{"id":12221,"date":"2020-07-27T13:07:01","date_gmt":"2020-07-27T11:07:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=12221"},"modified":"2025-07-02T09:28:25","modified_gmt":"2025-07-02T07:28:25","slug":"greenpeace-anche-i-tesori-sommersi-di-portofino-minacciati-dai-cambiamenti-climatici-l-amp-aderisce-al-progetto-mare-caldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/12221\/greenpeace-anche-i-tesori-sommersi-di-portofino-minacciati-dai-cambiamenti-climatici-l-amp-aderisce-al-progetto-mare-caldo\/","title":{"rendered":"Greenpeace: anche i tesori sommersi di Portofino minacciati dai cambiamenti climatici. L&#8217; AMP aderisce al progetto Mare Caldo"},"content":{"rendered":"\n<p>Greenpeace, con la barca Bamboo della Fondazione Exodus, impegnata nella spedizione \u201cDifendiamo il mare\u201d, \u00e8 arrivata nell\u2019Area marina protetta di Portofino, una delle aree pi\u00f9 belle e ricche di biodiversit\u00e0 dei nostri mari. Eppure anche qui sono evidenti gli impatti dei cambiamenti climatici.<\/p>\n\n<p>Proprio in questi giorni i sub di Greenpeace hanno svolto delle immersioni di monitoraggio sulla flora e fauna marina costiera con i ricercatori del DiSTAV dell\u2019Universit\u00e0 di Genova e gli esperti dell\u2019Area Marina Protetta per il Progetto \u201cMare Caldo\u201d osservando effetti simili a quelli&nbsp; provocati dal riscaldamento del mare all\u2019isola d\u2019Elba: se da un lato i fondali sono ricchi di pesce e pareti di corallo rosso, dall\u2019altro le bellissime foreste di gorgonie rosse e gialle mostrano i danni di precedenti ondate di calore e sono ricoperte da mucillagine, presente fino a oltre trenta metri, sempre pi\u00f9 frequenti specie tipiche di acque pi\u00f9 calde (come i barracuda e la donzella pavonina).<\/p>\n\n<p>L\u2019AMP di Portofino dal 2015 ha posizionato dei termometri in mare, che hanno registrato negli ultimi anni un aumento delle temperature con un picco di ben 21 gradi centigradi a 40 metri di profondit\u00e0 a fine ottobre 2018 (contro i 18 normalmente registrati), evento estremo che ha causato estese morie degli organismi pi\u00f9 sensibili come le gorgonie, con la scomparsa della nacchera di mare (<em>Pinna nobilis<\/em>) sterminata da un protozoo favorito proprio dalle alte temperature marine. Quest\u2019anno gi\u00e0 a met\u00e0 giugno i sensori hanno rilevato picchi di temperatura di ben 20 gradi centigradi fino a 35 metri di profondit\u00e0.<\/p>\n\n<p>\u201cLa nostra \u00e8 l\u2019Area marina protetta pi\u00f9 a nord dei mari Italiani, il fatto che anche qui le temperature aumentano fa temere per il futuro della biodiversit\u00e0 marina. Il lavoro di monitoraggio fatto fino ad oggi evidenzia come gli impatti del cambiamento climatico vadano ad aggravare quelli delle altre attivit\u00e0 umane nell\u2019area. Per questo abbiamo deciso di lavorare con Greenpeace in modo che dal confronto dei nostri dati con quelli di altre aree si possa non solo capire meglio cosa sta succedendo ma anche sviluppare adeguati strumenti di gestione e tutela\u201d dichiara Giorgio Fanciulli, direttore dell\u2019AMP di Portofino.<\/p>\n\n<p>Il Progetto \u201cMare caldo\u201d di Greenpeace, iniziato con una stazione pilota all\u2019Isola d\u2019Elba per il monitoraggio delle temperature marine, cresce: oltre all\u2019AMP di Portofino, anche quella di Capo Carbonara \u2013 Villasimius in Sardegna e quella del Plemmirio in Sicilia, hanno aderito al progetto, e installeranno a breve dei termometri in mare. Il progetto condivider\u00e0 i propri dati con quelli della rete mediterranea T-Med NET, di cui l\u2019AMP di Portofino fa gi\u00e0 parte partecipando anche al progetto MPA Engage per sensibilizzare e formare sull\u2019impatto dei cambiamenti climatici i principali attori coinvolti nella gestione del territorio.<\/p>\n\n<p>\u201cQuanto stiamo osservando durante la nostra spedizione \u00e8 che dall\u2019inquinamento da plastica all\u2019impatto dei cambiamenti climatici, il mare sta soffrendo a causa dell\u2019impatto dell\u2019uomo, non vi \u00e8 pi\u00f9 tempo da perdere se vogliamo salvare le creature che lo abitano. Dobbiamo da un lato tagliare le emissioni dei gas serra e dall\u2019altro sviluppare la rete di aree protette in linea con l\u2019impegno dell\u2019Italia di proteggere entro il 2030 il 30 per cento dei propri mari. Se il mare viene tutelato, la biodiversit\u00e0 \u00e8 in grado di affrontare meglio i cambiamenti in atto\u201d conclude Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Greenpeace, con la barca Bamboo della Fondazione Exodus, impegnata nella spedizione \u201cDifendiamo il mare\u201d, \u00e8 arrivata nell\u2019Area marina protetta di Portofino.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":12159,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[18,21,22,29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-12221","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-mare","tag-inquinamento","tag-biodiversita","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12221","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12221"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12221\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28175,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12221\/revisions\/28175"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12159"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12221"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12221"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12221"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=12221"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}