{"id":12329,"date":"2020-09-07T07:59:26","date_gmt":"2020-09-07T05:59:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=12329"},"modified":"2020-09-07T07:59:28","modified_gmt":"2020-09-07T05:59:28","slug":"greenpeace-nuovi-ogm-sviluppato-primo-test-open-source-di-rilevamento-di-una-coltura-ogm-ottenuta-tramite-editing-genetico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/12329\/greenpeace-nuovi-ogm-sviluppato-primo-test-open-source-di-rilevamento-di-una-coltura-ogm-ottenuta-tramite-editing-genetico\/","title":{"rendered":"Greenpeace: &#8220;Nuovi&#8221; OGM, sviluppato primo test open source di rilevamento di una coltura OGM ottenuta tramite editing genetico"},"content":{"rendered":"\n<p>Greenpeace, insieme a un gruppo di associazioni impegnate sul tema degli OGM e a un\u2019azienda della GDO (grande distribuzione organizzata), rende noto che \u00e8 stato sviluppato il primo metodo open source in grado di rilevare in laboratorio colture che sono state geneticamente modificate tramite le nuove tecniche di editing genetico.<\/p>\n\n<p>La nuova ricerca confuta le affermazioni delle industrie biotech e di alcuni enti regolatori secondo cui i nuovi prodotti geneticamente modificati (OGM) ottenuti tramite editing genetico sarebbero indistinguibili da colture simili non-OGM e per questo non possono essere regolamentate secondo la normativa in vigore sugli OGM.<\/p>\n\n<p>La ricerca \u00e8 stata condotta da un consorzio guidato da John Fagan dell&#8217;<em>Health Research Institute <\/em>(Iowa, USA). \u00c8 stata finanziata da: Greenpeace UE e Greenpeace Germania; <em>Sustainability Council<\/em> of New Zealand; associazione per il cibo non-OGM (VLOG &#8211; Germany); ARGE <em>Gentechnik-frei<\/em> (Austria); <em>Non-GMO Project<\/em> (USA); the <em>Organic and Natural Health Association<\/em> (USA); l&#8217;associazione per il cibo e l&#8217;agricoltura biologica <em>IFOAM Organics Europe<\/em>; la catena di supermercati SPAR Austria.<\/p>\n\n<p>Il nuovo metodo \u00e8 in grado di rilevare una colza OGM resistente agli erbicidi che \u00e8 stata sviluppata utilizzando l&#8217;editing genetico. Consente ai Paesi Ue di effettuare controlli in modo che questa coltura OGM, non autorizzata secondo la normativa vigente in Ue, non entri illegalmente nelle filiere alimentari e mangimistiche europee. Fino ad ora, i Paesi dell&#8217;Ue non avevamo modo di rilevare la presenza di questa colza OGM coltivata in alcune parti degli Stati Uniti e del Canada, tra quella importata.<\/p>\n\n<p>Il nuovo metodo consente inoltre alle aziende alimentari, alla GDO, agli enti di certificazione e agli ispettorati nazionali per la sicurezza alimentare di verificare che i prodotti non contengano questo tipo di colza OGM.<\/p>\n\n<p>\u201cIl nuovo metodo di rilevamento \u00e8 una pietra miliare nella protezione dei consumatori e delle aziende dell&#8217;Ue. Le autorit\u00e0 potranno d\u2019ora in poi identificare anche le colture geneticamente modificate non autorizzate. Questo aiuter\u00e0 gli agricoltori, gli apicoltori, gli allevatori, le aziende di trasformazione di mangimi e di alimenti e i rivenditori a tenere questi nuovi OGM fuori dalle loro catene di approvvigionamento e soddisfare la domanda dei consumatori che chiedono alimenti privi di OGM &#8220;. \u2013 dichiara Heike Moldenhauer, consulente per le politiche dell&#8217;Ue presso l&#8217;associazione tedesca<em> Food without Genetic Engineering <\/em>(VLOG).<\/p>\n\n<p>Il nuovo metodo \u00e8 stato <a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2304-8158\/9\/9\/1245\">pubblicato sulla rivista scientifica <em>Foods<\/em><\/a> dopo la necessaria <em>peer review<\/em>. \u00c8 in grado di rilevare la <em>SU Canola<\/em>, una variet\u00e0 di colza OGM progettata dalla societ\u00e0 statunitense Cibus per resistere ad alcuni erbicidi (\u00e8 stata sviluppata utilizzando una tecnica di editing genetico chiamata mutagenesi indotta da oligonucleotidi (ODM)). Il metodo \u00e8 stato convalidato dall&#8217;Agenzia per l&#8217;ambiente austriaca (Umweltbundesamt), membro della rete europea dei laboratori OGM, e soddisfa tutti gli standard legali dell&#8217;Ue.<\/p>\n\n<p><a href=\"http:\/\/curia.europa.eu\/juris\/document\/document.jsf?docid=204387&amp;mode=req&amp;pageIndex=1&amp;dir=&amp;occ=first&amp;part=1&amp;text=&amp;doclang=IT&amp;cid=11529417\">La Corte di giustizia europea ha stabilito<\/a> due anni fa che gli organismi ottenuti tramite editing genetico rientrano nelle norme dell&#8217;Ue sugli OGM, affermando che una loro esclusione comprometterebbe gli obiettivi di protezione delle leggi stesse e violerebbe il principio di precauzione, sancito nei trattati istitutivi dell&#8217;Ue e alla base delle norme europee sulla sicurezza alimentare.<\/p>\n\n<p>&#8220;Il nuovo test mostra che la normativa europea sugli OGM pu\u00f2 essere applicata anche agli OGM ottenuti attraverso l&#8217;editing genetico, mantenendo cos\u00ec gli elevati standard di sicurezza alimentare dell&#8217;Ue. Non ci sono pi\u00f9 scuse per non applicare i requisiti di sicurezza e di etichettatura degli OGM esistenti a questi cosiddetti nuovi OGM.\u201d dichiara Federica Ferrario, responsabile Agricoltura Greenpeace Italia. \u201cSpetta ora alla Commissione europea e ai governi nazionali valorizzare questo lavoro e sviluppare metodi di screening in grado di identificare sia prodotti geneticamente modificati noti che sconosciuti. Ci aspettiamo che la ministra Bellanova, che ha pi\u00f9 volte guardato con attenzione alle tecniche di gene editing, mostri lo stesso interesse per questo test\u201d.<\/p>\n\n<p>\u201cIl metodo che abbiamo sviluppato rileva quella che \u00e8 probabilmente la classe pi\u00f9 impegnativa di editing genetico: la modifica di una sola lettera del patrimonio genetico. Poich\u00e9 la comunit\u00e0 scientifica da due decenni utilizza approcci simili per rilevare OGM pi\u00f9 complessi, \u00e8 probabile che questo approccio possa essere utilizzato per sviluppare metodi di rilevamento per la maggior parte, se non tutte, le colture geneticamente modificate. E la buona notizia \u00e8 che utilizza procedure e apparecchiature simili a quelle che i laboratori specializzati conoscono gi\u00e0&#8221;. dichiara John Fagan, lo scienziato capo dell&#8217;<em>Health Research Institute<\/em> (Iowa, USA).<\/p>\n\n<p>Il termine &#8220;editing genetico&#8221; (o &#8220;editing del genoma&#8221;) viene spesso utilizzato per riferirsi a nuove tecniche di ingegneria genetica che consentono di ottenere nuove sequenze senza aggiungere materiale genetico estraneo. La tecnica pi\u00f9 importante \u00e8 CRISPR-Cas. Oltre alle modifiche volute, l&#8217;editing genetico pu\u00f2 causare anche alterazioni genetiche non intenzionali che possono influire sulla sicurezza dei prodotti per le persone e l&#8217;ambiente. L&#8217;impatto a lungo termine sulla salute e sull&#8217;ambiente delle colture ottenute con l&#8217;editing genetico non \u00e8 stato ancora testato. Finora, solo due colture di questo tipo sono state commercializzate e sono coltivate in Nord America: la colza <em>SU Cibus<\/em> e la soia ad alto contenuto oleico <em>Calyxt&#8217;s High Oleic Soybean<\/em>.<\/p>\n\n<p>Leggi il media briefing <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/12323\/primo-test-open-source-per-rilevare-una-coltura-geneticamente-modificata-con-editing-genetico\/\">qui<\/a><\/p>\n\n<p>Leggi la pubblicazione della ricerca su <em><a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2304-8158\/9\/9\/1245\">Foods<\/a><\/em><\/p>\n\n<p>Fagan, J., Chhalliyil, P., Ilves, H., Kazakov, S., Howard, S., Johnston, B., 2020, <em>A Real-Time Quantitative PCR Method Specific for Detection and Quantification of the First Commercialized Genome-Edited Plant<\/em>. In: Foods<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo metodo open source \u00e8 stato pubblicato sulla rivista scientifica Foods<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":12331,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[26,27,30],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-12329","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-cibo","tag-agricoltura","tag-salute","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12329","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12329"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12329\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12332,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12329\/revisions\/12332"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12331"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12329"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12329"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12329"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=12329"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}