{"id":12473,"date":"2020-10-05T16:48:30","date_gmt":"2020-10-05T14:48:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=12473"},"modified":"2025-07-02T09:28:17","modified_gmt":"2025-07-02T07:28:17","slug":"greenpeace-cresce-la-rete-mare-caldo-per-monitorare-gli-impatti-dei-cambiamenti-climatici-sul-mare-al-plemmirio-preoccupa-lespansione-dellalga-caulerpa-e-del-verm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/12473\/greenpeace-cresce-la-rete-mare-caldo-per-monitorare-gli-impatti-dei-cambiamenti-climatici-sul-mare-al-plemmirio-preoccupa-lespansione-dellalga-caulerpa-e-del-verm\/","title":{"rendered":"Greenpeace: cresce la rete \u201cMare caldo\u201d per monitorare gli impatti dei cambiamenti climatici sul mare. Al Plemmirio preoccupa l\u2019espansione dell\u2019alga Caulerpa e del vermocane"},"content":{"rendered":"\n<p>Il Progetto \u201cMare caldo\u201d di Greenpeace, avviato a novembre 2019 con una stazione pilota per il monitoraggio delle temperature marine all\u2019Isola d\u2019Elba, vede oggi l\u2019adesione di quattro aree marine protette: il Plemmirio in Sicilia, Capo Carbonara \u2013 Villasimius e Tavolara &#8211; Punta Coda Cavallo in Sardegna, Portofino in Liguria. L\u2019obiettivo del progetto \u00e8 quello di studiare gli impatti dei cambiamenti climatici in mare e sviluppare una rete che possa monitorare nel tempo cosa succede nei mari italiani.<\/p>\n\n<p>Dai primi monitoraggi appena eseguiti per valutare gli impatti dei cambiamenti climatici nell\u2019Area Marina Protetta del Plemmirio (Siracusa), la pi\u00f9 meridionale del progetto, dal personale della AMP insieme ai ricercatori del DiSTAV dell\u2019Universit\u00e0 di Genova, si riscontrano a met\u00e0 settembre temperature medie intorno ai 25 gradi centigradi fino a 25 metri di profondit\u00e0, senza scendere sotto i 20 gradi fino a 40 metri, e un ambiente ricco di specie termofile, ovvero caratteristiche di ambienti pi\u00f9 caldi.<\/p>\n\n<p>Sebbene meno evidenti rispetto ad altre aree gi\u00e0 studiate nell\u2019ambito del progetto \u201cMare Caldo\u201d, come l\u2019Isola d\u2019Elba o Portofino, anche qui si possono osservare i primi impatti dell\u2019aumento delle temperature. In particolare, lo sbiancamento di alcune alghe corallinacee incrostanti in tutti i siti monitorati tra i 6 e i 30 metri di profondit\u00e0, l\u2019assenza del grosso bivalve&nbsp;<em>Pinna nobilis<\/em>, colpito anche qui negli anni passati da una moria di massa, e l\u2019abbondanza di specie termofile, che sebbene normalmente presenti in queste aree pi\u00f9 meridionali stanno divenendo la componente dominante delle comunit\u00e0 con il rischio di alterarne gli equilibri con una forte perdita di biodiversit\u00e0.<\/p>\n\n<p>Preoccupa l\u2019ampia presenza dell\u2019alga verde&nbsp;<em>Caulerpa cylindracea<\/em>, specie aliena di origini australiane, che qui \u00e8 arrivata a ricoprire quasi totalmente i fondali dai 20 ai 40 metri, e del vermocane, un verme urticante che negli ultimi anni ha avuto una crescita esponenziale, particolarmente abbondante negli strati pi\u00f9 superficiali ma presente fino ai 40 metri di profondit\u00e0. I ricercatori hanno rilevato inoltre un aumento in numero e dimensioni del pesce pappagallo e l\u2019avvistamento per la prima volta in zona A della AMP di pesci flauto, specie aliena originaria del Mar Rosso da alcuni anni presente nei mari siciliani.<\/p>\n\n<p>\u201cAbbiamo deciso di aderire al progetto Mare caldo di Greenpeace perch\u00e9 \u00e8 nelle nostre finalit\u00e0 istitutive lavorare per il monitoraggio e la salvaguardia dell\u2019ambiente. Noi per primi andando tutti i giorni in acqua vediamo che qualcosa sta cambiando, dalle popolazioni alle dimensioni degli animali, studiare nel tempo le variazioni delle temperature in mare e monitorare con la comunit\u00e0 scientifica gli impatti del cambiamento climatico ci dar\u00e0 dati importantissimi per capire cosa sta succedendo. Le aree marine sono dei veri e propri laboratori a cielo aperto, avamposti privilegiati dove studiare i cambiamenti in atto, sar\u00e0 fondamentale il confronto con quanto studiato nelle varie aree del progetto per poter sviluppare adeguati strumenti di gestione e tutela\u201d dichiara Patrizia Maiorca, presidente dell\u2019Area Marina Protetta del Plemmirio.<\/p>\n\n<p>\u201cI dati ad oggi raccolti dal progetto confermano quanto&nbsp;i nostri mari stanno cambiando a causa dell\u2019aumento delle temperature. Sar\u00e0 fondamentale allargare la rete nei prossimi mesi non solo per raccogliere pi\u00f9 dati ma anche per trasferire il&nbsp;<em>know how<\/em>&nbsp;necessario e favorire gli scambi tra gli operatori delle aree marine protette, in prima fila nella difesa del mare. I cambiamenti climatici acuiscono la crisi di un ecosistema gi\u00e0 sottopressione. Se da un lato \u00e8 fondamentale un taglio netto delle emissioni di gas serra, dall\u2019altro \u00e8 fondamentale rafforzare e ampliare la rete di aree protette: solo tutelando le aree pi\u00f9 sensibili potremo permettere ai nostri mari di adattarsi e sopravvivere a un cambiamento che \u00e8 gi\u00e0 in atto\u201d afferma Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Progetto \u201cMare caldo\u201d di Greenpeace per il monitoraggio delle temperature marine vede oggi l\u2019adesione di quattro aree marine protette.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":12477,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[18,22,29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-12473","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-mare","tag-biodiversita","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12473","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12473"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12473\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28172,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12473\/revisions\/28172"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12477"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12473"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12473"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12473"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=12473"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}