economico. E, dunque, \u00e8 possibile una prospettiva di declino della produzione a medio termine.<\/p>\n\n<p>Una seconda considerazione riguarda il fatto che le politiche per la <strong>decarbonizzazione<\/strong> \u2013 affrancamento progressivo da <strong>carbone<\/strong>, <strong>petrolio<\/strong> e <strong>gas fossile<\/strong> \u2013 riguardano, almeno per una prima fase, una spinta verso l\u2019elettrificazione dei nostri <strong>consumi energetici<\/strong> a partire dalla <strong>mobilit\u00e0<\/strong> (<strong>auto elettrica<\/strong> e altri veicoli). In questa spinta, le <strong>fonti rinnovabili<\/strong> sono nettamente favorite sia in termini di costo industriale sia perch\u00e9 il petrolio e i suoi derivati contribuiscono in minima parte alla produzione elettrica.<\/p>\n\n<p>Prima della pandemia, il prezzo di scambio all\u2019ingrosso dell\u2019<strong>elettricit\u00e0 <\/strong>in Italia era di circa 52 euro\/MWh, oggi \u00e8 sceso a 32 euro per la riduzione dei consumi e del prezzo del gas. In questi ultimi anni il costo industriale dell\u2019elettricit\u00e0 da rinnovabili \u00e8 andato in discesa battendo ogni record. In questi giorni il pi\u00f9 grande <strong>impianto solare<\/strong> del mondo ad Abu Dhabi batte il record con 13,5 dollari\/MWh e, in Europa, in Portogallo nel 2019 un\u2019asta si era chiusa col solare a meno di 15 euro\/MWh. Per i nuovi impianti a livello internazionale i costi industriali di grandi <strong>impianti solari<\/strong> ed eolici sono gi\u00e0 competitivi col <strong>gas naturale<\/strong> (44-68 dollari\/MWh).<\/p>\n\n<p>Per l\u2019<strong>eolico<\/strong> siamo forse alla vigilia di una svolta epocale con il decollo dell\u2019eolico \u201cgalleggiante\u201d il cui potenziale \u2013 non pi\u00f9 vincolato alla bassa profondit\u00e0 dei fondali marini &#8211; \u00e8 gigantesco. Una dinamica simile \u00e8 in corso nel settore delle batterie da cui dipende il futuro prossimo dell\u2019auto elettrica e anche degli accumuli per la gestione delle reti elettriche.<\/p>\n\n<p>Preoccupa di pi\u00f9 il conflitto tra Stati Uniti e Cina: per affrontare la <strong>crisi climatica<\/strong> \u2013 come quella della pandemia &#8211; \u00e8 necessario un quadro di grande collaborazione e cooperazione internazionale.<\/p>\n\n<p>A competere con le rinnovabili \u00e8 in realt\u00e0 il gas fossile che per alcuni anni sar\u00e0 ancora necessario, ma che, in prospettiva di decarbonizzare l\u2019economia, dovr\u00e0 essere progressivamente eliminato e non incentivato. Laddove \u00e8 pi\u00f9 difficile da eliminare, dovr\u00e0 essere sostituito da gas di sintesi \u2013<strong> idrogeno<\/strong>, <strong>biometano<\/strong> o <strong>metano<\/strong> di sintesi da rinnovabili \u2013 cosa che richiederebbe sin da subito investimenti in ricerca e sviluppo (che non vediamo, ad esempio, nel piano strategico di <strong>ENI<\/strong>). L\u2019<strong>emergenza climatica <\/strong>resta grave e il tempo per affrontarla seriamente \u00e8 limitato: bisogna accelerare. In primo luogo, in Italia dovremmo ad ogni costo sbloccare le rinnovabili: a questa velocit\u00e0 gli obiettivi del <strong>PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima)<\/strong> al 2030 \u2013 peraltro insufficienti \u2013 non li raggiungeremo nemmeno nel 2080. Il governo batta un colpo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pandemia e le tensioni tra Stati Uniti e Cina, segneranno una svolta in senso positivo o negativo per il nostro Pianeta e la necessit\u00e0 di affrontare l&#8217;emergenza climatica?<\/p>\n","protected":false},"author":24,"featured_media":6723,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24],"tags":[29,32],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-11532","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","tag-clima","tag-energia","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11532","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/24"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11532"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11532\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11533,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11532\/revisions\/11533"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6723"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11532"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11532"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11532"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=11532"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}