{"id":12532,"date":"2020-10-19T11:47:37","date_gmt":"2020-10-19T09:47:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=12532"},"modified":"2020-10-19T11:47:39","modified_gmt":"2020-10-19T09:47:39","slug":"allevamenti-italiani-insostenibili-lo-svela-studio-team-di-ricerca-universita-della-tuscia-sul-bilancio-ecologico-del-settore-greenpeace-la-pac-ne-tenga-conto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/12532\/allevamenti-italiani-insostenibili-lo-svela-studio-team-di-ricerca-universita-della-tuscia-sul-bilancio-ecologico-del-settore-greenpeace-la-pac-ne-tenga-conto\/","title":{"rendered":"Allevamenti italiani insostenibili, lo svela studio team di ricerca Universit\u00e0 della Tuscia sul bilancio ecologico del settore. Greenpeace: la PAC ne tenga conto."},"content":{"rendered":"\n<p>Allevamenti intensivi e agricoltura stanno consumando una volta e mezza le risorse naturali dei terreni agricoli italiani. A rivelare per la prima volta questo deficit uno studio condotto da ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi della Tuscia che, insieme a Greenpeace Italia, si \u00e8 interrogata sulla reale sostenibilit\u00e0 degli allevamenti italiani, misurandone il bilancio ecologico.<\/p>\n\n<p>\u00abIn Italia agricoltura e zootecnia sono nel loro insieme insostenibili e creano un deficit fra domanda e offerta di risorse naturali\u00bb&nbsp;spiega Silvio Franco, docente del dipartimento di Economia, Ingegneria, Societ\u00e0 e Impresa dell\u2019Universit\u00e0 della Tuscia e autore dello studio.&nbsp;\u00abL\u2019impatto ambientale dell\u2019insieme delle attivit\u00e0 di coltivazione e di allevamento \u00e8 pari a circa una volta e mezza le risorse naturali messe a disposizione dai terreni agricoli italiani.\u00bb In questo squilibrio gli allevamenti giocano un ruolo rilevante, considerando che da soli richiedono il 39 per cento delle risorse agricole italiane solo per compensare le emissioni di gas serra derivate&nbsp;da deiezioni e fermentazione enterica degli animali allevati.<\/p>\n\n<p>L\u2019indicatore utilizzato \u00e8 quello dell\u2019impronta ecologica, che stima l\u2019impatto di un dato settore in rapporto alla capacit\u00e0 del territorio (biocapacit\u00e0) di fornire le risorse necessarie e assorbire i rifiuti o le emissioni prodotte. In questo caso su un lato della bilancia sono state messe le sole&nbsp;emissioni dirette degli animali allevati, sull\u2019altro le risorse naturali che la superficie agricola italiana fornisce. Si tratta quindi di una stima conservativa, che non prende in considerazione altre fasi della filiera come l\u2019importazione e la produzione di mangimi, o l\u2019energia utilizzata.<\/p>\n\n<p>Pi\u00f9 della met\u00e0 dell&#8217;impronta ecologica del settore zootecnico dipende dalle regioni del Bacino Padano e quello della Lombardia contribuisce da solo per oltre un quarto all\u2019impatto nazionale e sta divorando il 140% della biocapacit\u00e0 regionale. La Lombardia dovrebbe avere una superficie agricola di quasi una volta e mezzo quella attualeper compensare le sole emissioni degli animali allevati sul suo territorio. I dati lombardi evidenziano cosa accade quando si registra un\u2019elevata densit\u00e0 di capi in un territorio con limitata bioproduttivit\u00e0,&nbsp;condizione simile alle altre regioni padane: Veneto (64%), Piemonte (56%), Emilia-Romagna (44%). A sud, prima per percentuale di impatto \u00e8 la Campania (52%).<\/p>\n\n<p>Il Parlamento europeo \u00e8 chiamato nei prossimi giorni a esprimersi sulla PAC (Politica Agricola Comune), e desta forte preoccupazione l\u2019accordo trasversale firmato da Popolari (PPE), Socialisti (S&amp; D) e Renew, che rischia di cancellare gli obiettivi \u201cgreen\u201d della strategia.<\/p>\n\n<p>\u00abIl voto sulla futura PAC \u00e8 un momento decisivo per tagliare i fondi agli allevamenti intensivi e destinare risorse per una vera riconversione ecologica del settore. I nostri europarlamentari devono dare ascolto alla scienza\u00bb dichiara Federica Ferrario&nbsp;responsabile Campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. \u00abSul fronte Italiano \u00e8 la stessa ministra Bellanova ad affermare che serve una visione della politica agricola che ponga al centro il contrasto all\u2019emergenza climatica\u00bb&nbsp;<strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<\/strong>continua Ferrario, riferendosi all\u2019intervista rilasciata a Greenpeace dalla ministra &#8211; \u00abI numeri mostranoche gli attuali livelli di produzione sono insostenibili per l\u2019ambiente e poco remunerativi per tanti allevatori italiani, mentre gli esperti confermano che le soluzioni tecnologiche non bastano a ridurne gli impatti. \u00c8 ora di considerare seriamente una riduzione della produzione e del consumo di prodotti di origine animale, a vantaggio della qualit\u00e0, della salute e dell\u2019ambiente\u00bb.<\/p>\n\n<p>Invertire la rotta si pu\u00f2. \u00abUna maggiore attenzione a salute e alimentazione pu\u00f2 comportare un vero e proprio cambiamento di sistema, che porti a produrre, ma anche, a consumare meno\u00bb spiega Riccardo De Lauretis, responsabile dell\u2019area emissioni e prevenzione dell\u2019inquinamento atmosferico dell\u2019Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), in accordo con Adrian Leip, dell&#8217;Unit\u00e0&nbsp;<em>Food Security<\/em>&nbsp;del&nbsp;<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/departments\/joint-research-centre_it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Centro comune di ricerca della Commissione europea (JRC)<\/a>&nbsp;\u00ab<a href=\"https:\/\/publications.jrc.ec.europa.eu\/repository\/bitstream\/JRC120355\/ecampa3_final_report_%28pdf%29.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">S<\/a><a href=\"https:\/\/publications.jrc.ec.europa.eu\/repository\/bitstream\/JRC120355\/ecampa3_final_report_%28pdf%29.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">tudi fatti finora<\/a>&nbsp;mostrano come le tecnologie che abbiamo a disposizione nel settore allevamenti non saranno sufficienti per rispondere alle ambizioni di riduzione dell\u2019effetto serra\u00bb.<\/p>\n\n<p>Leggi il rapporto di Greenpeace&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/12521\/il-peso-della-carne\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u201cIl peso della carne\u201d<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allevamenti intensivi e agricoltura stanno consumando una volta e mezza le risorse naturali dei terreni agricoli italiani.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":12528,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24],"tags":[26,27],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-12532","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","tag-cibo","tag-agricoltura","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12532","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12532"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12532\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12533,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12532\/revisions\/12533"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12528"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12532"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12532"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12532"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=12532"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}