{"id":11586,"date":"2020-05-22T12:16:44","date_gmt":"2020-05-22T10:16:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=11586"},"modified":"2024-02-23T10:13:16","modified_gmt":"2024-02-23T09:13:16","slug":"giornata-mondiale-della-biodiversita-proteggiamo-lamazzonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/11586\/giornata-mondiale-della-biodiversita-proteggiamo-lamazzonia\/","title":{"rendered":"Giornata mondiale della biodiversit\u00e0, proteggiamo l\u2019Amazzonia!"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-blue-overlay caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"534\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/7478fa3c-gp0stqiy9_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11597\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/7478fa3c-gp0stqiy9_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/7478fa3c-gp0stqiy9_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/7478fa3c-gp0stqiy9_web_size_with_credit_line-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/7478fa3c-gp0stqiy9_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Cleared rainforest land for a mine outside of Munguba, along the Rio Jari, approximately 50 miles north of Porto de Moz, Brazil.<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Tutelare la <strong>diversit\u00e0 biologica<\/strong> del Pianeta. Questo l\u2019obiettivo della <strong>Giornata mondiale della Biodiversit\u00e0<\/strong> che ricorre oggi, proclamata dall\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite per celebrare l\u2019adozione della <strong>Convenzione sulla Diversit\u00e0 Biologica<\/strong>, firmata a Nairobi nel 1992. &nbsp;<\/p>\n\n<p>La <strong>pandemia<\/strong> da&nbsp;<strong>Covid19<\/strong>, ci ha ricordato l\u2019importanza della tutela della <strong>biodiversit\u00e0<\/strong>: il 31%&nbsp;delle&nbsp;epidemie&nbsp;di&nbsp;malattie&nbsp;emergenti &#8211; come Ebola e Zika &#8211; sono legate proprio ai cambiamenti di <strong>uso del&nbsp;suolo<\/strong>&nbsp;causati dall\u2019invasione umana delle <strong>foreste pluviali tropicali<\/strong>.<\/p>\n\n<p>La <strong>foresta amazzonica<\/strong> \u00e8 la pi\u00f9 grande foresta pluviale del Pianeta ed \u00e8 famosa per la sua biodiversit\u00e0. E infatti la casa di almeno 30 mila specie di piante, di 30 milioni di specie animali e di tantissime specie ancora da scoprire. Sfortunatamente, molte di queste nuove specie vengono identificate solo quando il loro habitat e la loro esistenza sono gi\u00e0 in pericolo a causa della <strong>deforestazione<\/strong>. Altre attivit\u00e0 che mettono in grave pericolo la foresta sono l\u2019estrazione di <strong>legname<\/strong>, <strong>idrocarburi<\/strong>, metalli e minerali, cos\u00ec come la creazione di grandi <strong>infrastrutture<\/strong>.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-blue-overlay caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"384\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/d009073c-mappe-01-1024x384.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11607\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/d009073c-mappe-01-1024x384.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/d009073c-mappe-01-300x113.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/d009073c-mappe-01-768x288.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/d009073c-mappe-01-1536x576.jpg 1536w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/d009073c-mappe-01-510x191.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/d009073c-mappe-01.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Incendi, mega-dighe e attivit\u00e0 agricole stanno distruggendo la foresta amazzonica. L&#8217;avanzata della deforestazione provoca danni irreversibili alla biodiversit\u00e0 e all&#8217;equilibrio climatico del Pianeta.<\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Deforestazione<\/h2>\n\n<p>L&#8217;Amazzonia \u00e8 la pi\u00f9 grande foresta tropicale del mondo e ospita un&#8217;immensa biodiversit\u00e0, incluse molte specie a noi ancora poco note o addirittura sconosciute. Ma continua ad essere distrutta, spesso facendo ricorso agli <strong>incendi<\/strong>, per far posto a <strong>monocolture<\/strong> per la <strong>mangimistica<\/strong> e <strong>pascoli <\/strong>per il <strong>bestiame<\/strong> destinato alla produzione di <strong>carne<\/strong> e <strong>latticini<\/strong>. &nbsp;<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Strade<\/h2>\n\n<p>In <strong>Amazzonia<\/strong> &#8211; e spesso anche nelle altre <strong>foreste<\/strong> del Pianeta &#8211; le aree maggiormente deforestate sono quelle dove si trovano pi\u00f9 strade. In molti casi questo equivale a spianare il cammino per la <strong>deforestazione<\/strong> illegale e l\u2019accaparramento di terre (land grabbing). Implica inoltre degrado forestale e rappresenta un gravissimo pericolo per la biodiversit\u00e0, in particolare per gli animali il cui <strong>habitat<\/strong> viene frammentato. Le strade che penetrano nella foresta rischiano anche di rendere accessibili zone della regione dove vivono popolazioni indigene in isolamento.<br>Tra le aree pi\u00f9 deforestate ci sono quelle attraversate dall\u2019autostrada BR 163, che collega Cuiab\u00e1 (Mato Grosso) a Santar\u00e9m (Par\u00e0) e la BR 319 che collega Manaus (Amazonas) a Porto-Velho (Rond\u00f4nia).<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Incendi<\/h2>\n\n<p>Gli <strong>incendi<\/strong> provocano numerosi effetti negativi. Molte piante e animali muoiono per l\u2019azione diretta del fuoco, che causa anche un drastico cambiamento degli ecosistemi e la perdita di <strong>habitat<\/strong>. Inoltre, molte persone che vivono nelle aree colpite dagli incendi accusano problemi respiratori. Con l\u2019aumentare degli incendi aumentano anche le emissioni di <strong>gas<\/strong> <strong>serra<\/strong>, che favoriscono ulteriormente l\u2019innalzamento della temperatura globale e, di conseguenza, il verificarsi di eventi meteorologici estremi.<br>Secondo l\u2019Istituto brasiliano di ricerche spaziali, nel 2019 il numero di incendi in Amazzonia \u00e8 aumentato di circa il 30% rispetto all\u2019anno precedente. Il 19 agosto 2019 la coltre di nubi causata dagli incendi in <strong>Amazzonia<\/strong> ha oscurato il sole su San Paolo, oscurando la citt\u00e0 per un\u2019ora.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Attivit\u00e0 agricole<\/h2>\n\n<p>\u00c8 prassi comune che un\u2019area di foresta venga prima spogliata delle specie arboree di maggior pregio, poi data alle fiamme e successivamente occupata da mandrie di bestiame. Spesso, la propriet\u00e0 delle aree di <strong>foresta<\/strong> occupate illegalmente viene regolarizzata tramite un\u2019auto-dichiarazione nel Registro Ambientale Rurale.<br>Anche le piantagioni &#8211; e i prodotti fitosanitari utilizzati per assicurarne la produzione &#8211; minacciano la foresta e chi la abita. Nella maggior parte dei casi si tratta di <strong>monocolture<\/strong> di <strong>soia<\/strong> destinata alla <strong>mangimistica<\/strong>. Sebbene la moratoria sulla soia siglata per <strong>l\u2019Amazzonia<\/strong> abbia portato a risultati positivi, l\u2019espansione delle piantagioni non si \u00e8 fermata e l&#8217;industria della soia ha continuato ad espandersi, spostando la pressione anche su altre culle di biodiversit\u00e0, come il <strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/results?search_query=cibo+che+divora+le+foreste\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Cerrado<\/a><\/strong>.<br>Il <strong>Brasile<\/strong> \u00e8 il tra i principali esportatori mondiali di <strong>carne<\/strong> bovina e di <strong>soia<\/strong> e derivati.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-blue-overlay caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"382\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/5ae775ff-mappe-02-1024x382.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11606\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/5ae775ff-mappe-02-1024x382.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/5ae775ff-mappe-02-300x112.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/5ae775ff-mappe-02-768x287.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/5ae775ff-mappe-02-1536x574.jpg 1536w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/5ae775ff-mappe-02-510x190.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/05\/5ae775ff-mappe-02.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Anche la costruzione di strade, lo sfruttamento minerario e l&#8217;estrazione di idrocarburi &#8220;mangiano&#8221; la foresta, rendendo vulnerabili gli ecosistemi.<\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Estrazione mineraria<\/h2>\n\n<p><strong>Oro<\/strong>, argento, ferro e rame sono solo alcuni dei <strong>metalli<\/strong> e <strong>minerali<\/strong> che si trovano nella <strong>foresta<\/strong> <strong>amazzonica<\/strong> e che spesso sono destinati ad arrivare nelle nostre case, come parte di componenti elettronici di oggetti di uso quotidiano, come cellulari, computer o navigatori.<br>Per <strong>l\u2019estrazione<\/strong> di metalli dal sottosuolo vengono usate sostanze altamente inquinanti (come cianuro e mercurio), mentre nelle miniere a cielo aperto si utilizzano esplosivi per sbriciolare le rocce. Le zone circostanti alle <strong>miniere<\/strong> divengono aride e le falde acquifere vengono inquinate, mettendo in pericolo la biodiversit\u00e0 e la salute di chi vive nell\u2019area. Alla luce dell\u2019aumento del prezzo dell\u2019oro causato dall\u2019impatto della <strong>pandemia<\/strong> di <strong>COVID<\/strong>&#8211;<strong>19<\/strong> sul mercato globale, in alcuni aree <strong>dell\u2019Amazzonia<\/strong> si sta assistendo ad una nuova corsa all\u2019oro, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=beJDTD1ZhW8&amp;feature=youtu.be\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">una minaccia anche per i Popoli Indigeni<\/a>, le cui terre vengono cos\u00ec invase.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Estrazione di petrolio e gas<\/h2>\n\n<p>Secondo quanto riferisce <strong>l\u2019Agenzia<\/strong> <strong>brasiliana<\/strong> del <strong>Petrolio<\/strong>, Gas Naturale e Biocombustibile, nel 2019 in Brasile la produzione di <strong>gas<\/strong> naturale \u00e8 aumentata e quella di petrolio <strong>greggio<\/strong> ha superato il miliardo di barili all\u2019anno. Nel mese di gennaio 2020, per la prima volta, la produzione di <strong>petrolio<\/strong> e <strong>gas<\/strong> naturale ha superato la soglia dei 4 milioni di barili al giorno.<br>Gli <strong>sversamenti<\/strong> di petrolio possono avere conseguenze enormi: nell\u2019agosto del 2019, una enorme chiazza di petrolio ha contaminato oltre 2.250 chilometri di litorale del nord-est del <strong>Brasile<\/strong>, con gravi conseguenze non solo per l\u2019ambiente, ma anche per le comunit\u00e0 di pescatori che temono per la loro salute e hanno perso la loro fonte di reddito e di cibo.<br>In <strong>Amazzonia<\/strong>, l\u2019esempio pi\u00f9 evidente dei danni catastrofici causati dall\u2019estrazione, combustione e dagli <strong>sversamenti<\/strong> di <strong>petrolio<\/strong> \u00e8 visibile in Ecuador, nelle aree interessate dall\u2019esplorazione petrolifera <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/argentina\/greenpeace\/4127\/steven-donziger-el-hombre-que-se-enfrento-a-un-gigante-petrolero-y-pago-el-precio\/\" target=\"_blank\">del colosso <strong>Chevron<\/strong>&#8211;<strong>Texaco<\/strong>.<\/a><\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Mega-dighe<\/h2>\n\n<p>Nel bacino del <strong>Rio<\/strong> <strong>delle<\/strong> <strong>Amazzoni<\/strong> ci sono pi\u00f9 di 400 <strong>dighe<\/strong> per l\u2019alimentazione di <strong>centrali<\/strong> <strong>idroelettriche<\/strong>, oltre a centinaia di progetti in cantiere. <strong>L\u2019energia<\/strong> <strong>idroelettrica<\/strong> \u00e8 considerata una valida alternativa alle fonti fossili. Eppure, la costruzione di infrastrutture e bacini artificiali di acqua implica la <strong>deforestazione<\/strong> e l\u2019allagamento di materia organica, attivit\u00e0 che comportano una grande quantit\u00e0 di emissioni di carbonio e metano -spesso non conteggiate nelle analisi di impatto ambientale. Inoltre, lo <strong>sbarramento<\/strong> <strong>dei<\/strong> <strong>fiumi<\/strong> isola le specie interrompendo il flusso genico e provocandone in alcuni casi l\u2019estinzione. Come se non bastasse, il massiccio flusso di lavoratori comporta un incremento della prostituzione, dello spaccio di droghe, del consumo alcol e di violenza.<br>Ormai numerosi studi dimostrano che i mega sbarramenti sono troppo costosi e ben poco sostenibili dal punto di vista ambientale.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I numeri dell&#8217;Amazzonia<\/h2>\n\n<p>Fra il 2015 e il 2019, nella sola <strong>Amazzonia<\/strong> <strong>brasiliana<\/strong> sono state scoperte 600 nuove <strong>specie<\/strong> di piante e animali. Ma la deforestazione rischia di non dare nemmeno il tempo agli scienziati per raccogliere informazioni sufficienti e farcele conoscere: nei primi quattro mesi del 2020, la deforestazione in Amazzonia \u00e8 aumentata del 61% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno scorso.<\/p>\n\n<p><strong>L\u2018Amazzonia<\/strong> si \u00e8 gi\u00e0 ridotta del 15% rispetto alla sua estensione degli anni Settanta, quando copriva oltre 6 milioni di chilometri quadrati. In <strong>Brasile<\/strong>, il Paese che ospita pi\u00f9 della met\u00e0 della <strong>foresta<\/strong> <strong>amazzonica<\/strong>, oltre il 19% \u00e8 scomparso. Di questo passo si rischia di arrivare al punto di non ritorno climatico che potrebbe trasformare grandi regioni di questa foresta in un ecosistema pi\u00f9 simile a quello di una savana, sebbene con molta meno <strong>biodiversit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n<p><strong>L\u2019Amazzonia<\/strong> \u00e8 anche la casa di numerosi Popoli Indigeni, che hanno dimostrato di essere i veri guardiani di questa foresta. Proteggerla \u00e8 per\u00f2 vitale per tutti gli esseri umani: immagazzinando tra gli 80 e i 120 miliardi di tonnellate di carbonio, gioca un ruolo fondamentale nella lotta contro i <strong>cambiamenti<\/strong> <strong>climatici<\/strong>.<\/p>\n\t\t\t<section\n\t\t\tclass=\"boxout post-5612 \"\n\t\t\t\n\t\t>\n\t\t\t<a\n\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\tdata-ga-action=\"Image\"\n\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\tclass=\"cover-card-overlay\"\n\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/le-foreste-stanno-svanendo\/\" \n\t\t\t><\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<img\n\t\t\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/064cb29a-gp0stqfkj_high_res-1024x684.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tsrcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/064cb29a-gp0stqfkj_high_res-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/064cb29a-gp0stqfkj_high_res-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/064cb29a-gp0stqfkj_high_res-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/064cb29a-gp0stqfkj_high_res-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/064cb29a-gp0stqfkj_high_res.jpg 1200w\"\n\t\t\t\t\t\tsizes=\"(min-width: 1000px) 358px, (min-width: 780px) 313px, 88px\"\n\t\t\t\t\t\talt=\"\" title=\"\"\n\t\t\t\t\/>\n            \t\t\t<div class=\"boxout-content\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a\n\t\t\t\t\t\tclass=\"boxout-heading medium\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-action=\"Title\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/le-foreste-stanno-svanendo\/\"\n\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t>\n\t\t\t\t\t\tLe foreste stanno svanendo nel nulla\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p class=\"boxout-excerpt\">Le foreste, vitali per il clima e la biodiversit\u00e0, stanno scomparendo. Se vogliamo proteggere il pianeta e noi stessi, dobbiamo fermare la deforestazione. <\/p>\n\t\t\t\t                                    <a\n                        class=\"btn btn-primary\"\n                        data-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n                        data-ga-action=\"Call to Action\"\n                        data-ga-label=\"n\/a\"\n                        href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/le-foreste-stanno-svanendo\/\"\n                        \n                    >\n                        Partecipa\n                    <\/a>\n                \t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/section>\n\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tuteliamo la diversit\u00e0 biologica del Pianeta<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":11598,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"Covid-19 Response","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[22,25,27,36,32],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-11586","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-biodiversita","tag-consumi","tag-agricoltura","tag-foreste","tag-energia","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11586","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11586"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11586\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14724,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11586\/revisions\/14724"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11598"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11586"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11586"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11586"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=11586"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}