{"id":11569,"date":"2020-05-18T15:43:09","date_gmt":"2020-05-18T13:43:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=11569"},"modified":"2020-05-18T15:43:10","modified_gmt":"2020-05-18T13:43:10","slug":"vincoli-ambientali-per-il-prestito-a-fca-e-ai-settori-inquinanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/11569\/vincoli-ambientali-per-il-prestito-a-fca-e-ai-settori-inquinanti\/","title":{"rendered":"Vincoli ambientali per il prestito a Fca e ai settori inquinanti"},"content":{"rendered":"\n<p>In questi giorni si sta discutendo sulla possibilit\u00e0 che il prestito di 6,3 miliardi richiesto da Fiat Chrysler Automobiles a Intesa Sanpaolo venga garantito dallo Stato italiano, nonostante l\u2019azienda abbia sede legale nei Paesi Bassi e domicilio fiscale nel Regno Unito. Secondo Greenpeace, quello della fiscalit\u00e0 \u00e8 un tema importante, al quale per\u00f2 devono essere affiancate valutazioni che riguardano la tutela dei lavoratori, la salvaguardia dell\u2019occupazione e il rispetto dei vincoli ambientali.<\/p>\n\n<p>\u201cLa mancata richiesta &nbsp;di condizioni \u201cverdi\u201d alla possibilit\u00e0 di concedere e garantire prestiti con risorse pubbliche \u00e8 un segnale molto preoccupante\u201d, dichiara Federico Spadini della Campagna Trasporti di Greenpeace Italia. \u201cI soldi pubblici non devono essere spesi per sostenere settori inquinanti senza piani adeguati di decarbonizzazione, e la possibilit\u00e0 di beneficiare di prestiti e garanzie deve sottostare a impegni concreti per ridurre e poi azzerare le proprie emissioni di gas serra\u201d, continua Spadini. \u201cQuesto aspetto \u00e8 totalmente assente nel dibattito su FCA, cos\u00ec come in generale nei piani per sostenere e salvare interi comparti produttivi. I settori pi\u00f9 inquinanti sono i primi sui quali si deve intervenire, e tra questi c&#8217;\u00e8 certamente l\u2019industria automobilistica\u201d.<\/p>\n\n<p>Secondo gli ultimi dati pubblicati da ISPRA il settore del trasporto su strada \u00e8 responsabile di circa il 23 percento delle emissioni climalteranti in Italia e del 43 per cento di quelle di ossidi di azoto, con un grande contributo all\u2019inquinamento atmosferico che sembra &nbsp;amplificare gli impatti sanitari della pandemia da Covid-19. Dallo studio di Greenpeace \u201cScontro con il clima\u201d emerge anche che, tra le dodici principali compagnie automobilistiche al mondo, FCA \u00e8 l\u2019azienda con il pi\u00f9 alto livello medio di emissioni di gas serra per singolo veicolo.<\/p>\n\n<p>\u00c8 essenziale cogliere questo momento di passaggio per ripensare il settore dei trasporti e la mobilit\u00e0. Tra le prime soluzioni da intraprendere servono piani per formare i lavoratori e riconvertire i lavori dei settori inquinanti verso lavori green, il bando della vendita di veicoli a motore endotermico al 2028 con conseguente riconversione del settore verso la mobilit\u00e0 elettrica e condivisa, e un maggiore impegno del governo per promuovere forme di mobilit\u00e0 alternativa e a zero\/basse emissioni.<\/p>\n\n<p>\u201cAbbiamo l\u2019occasione di invertire la rotta lasciandoci alle spalle il \u201cbusiness as usual\u201d delle aziende inquinanti per scegliere una ripresa veramente sostenibile, attenta ai diritti e alla salute delle persone e del Pianeta. Porre ora dei vincoli all\u2019utilizzo dei soldi pubblici a tutela del clima e dell\u2019ambiente \u00e8 un passo necessario se vogliamo mantenere l\u2019aumento della temperatura globale media sotto 1,5 gradi centigradi e frenare la crisi climatica, che gi\u00e0 oggi ha impatti ambientali, sanitari ed economici pi\u00f9 grandi di quelli causati dal Covid-19\u201d, conclude Spadini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La possibilit\u00e0 di beneficiare di prestiti e garanzie deve sottostare a impegni concreti per ridurre e poi azzerare le proprie emissioni di gas serra<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":6927,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24],"tags":[29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-11569","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11569","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11569"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11569\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11570,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11569\/revisions\/11570"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6927"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11569"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11569"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11569"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=11569"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}