{"id":11625,"date":"2020-05-26T11:59:08","date_gmt":"2020-05-26T09:59:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=11625"},"modified":"2024-02-23T10:13:11","modified_gmt":"2024-02-23T09:13:11","slug":"clima-recommon-e-greenpeace-bene-generali-su-abbandono-petrolio-da-sabbie-bituminose-ora-faccia-altrettanto-con-il-carbone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/11625\/clima-recommon-e-greenpeace-bene-generali-su-abbandono-petrolio-da-sabbie-bituminose-ora-faccia-altrettanto-con-il-carbone\/","title":{"rendered":"Clima, Re:Common e Greenpeace: \u00abBene Generali su abbandono petrolio da sabbie bituminose, ora faccia altrettanto con il carbone\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Re:Common e Greenpeace Italia accolgono con soddisfazione la decisione di Generali di non assicurare pi\u00f9 progetti e societ\u00e0 coinvolte nell\u2019estrazione di petrolio da sabbie bituminose, una delle tipologie di greggio pi\u00f9 inquinanti al mondo. Il Leone di Trieste ha infatti deciso di includere nella lista nera questo settore, al quale non fornir\u00e0 pi\u00f9 finanziamenti e coperture assicurative, includendo anche oleodotti e altre infrastrutture associate.<\/p>\n\n<p>Nonostante i passi positivi nel settore delle sabbie bituminose, destano invece ancora forte preoccupazione i legami di Generali con alcune tra le societ\u00e0 del carbone pi\u00f9 inquinanti in Europa, in particolare in Polonia e Repubblica Ceca. Tra queste PGE e CEZ, le cui centrali e miniere si stima causino oltre 1.800 morti premature in Europa ogni anno. Generali assicura inoltre una delle controllate del Gruppo EPH, compagnia ceca che negli ultimi anni ha rilevato centrali e miniere a carbone in tutta Europa con il solo obiettivo di mantenerle in vita il pi\u00f9 a lungo possibile. EPH \u00e8 anche proprietaria della centrale a carbone di Fiume Santo, in Sardegna, una delle principali cause di inquinamento nel nord dell\u2019isola.<\/p>\n\n<p>\u00abGenerali ha preso una decisione importante, ma se la principale compagnia assicurativa italiana tiene davvero alla tutela del Pianeta e alla salute delle persone, deve abbandonare definitivamente il carbone, cos\u00ec come fatto con il settore delle sabbie bituminose\u00bb, commentano Re:Common e Greenpeace Italia. \u00abQuelle che Generali chiama \u201ceccezioni\u201d, e cio\u00e8 le centrali e miniere a carbone in Polonia e Repubblica Ceca, sono una bomba climatica che la compagnia triestina deve abbandonare subito, altrimenti l\u2019attenzione all\u2019emergenza climatica rester\u00e0 poco pi\u00f9 che uno slogan\u00bb.<\/p>\n\n<p>La decisione di Generali arriva in un momento particolare, dato che vi sono attualmente due maxi-oleodotti in fase di realizzazione tra Stati Uniti e Canada, ovvero il Trans Mountain e il famigerato Keystone XL. Proprio qualche giorno fa, l\u2019organizzazione americana Rainforest Action Network \u00e8 riuscita a ottenere i nomi delle assicurazioni coinvolte nel progetto Trans Mountain, tra le quali spiccano alcune europee, compresi i giganti Lloyd\u2019s, Zurich e Munich Re.<\/p>\n\n<p>L\u2019oleodotto dovrebbe collegare i giacimenti di sabbie bituminose dell\u2019Alberta, in Canada, fino alla costa pacifica degli Stati Uniti, aggiungendo 590 mila barili di petrolio estratto alla produzione attuale. All\u2019impatto sul clima si aggiunge anche quello sui territori e le comunit\u00e0, dal momento che l\u2019opera stravolge delicati ecosistemi e viola i diritti delle popolazioni indigene dell\u2019area.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Re:Common e Greenpeace Italia accolgono con soddisfazione la decisione di Generali di non assicurare pi\u00f9 progetti e societ\u00e0 coinvolte nell\u2019estrazione di petrolio da sabbie bituminose, una delle tipologie di greggio&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":5042,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[25,29,32],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-11625","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-consumi","tag-clima","tag-energia","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11625","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11625"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11625\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11627,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11625\/revisions\/11627"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5042"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11625"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11625"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11625"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=11625"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}