{"id":12551,"date":"2020-10-20T12:36:00","date_gmt":"2020-10-20T10:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=12551"},"modified":"2024-02-23T10:11:59","modified_gmt":"2024-02-23T09:11:59","slug":"clima-report-greenpeace-le-politiche-di-acquisto-della-bce-favoriscono-le-aziende-fossili-come-eni-e-aggravano-la-crisi-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/12551\/clima-report-greenpeace-le-politiche-di-acquisto-della-bce-favoriscono-le-aziende-fossili-come-eni-e-aggravano-la-crisi-climatica\/","title":{"rendered":"Clima, report Greenpeace: le politiche di acquisto della BCE favoriscono le aziende fossili come ENI e aggravano la crisi climatica"},"content":{"rendered":"\n<p>Un\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/12535\/decarbonising-is-easy-beyond-market-neutrality-in-the-ecbs-corporate-qe\/\" target=\"_blank\">nuovo studio<\/a>\u00a0pubblicato oggi da New Economics Foundation (NEF), SOAS University of London, University of the West of England, University of the West of England, University of Greenwich e Greenpeace Central and Eastern Europe rivela come la politica della BCE, che viene definita &#8220;neutrale rispetto del mercato&#8221;, di fatto distorca gli acquisti di obbligazioni societarie della banca, a favore di aziende ad alta intensit\u00e0 di carbonio. Lo studio presenta inoltre due scenari alternativi con cui la Banca potrebbe diminuire il proprio impatto climatico e sostenere la transizione energetica.<\/p>\n\n<p>Lo studio, dal titolo &#8220;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/12535\/decarbonising-is-easy-beyond-market-neutrality-in-the-ecbs-corporate-qe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Decarbonising Is Easy: Beyond Market Neutrality in the ECB&#8217;s Corporate QE<\/a>&#8220;, mostra come pi\u00f9 della met\u00e0 dei 241,6 miliardi di euro di obbligazioni societarie detenute dalla BCE alla fine di luglio 2020 siano state emesse da imprese ad alta intensit\u00e0 di carbonio, che contribuiscono in modo significativo alle emissioni dell&#8217;Ue e alimentano ulteriormente la crisi climatica.<\/p>\n\n<p>L&#8217;analisi nasce dai commenti di Christine Lagarde che, la scorsa settimana, ha messo in discussione la neutralit\u00e0 del mercato alla luce della crisi climatica. Lo studio \u00e8 stato \u00e8 stato pubblicato alla vigilia di un incontro della stessa BCE con i rappresentanti della societ\u00e0 civile \u2013 tra cui Greenpeace &#8211; per discutere la revisione delle politiche della banca, comprese le linee guida monetarie.<\/p>\n\n<p>La Banca Centrale Europea detiene infatti obbligazioni di molti dei peggiori emettitori dell&#8217;Ue, tra cui Eni, Total, Shell, OMV. Queste aziende non sono solo dei grandi inquinatori, ma giocano anche un ruolo marginale rispetto all&#8217;occupazione e alla creazione di valore aggiunto. L&#8217;analisi indica infatti che il 62,7 per cento delle obbligazioni detenute dalla BCE proviene da settori ad alta intensit\u00e0 di carbonio, e che questi contribuiscono solo per il 17,8 per cento all&#8217;occupazione e per il 29,1 per cento al Valore Aggiunto Lordo nell&#8217;area dell&#8217;euro.<\/p>\n\n<p>\u00ab\u00c8 ora di smettere di nascondersi dietro la cosiddetta \u201c<em>market neutrality<\/em>\u201d e iniziare a tenere conto dell&#8217;impatto delle nostre scelte sugli altri e sul Pianeta\u00bb, dichiara Jennifer Morgan, direttrice esecutiva di Greenpeace International. \u00abLa Banca Centrale Europea deve respingere le obbligazioni delle aziende che stanno distruggendo il clima, soprattutto in considerazione della loro minore importanza in termini di occupazione e di valore economico per i cittadini europei. Il consiglio direttivo della banca deve rivedere la sua politica monetaria, smettere di acquistare obbligazioni dai grandi inquinatori e sostenere la transizione verso un mondo verde ed equo\u00bb.<\/p>\n\n<p>Tra i beneficiari della politica monetaria della BCE c\u2019\u00e8 Eni, azienda controllata dallo Stato italiano, nonch\u00e9 maggiore emettitore nazionale e tra i primi a livello mondiale. Nello studio si evidenzia come, nel 2019, Eni si sia resa complessivamente responsabile di 296 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 equivalente (scope 1-2-3). A fare peggio del Cane a sei zampe solamente Total e Shell, che per\u00f2 hanno un migliore indice di \u201cintensit\u00e0 delle emissioni\u201d, ossia il rapporto tra le emissioni e i ricavi. Nonostante le sue pessime performance ambientali, Eni ha ricevuto fondi dalla BCE per continuare ad alimentare le proprie attivit\u00e0 inquinanti.<\/p>\n\n<p>\u201cNei prossimi anni Eni progetta di aumentare la propria produzione di petrolio e gas, due dei principali responsabili dell&#8217;emergenza climatica in atto\u00bb, dichiara Luca Iacoboni, responsabile della campagna energia e clima di Greenpeace Italia. \u00abDopo il 2025 l&#8217;azienda continuer\u00e0 inoltre ad aumentare le estrazioni di gas, puntando su false soluzioni come il CCS o la riforestazione per compensare le proprie emissioni. Questo non \u00e8 un piano di decarbonizzazione in linea con gli obiettivi di Parigi, e per tale motivo Eni non dovrebbe ricevere soldi pubblici per inquinare, n\u00e9 dalla BCE n\u00e9 dal governo italiano, in queste settimane impegnato nel decidere l&#8217;allocazione dei fondi per la ripartenza post lockdown\u00bb, conclude Iacoboni.<\/p>\n\n<p>Leggi il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/10\/3f229ef4-greenpeacenefreportecb-1-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">report \u201cDecarbonising Is Easy: Beyond Market Neutrality in the ECB\u2019s Corporate QE\u201d<\/a>&nbsp;(in inglese)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 della met\u00e0 dei 241,6 miliardi di euro di obbligazioni societarie detenute dalla BCE sono state emesse da imprese ad alta intensit\u00e0 di carbonio.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":12543,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[29,31,32],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-12551","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-clima","tag-volontariato","tag-energia","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12551","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12551"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12551\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12552,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12551\/revisions\/12552"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12543"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12551"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12551"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12551"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=12551"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}