{"id":11981,"date":"2020-06-26T11:42:05","date_gmt":"2020-06-26T09:42:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=11981"},"modified":"2020-06-26T11:42:06","modified_gmt":"2020-06-26T09:42:06","slug":"tonnellate-di-plastica-abbandonate-nel-mar-tirreno-greenpeace-italia-presenta-esposto-alla-corte-dei-conti-contro-la-regione-toscana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/11981\/tonnellate-di-plastica-abbandonate-nel-mar-tirreno-greenpeace-italia-presenta-esposto-alla-corte-dei-conti-contro-la-regione-toscana\/","title":{"rendered":"Tonnellate di plastica abbandonate nel Mar Tirreno, Greenpeace Italia presenta esposto alla Corte dei Conti contro la Regione Toscana"},"content":{"rendered":"\n<p>Greenpeace Italia pubblica oggi una nuova inchiesta, \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/11967\/un-santuario-di-balle\/\" target=\"_blank\">Un santuario di balle<\/a>\u201d, per fare luce sulle responsabilit\u00e0 del rilascio in mare di alcune decine di tonnellate di rifiuti in plastica diretti in Bulgaria. Una vicenda accaduta cinque anni fa nel Golfo di Follonica e ancora irrisolta.<\/p>\n\n<p>Il 23 luglio 2015 una nave cargo salpa da Piombino diretta a Varna, in Bulgaria, con un carico di 1.888 balle di rifiuti di plastica da incenerire. A causa di un\u2019avaria, un\u2019ora dopo la partenza il Comandante d\u00e0 ordine di sversare in mare parte del carico pari a 56 balle. \u00c8 cos\u00ec che 65 tonnellate di plastica finiscono nelle acque protette del Santuario dei Cetacei. Nessuna autorit\u00e0 marittima \u00e8 a conoscenza dell\u2019incidente fino al 31 luglio, quando una balla finisce accidentalmente nelle reti di un peschereccio nel Golfo di Follonica. Da qui parte l\u2019inammissibile catena di omissioni, mancanze e negligenze delle istituzioni preposte che, invece di intervenire, si rimpallano ruoli, obblighi e inefficienze.<\/p>\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/11967\/un-santuario-di-balle\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">L\u2019indagine di Greenpeace<\/a>&nbsp;ricostruisce inadempienze ed errori da parte delle autorit\u00e0 pubbliche che hanno fatto s\u00ec che un incidente circoscritto diventasse una vera e propria emergenza ambientale, con pesanti e non del tutto noti effetti sull\u2019ecosistema marino e sulle casse dello Stato.<\/p>\n\n<p>Per rivendicare in maniera concreta i diritti dell\u2019ambiente e dei cittadini e per accertare responsabilit\u00e0, errori e incompetenze, Greenpeace Italia ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale nei confronti della Regione Toscana che, all\u2019epoca dei fatti, aveva in mano una fidejussione di quasi tre milioni di euro, poi restituiti, a garanzia dei possibili danni ambientali intercorsi durante le operazioni di trasporto e che potevano essere utilizzati per recuperare il carico disperso.<\/p>\n\n<p>\u00abQuesta vicenda sembra evidenziare una serie di errori da parte delle autorit\u00e0 coinvolte, a partire dal fatto, gravissimo, di non essere intervenuti prontamente come prevede la normativa, e avere lasciato per cinque anni il mare e le sue creature in balia di tonnellate di plastica. La classe politica italiana da tempo parla di una svolta&nbsp;<em>plastic free,<\/em>&nbsp;ma questo mero slogan non vale per una parte del Santuario dei Cetacei diventato, a causa dell\u2019inazione delle autorit\u00e0, una vera discarica sottomarina di plastica\u00bb dichiara Giuseppe Ungherese, Responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace.<\/p>\n\n<p>Negli anni alcune balle di rifiuti dispersi in mare sono state recuperate dai pescherecci operanti in zona ma al momento gran parte dei rifiuti si trova ancora sui fondali del Santuario dei Cetacei. Ad oggi, nonostante l\u2019identificazione della posizione di buona parte delle balle di plastica sui fondali, la nomina di un Commissario Straordinario, la dichiarazione dello stato di crisi ambientale decretato da ISPRA lo scorso maggio, non c\u2019\u00e8 alcuna certezza sulla rimozione di questi rifiuti. Ed \u00e8 cos\u00ec che i danni sull\u2019ecosistema marino potrebbero ulteriormente aggravarsi.<\/p>\n\n<p>\u00abI fatti noti e documentati da Greenpeace dimostrano che in una zona che il Ministero dell\u2019Ambiente include nell\u2019elenco delle Aree Marine Protette si pu\u00f2 impunemente inquinare, trasformando una area da salvaguardare in una grande discarica sottomarina senza che il principio \u201cChi inquina paga\u201d venga concretamente applicato\u00bb conclude Ungherese.<\/p>\n\n<p>Leggi&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/11967\/un-santuario-di-balle\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">l\u2019inchiesta \u201cUn Santuario di balle\u201d<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nuova inchiesta \u201cUn santuario di balle\u201d fa luce sulle responsabilit\u00e0 del rilascio in mare di tonnellate di rifiuti in plastica diretti in Bulgaria.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":11976,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[18,21],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-11981","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-mare","tag-inquinamento","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11981","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11981"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11981\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11982,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11981\/revisions\/11982"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11976"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11981"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11981"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11981"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=11981"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}