{"id":12158,"date":"2020-07-20T09:59:06","date_gmt":"2020-07-20T07:59:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=12158"},"modified":"2021-12-01T13:38:42","modified_gmt":"2021-12-01T12:38:42","slug":"i-cambiamenti-climatici-sono-gia-nel-mar-tirreno-la-conferma-dai-nostri-rilevamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/12158\/i-cambiamenti-climatici-sono-gia-nel-mar-tirreno-la-conferma-dai-nostri-rilevamenti\/","title":{"rendered":"I cambiamenti climatici sono gi\u00e0 nel Mar Tirreno, la conferma dai nostri rilevamenti"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-blue-overlay caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/8d959b63-gp1su5uw_web_size.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12159\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/8d959b63-gp1su5uw_web_size.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/8d959b63-gp1su5uw_web_size-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/8d959b63-gp1su5uw_web_size-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/8d959b63-gp1su5uw_web_size-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Greenpeace placed a temperature monitoring station at Elba island, in the area of the Pelagos Sanctuary, and worked in partnership with the University of Genova to study the impact of climate change on underwater coastal biodiversity. <\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Siamo tornati nelle acque dell\u2019Isola d\u2019Elba con la barca <em>Bamboo<\/em> della Fondazione Exodus di don Mazzi per la spedizione di ricerca \u201c<em><strong>Difendiamo il Mare<\/strong><\/em>\u201d: proprio qui, nel novembre scorso, avevamo posizionato, insieme all\u2019Universit\u00e0 di Genova, una stazione pilota per misurare le variazioni delle <strong>temperature del mare<\/strong> a diverse profondit\u00e0. In poche parole, termometri per misurare la febbre del <strong>mare<\/strong>. Oggi pubblichiamo i primi risultati di questo progetto, che abbiamo chiamato \u201c<strong>Mare Caldo<\/strong>\u201d e la foto che scattiamo \u00e8 preoccupante: sia dai termometri installati lo scorso inverno in mare a varie profondit\u00e0, sia dalle osservazioni preliminari fatte durante i monitoraggi sugli ecosistemi marini a fine giugno, emergono chiaramente i segnali degli impatti dei <strong>cambiamenti<\/strong> <strong>climatici<\/strong> sui nostri mari.<\/p>\n\n<h2 class=\"has-allports-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Mare caldo: ecco come abbiamo misurato la febbre del mare<\/strong><\/h2>\n\n<p>I primi dati registrati dai nostri termometri posizionati fino a 40 metri di profondit\u00e0 indicano, oltre a un aumento repentino delle <strong>temperature<\/strong> a inizio giugno che attorno ai 35 metri di profondit\u00e0 sono arrivate fino a 20\u00b0C, anche un <strong>aumento delle temperature<\/strong> invernali, con una temperatura media minima tra dicembre e marzo di 15\u00b0C, di ben un grado pi\u00f9 alta delle medie registrate in superficie fino al 2006.<\/p>\n\n<p>Questo riscaldamento delle acque favorisce lo spostamento verso nord di tutte le specie termofile, cio\u00e8 quegli organismi che normalmente vivono e si riproducono a temperature pi\u00f9 elevate, fatto che \u00e8 confermato da quanto osservato durante le nostre immersioni, abbiamo potuto rilevare la presenza di pesci normalmente abbondanti in aree pi\u00f9 calde del <strong>Mediterraneo<\/strong>, come la donzella pavonina (<em>Thalassoma pavo<\/em>) o alcune specie di stelle marine (<em>Hacelia attenuata<\/em>) o specie considerate \u201caliene\u201d come l\u2019alga verde <em>Caulerpa cylindracea<\/em>, originaria delle coste occidentali dell\u2019Australia.<\/p>\n\n<h2 class=\"has-allports-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>I sintomi del riscaldamento: mucillagine, necrosi e sbiancamento degli organismi<\/strong><\/h2>\n\n<p>Con le ricercatrici del DiSTAV dell\u2019Universit\u00e0 di Genova ci siamo immersi in vari punti intorno all\u2019Isola d\u2019Elba e all\u2019Isola di Pianosa per monitorare gli impatti dell\u2019<strong>aumento delle temperature del mare<\/strong> sugli <strong>organismi marini<\/strong>. Quello che abbiamo osservato \u00e8 preoccupante, specie simbolo dei nostri fondali come la gorgonia gialla (<em>Eunicella cavolini<\/em>) e la gorgonia bianca (<em>Eunicella singularis<\/em>) presentano evidenti fenomeni di necrosi, con morie che in alcune aree arrivano fino al 50% delle colonie. Nel caso delle gorgonie rosse (<em>Paramuricea clavata<\/em>) il 10% circa di quelle osservate \u00e8 risultata impattata, e la maggior parte delle colonie sono state trovate ricoperte da <strong>mucillagine<\/strong>. E\u2019 proprio questo che preoccupa. Nei siti di immersione monitorati abbiamo registrato una copertura quasi totale dei fondali tra i 10 e i 30 metri da parte della mucillagine, fenomeno in parte correlato proprio all\u2019aumento delle temperature e che provoca la morte degli organismi marini per soffocamento aggravando la situazione. Durante le immersioni abbiamo visto anche altri chiari impatti delle anomalie termiche pregresse, come lo sbiancamento o la morte di alcuni <strong>coralli<\/strong> (la madrepora a cuscino &#8211;<em>Cladocora caespitosa<\/em>, e alcune alghe corallineacee), nonch\u00e9 la morte di numerosi individui di nacchere di mare o <em>Pinna nobilis<\/em>, (specie ultimamente decimata proprio da malattie la cui diffusione \u00e8 favorita dall\u2019aumento delle temperature). Ma se alcuni di questi segnali si osservano anche a Pianosa, in generale la situazione su quest\u2019Isola che \u00e8 un\u2019 area totalmente protetta \u00e8 ben diversa: qui l\u2019assenza di invasioni di campo da parte dell\u2019uomo ha favorito il mantenimento di vere e proprie foreste algali, habitat ormai rari in quasi tutto il <strong>Mediterraneo<\/strong> e il proliferare della <strong>biodiversit\u00e0<\/strong> &#8211; abbiamo incontrato tantissime specie di pesci, e si ha molto meno traccia della <strong>mucillagine<\/strong>, chiaro segnale che, laddove il mare \u00e8 totalmente protetto, le specie hanno una maggiore resilienza a un cambiamento che \u00e8 gi\u00e0 in atto.<\/p>\n\n<h2 class=\"has-allports-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Cambiare il finale di questa storia \u00e8 ancora possibile<\/strong><\/h2>\n\n<p>Che fare per difendere il mare da questo destino \u201cscottante\u201d?<\/p>\n\n<p>Inutile girarci intorno: da un lato servono politiche urgenti per tagliare le emissioni di gas serra e fermare l\u2019aumento delle temperature e dall\u2019altro dobbiamo tutelare le aree pi\u00f9 sensibili. I <strong>cambiamenti<\/strong> <strong>climatici<\/strong> sono solo l\u2019ultimo tassello, che aggrava la crisi di un ecosistema gi\u00e0 al collasso per via dell<strong>\u2019inquinamento da plastica <\/strong>e della <strong>pesca<\/strong> distruttiva. Se l\u2019Italia \u00e8 seria rispetto all\u2019impegno di tutelare un 30% dei propri mari entro il 2030, dovr\u00e0 mettere in atto meccanismi precisi per fermare da un lato le attivit\u00e0 pi\u00f9 distruttive e inquinanti e dall\u2019altro rafforzare la rete gi\u00e0 esistente di <strong>aree<\/strong> <strong>protette<\/strong>.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-blue-overlay caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/6fd80edf-gp1su5v8_web_size.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12160\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/6fd80edf-gp1su5v8_web_size.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/6fd80edf-gp1su5v8_web_size-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/6fd80edf-gp1su5v8_web_size-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/6fd80edf-gp1su5v8_web_size-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Greenpeace placed a temperature monitoring station at Elba island, in the area of the Pelagos Sanctuary, and worked in partnership with the University of Genova to study the impact of climate change on underwater coastal biodiversity.<\/figcaption><\/figure>\n\t\t\t<section\n\t\t\tclass=\"boxout post-5144 \"\n\t\t\t\n\t\t>\n\t\t\t<a\n\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\tdata-ga-action=\"Image\"\n\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\tclass=\"cover-card-overlay\"\n\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/proteggi-gli-oceani\/\" \n\t\t\t><\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<img\n\t\t\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-1024x557.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tsrcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-768x418.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-1024x557.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-510x278.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani.jpg 1200w\"\n\t\t\t\t\t\tsizes=\"(min-width: 1000px) 358px, (min-width: 780px) 313px, 88px\"\n\t\t\t\t\t\talt=\"\" title=\"\"\n\t\t\t\t\/>\n            \t\t\t<div class=\"boxout-content\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a\n\t\t\t\t\t\tclass=\"boxout-heading medium\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-action=\"Title\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/proteggi-gli-oceani\/\"\n\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t>\n\t\t\t\t\t\tProteggi gli Oceani\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p class=\"boxout-excerpt\">Cambiamenti climatici, pesca eccessiva, estrazioni minerarie, trivellazioni, plastica: i nostri oceani subiscono di tutto per colpa dell\u2019avidit\u00e0 umana. Spesso sono proprio le zone d\u2019Alto Mare, al di fuori della giurisdizione degli Stati costieri,  a diventare prede degli interessi di pochi Stati ricchi e potenti o di aziende spregiudicate. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore? Non possiamo accettarlo: per difendere il fragile e meraviglioso ecosistema marino, serve creare una rete di Santuari d\u2019Alto mare su scala planetaria.<\/p>\n\t\t\t\t                                    <a\n                        class=\"btn btn-primary\"\n                        data-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n                        data-ga-action=\"Call to Action\"\n                        data-ga-label=\"n\/a\"\n                        href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/proteggi-gli-oceani\/\"\n                        \n                    >\n                        Partecipa\n                    <\/a>\n                \t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/section>\n\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I primi risultati del progetto Mare Caldo parlano chiaro: morte e sbiancamento di specie chiave e tanta mucillagine sui fondali<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":12159,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[29,22,18],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-12158","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-clima","tag-biodiversita","tag-mare","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12158","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12158"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12158\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14698,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12158\/revisions\/14698"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12159"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12158"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=12158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}