{"id":12714,"date":"2020-11-20T20:59:44","date_gmt":"2020-11-20T19:59:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=12714"},"modified":"2025-07-02T09:28:10","modified_gmt":"2025-07-02T07:28:10","slug":"cosa-ce-da-sapere-sul-natalesenzaamazon-e-in-favore-dei-piccoli-commercianti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/12714\/cosa-ce-da-sapere-sul-natalesenzaamazon-e-in-favore-dei-piccoli-commercianti\/","title":{"rendered":"Cosa c\u2019\u00e8 da sapere sul #NataleSenzaAmazon (e in favore dei piccoli commercianti)"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-medium caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"799\" height=\"532\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/5a7faaea-gp0stssus_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12715\"\/><figcaption>A reproduction of a giant Christmas gift made by recovered throw away plastic. <\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Compra ora, <strong>acquista<\/strong>, <strong>approfitta dello sconto<\/strong>, <strong>non perderti il Black Friday<\/strong>, consuma. Chi di noi non ha letto queste frasi navigando online anche negli ultimi istanti prima di arrivare a questo articolo?&nbsp;<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>#NataleSenzaAmazon<\/strong><\/h2>\n\n<p>Mentre scriviamo, sui social sta continuando <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/20_novembre_17\/natale-senza-amazon-petizione-francia-favore-piccoli-negozi-30fc6838-28cc-11eb-92be-ccd547aa4d2b.shtml\">a diffondersi la campagna #NataleSenzaAmazon <\/a>(#NoelSansAmazon in Francia, dove \u00e8 nata), cavalcata anche da differenti fazioni politiche.<\/p>\n\n<p>Il motivo per cui oggi riusciamo da pi\u00f9 parti a vedere pi\u00f9 chiaramente i limiti &#8211; e non solo la comodit\u00e0 &#8211; del <strong>commercio online da \u201c<\/strong><strong><em>instant delivery<\/em><\/strong><strong>\u201d, in un solo click<\/strong>, \u00e8 semplice: <strong>la crisi del Covid-19 sta mordendo l\u2019economia<\/strong> di tutto il mondo, e i piccoli commercianti, gi\u00e0 fortemente provati dal capitalismo sfrenato degli ultimi decenni, rischiano di chiudere le saracinesche per sempre.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Si potrebbe dire: \u00e8 il mercato, bellezza. Se non fosse che il mercato, in fondo in fondo, \u00e8 fatto anche dalle nostre scelte, non solo come \u201cconsumatori\u201d ma in quanto cittadini. Non a caso anche due sindache di grandi citt\u00e0 come Barcellona e Parigi hanno risposto aderendo all\u2019appello.<\/p>\n\n<p>La petizione francese #NoelSansAmazon, sostenuta anche da noi di Greenpeace, punta a \u201c<strong><em>privilegiare il commercio di prossimit\u00e0<\/em><\/strong>\u201d, per motivi che sono diversi, e trasversalmente condivisibili: <strong>la<\/strong> <strong>lotta alla disuguaglianza sociale<\/strong>, <strong>la necessit\u00e0 di un limite al trattamento fiscale privilegiato <\/strong>che spesso esiste a favore dei colossi, l\u2019evidenza dello <strong>strapotere delle multinazionali <\/strong>che hanno risorse maggiori del PIL di alcuni Stati, <strong>l\u2019impatto ambientale e la crisi climatica<\/strong>, lo sviluppo di un<strong>\u2019economia davvero circolare<\/strong>. Non vi sembra che siano tutti buoni motivi per reinventare i nostri consumi e capire che <strong>non c\u2019\u00e8 bisogno di essere di questo o quel partito per provare a passare un #NataleSenzaAmazon?<\/strong><\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa succede dopo il click<\/strong><\/h2>\n\n<p>Il numero di acquirenti digitali in tutto il mondo <a href=\"https:\/\/www.statista.com\/statistics\/251666\/number-of-digital-buyers-worldwide\/\">continua a crescere ogni anno<\/a>. Nel 2019, circa 1,92 miliardi di persone hanno acquistato beni o servizi online e, secondo i calcoli pi\u00f9 recenti<strong>, la crescita dell&#8217;e-commerce accellerer\u00e0 ulteriormente in futuro<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Ma se certamente sappiamo cosa ci spinge ad acquistare online, spesso non sappiamo <strong>cosa succede dopo il nostro click<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>1- Le emissioni aumentano<\/strong><\/h2>\n\n<p>Fra le cause che generano il&nbsp; <a href=\"https:\/\/www.c40.org\/press_releases\/new-analysis-shows-cities-have-bigger-opportunity-to-reduce-global-emissions-if-they-address-consumption\">60% di tutte le emissioni globali di gas serra<\/a> c\u2019\u00e8 anche la nostra <strong>dipendenza dai consumi <\/strong>frenetici. Solo l&#8217;industria dell&#8217;abbigliamento e delle calzature contribuisce a <a href=\"https:\/\/quantis-intl.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/measuringfashion_globalimpactstudy_full-report_quantis_cwf_2018a.pdf\">oltre l&#8217;8% del totale dei gas serra globali<\/a>.<\/p>\n\n<p>Inoltre<strong>, <\/strong>molti prodotti percorrono <strong>grandi quantit\u00e0 di chilometri <\/strong>su trasporti basati ancora su combustibili fossili prima di raggiungere le nostre case.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2- <strong>Vengono generati milioni di tonnellate di rifiuti<\/strong><\/h2>\n\n<p>Facciamo un esempio <em>mainstream<\/em> e parliamo ad esempio del <strong>settore elettronico<\/strong>, in cui <strong>l\u2019obsolescenza<\/strong> dei prodotti ha un certo peso specifico: solo nel 2019 sono stati prodotti 53,6 milioni di tonnellate (Mt) di rifiuti elettronici in tutto il mondo. Siamo letteralmente bombardati da pubblicit\u00e0 di nuovi <strong>modelli di smartphone<\/strong> e dispositivi all\u2019ultimo grido, da status &#8211; symbol, ma il nostro Pianeta non pu\u00f2 pi\u00f9 sopportarne lo smaltimento. Dobbiamo farci i conti.<\/p>\n\n<p>Se state pensando che tutto questo possa essere riciclato\u2026 ci dispiace, ma dobbiamo darvi una brutta notizia: <a href=\"https:\/\/www.iswa.org\/home\/news\/news-detail\/article\/-21c8325490\/109\/#:~:text=A%20record%2053.6%20million%20metric,waste%20Monitor%202020%2C%20released%20today.\">&nbsp;solo il 17,4% di questi \u00e8 stato raccolto e riciclato<\/a>.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3- <strong>Amazon: il potere di distruggere<\/strong><\/h2>\n\n<p>Per chiudere, ci sembra doveroso ricordare quella che \u00e8 diventata una prassi &#8211; legale &#8211; per il gigante degli acquisti online <strong>Amazon<\/strong>: distruggere articoli dei venditori terzi che restano invenduti nei propri magazzini.<\/p>\n\n<p>Nella<a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/video\/2020\/01\/destroy-distruggere-154a594f-c37e-4999-9511-a99d05d63d20.html\"> puntata di Presa Diretta <\/a>dedicata al mondo degli acquisti online e delle consegne abbiamo raccontato cosa accade: esistono degli addetti alla distruzione dei prodotti invenduti che <strong>ogni giorno possono arrivare anche a distruggere 20-30mila euro di merce invenduta<\/strong>. Questo \u00e8 possibile, come ha spiegato anche <a href=\"https:\/\/www.manitese.it\/amazon-smaltimento-sopra-ogni-sospetto\">un\u2019investigazione di Mani Tese<\/a>, grazie ad un sistema che incentiva economicamente i venditori a lasciare che Amazon distrugga i propri articoli invenduti piuttosto che riceverli come reso.<\/p>\n\n<p><br>Non si tratta di opporsi alla crescita e allo sviluppo delle nostre economie. Tutti acquistiamo beni e servizi e non possiamo sentirci in colpa quando lo facciamo, non c\u2019\u00e8 dubbio. Quello che possiamo fare \u00e8 scegliere come, e <strong>preferire delle alternative sostenibili almeno ogni volta che questo sia possibile<\/strong>. Scegliere la prossimit\u00e0, il riuso degli oggetti, l\u2019acquisto di seconda mano sono alternative che possono offrirci delle soluzioni pi\u00f9 spesso di quanto pensiamo.<\/p>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. 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