{"id":12271,"date":"2020-08-06T11:01:51","date_gmt":"2020-08-06T09:01:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=12271"},"modified":"2020-08-06T11:01:53","modified_gmt":"2020-08-06T09:01:53","slug":"greenpeace-si-conclude-la-spedizione-difendiamo-il-mare-nel-santuario-dei-cetacei-tanti-gli-avvistamenti-di-balene-e-delfini-minacciati-da-plastica-pesca-e-traffico-marittimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/12271\/greenpeace-si-conclude-la-spedizione-difendiamo-il-mare-nel-santuario-dei-cetacei-tanti-gli-avvistamenti-di-balene-e-delfini-minacciati-da-plastica-pesca-e-traffico-marittimo\/","title":{"rendered":"Greenpeace: si conclude la spedizione &#8220;Difendiamo il mare&#8221; nel Santuario dei Cetacei, tanti gli avvistamenti di balene e delfini, minacciati da plastica, pesca e traffico marittimo"},"content":{"rendered":"\n<p>Si \u00e8 conclusa la spedizione \u201cDifendiamo il mare\u201d di Greenpeace Italia. La barca Bamboo della Fondazione Exodus di don Mazzi, partita il 16 luglio da Porto Santo Stefano, \u00e8 rientrata all\u2019isola dell\u2019Elba con a bordo i ricercatori dell\u2019Istituto Tethys impegnati con Greenpeace in attivit\u00e0 di monitoraggio dei cetacei tra Mar Ligure, nord della Corsica e Isola d\u2019Elba.<\/p>\n\n<p>L\u2019area del Santuario dei Cetacei si conferma di valore unico per i cetacei del Mediterraneo. Durante i cinque giorni di monitoraggio con il supporto scientifico dell\u2019Istituto Tethys, sono stati osservati 128 animali appartenenti a quattro specie diverse: balenottera comune, tursiope, stenella striata e grampo. L\u2019impatto delle attivit\u00e0 umane \u00e8 per\u00f2 evidente: durante gli avvistamenti sia di tursiopi che di balenottere comuni sono stati studiati, tramite foto identificazione, individui con pinne dorsali amputate a causa dell\u2019interazione con attivit\u00e0 umane, probabilmente pesca o imbarcazioni. Nell\u2019area \u00e8 stato osservato un elevato traffico marittimo e la costante presenza di plastica in mare.<\/p>\n\n<p>Dieci gli avvistamenti di stenelle, piccoli delfini pelagici, osservati in gruppi con una media di circa dieci esemplari; tre gli avvistamenti di tursiopi, delfini con abitudine pi\u00f9 costiere, osservati in gruppi fino a 25 individui; in entrambe le specie \u00e8 stata osservata la presenza di piccoli tra cui due nati da poche settimane. Di particolare interesse scientifico l\u2019avvistamento di grampi, specie stabilmente presente per 25 anni nella zona occidentale del Santuario e per la quale si \u00e8 osservato un drammatico declino negli ultimi 6 anni, e di un gruppo di tre balenottere comuni, il secondo animale pi\u00f9 grande al mondo, che qui migra in estate per alimentarsi. Si stima ne siano rimasti solo tremila esemplari in tutto il bacino del Mediterraneo.<\/p>\n\n<p>\u201cIl nostro mare e i suoi abitanti ci stanno chiaramente mandando una richiesta di aiuto. Per proteggerli vanno definite norme precise per fermare le attivit\u00e0 umane pi\u00f9 dannose, a cominciare dall\u2019inquinamento da plastica, vanno aumentati i controlli e istituite nuove aree marine protette. Se l\u2019Italia \u00e8 seria rispetto all\u2019impegno a livello internazionale di proteggere entro il 2030 il 30 per cento dei nostri mari inizi dal Santuario sviluppando precise misure di tutela, e non lasci che questo parco esista solo sulla carta\u201d conclude Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace.<\/p>\n\n<p>\u201cIl Santuario dei cetacei \u00e8 un\u2019area di cruciale importanza per la sopravvivenza di balene e delfini del Mar Mediterraneo. La zona \u00e8 infatti uno dei pi\u00f9 importanti siti di alimentazione del Mediterraneo per molte specie di cetacei, oltre che di riproduzione per alcune di loro, grazie all\u2019elevata produttivit\u00e0 presente in particolare nel periodo estivo. Purtroppo, nonostante sia un\u2019area protetta, la pressione dovuta alle attivit\u00e0 umane \u00e8 fortissima. In questo contesto, la ricerca a lungo termine \u00e8 fondamentale per capire lo stato di conservazione dei cetacei e la risposta ai cambiamenti ambientali e antropici al fine di sviluppare misure di tutela che mitighino l\u2019impatto delle attivit\u00e0 che pi\u00f9 minacciano questi animali, come il sovrasfruttamento della risorsa ittica, l\u2019intenso traffico marittimo, le collisioni con le grandi imbarcazioni, le catture accidentali nelle reti, l\u2019inquinamento\u201d dichiara Marina Costa dell\u2019Istituto Tethys.<\/p>\n\n<p>Secondo&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/71f712c5-briefing-gp-balene-in-pericolo.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un rapporto pubblicato da Greenpeace la scorsa settimana<\/a>&nbsp;la pressione dell\u2019uomo su balene e delfini \u00e8 altissima (uno su quattro dei cetacei spiaggiati lungo le coste italiane muore per cause imputabili all\u2019uomo), come conferma sia il monitoraggio appena condotto con l\u2019Istituto Tethys che le tristi vicende dei capodogli intrappolati in reti spadare illegali al largo delle Eolie nelle scorse settimane e la balena \u201cCodamozza\u201d, con la coda completamente mozzata, avvistata l\u2019ultima volta proprio nel Santuario e di cui si teme una triste fine. &nbsp;<\/p>\n\n<p>Con il monitoraggio dei cetacei si conclude la spedizione di Greenpeace \u201cDifendiamo il mare\u201d, che ha navigato nel Tirreno centro-settentrionale per monitorare lo stato del mare e dei suoi abitanti minacciati dalle attivit\u00e0 umane, dall\u2019inquinamento da plastica ai cambiamenti climatici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La barca Bamboo della Fondazione Exodus di don Mazzi, partita il 16 luglio da Porto Santo Stefano, \u00e8 rientrata all&#8217;isola dell&#8217;Elba con a bordo i ricercatori dell&#8217;Istituto Tethys.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":12273,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[18,22],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-12271","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-mare","tag-biodiversita","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12271","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12271"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12271\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12274,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12271\/revisions\/12274"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12273"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12271"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12271"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12271"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=12271"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}