{"id":12742,"date":"2020-12-01T10:41:43","date_gmt":"2020-12-01T09:41:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=12742"},"modified":"2020-12-01T10:42:13","modified_gmt":"2020-12-01T09:42:13","slug":"briefing-greenpeace-alluvioni-e-trombe-daria-colpiscono-litalia-tra-le-cause-il-mare-sempre-piu-caldo-per-colpa-dei-cambiamenti-climatici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/12742\/briefing-greenpeace-alluvioni-e-trombe-daria-colpiscono-litalia-tra-le-cause-il-mare-sempre-piu-caldo-per-colpa-dei-cambiamenti-climatici\/","title":{"rendered":"Briefing Greenpeace: alluvioni e trombe d&#8217;aria colpiscono l&#8217;Italia, tra le cause il mare sempre pi\u00f9 caldo per colpa dei cambiamenti climatici"},"content":{"rendered":"\n<p>Sette anni dopo, un\u2019altra alluvione nel nuorese, in Sardegna: tre le vittime stavolta. Colpite da alluvioni e trombe d\u2019aria sono anche Calabria e Sicilia, regioni dove si potrebbero verificare ulteriori fenomeni violenti.<\/p>\n\n<p>La zona mediterranea \u00e8 considerata dagli scienziati un \u201chot spot\u201d climatico, e in particolare la permanenza di anticicloni africani consente un maggior soleggiamento e un maggiore riscaldamento delle temperature superficiali del mare. Diversi gli studi che mostrano un aumento graduale delle temperature anche nei mari italiani, si parla di circa due gradi centigradi in superficie negli ultimi 50 anni secondo quanto rilevato dai satelliti.<\/p>\n\n<p>Gli oceani sono un enorme \u201cmagazzino\u201d per il calore in accesso generato dai gas serra. L\u2019aumento delle temperature del mare non solo provoca gravi impatti sulla biodiversit\u00e0 marina e contribuisce all\u2019innalzamento del livello del mare, ma ha conseguenze su quanto accade in atmosfera, dove avvengono i fenomeni meteorologici.<\/p>\n\n<p>Greenpeace ha avviato un anno fa all\u2019Elba il progetto \u201cMare Caldo\u201d&nbsp;&#8211; una rete di stazioni per il&nbsp;monitoraggio delle temperature marine e per studiare gli impatti dei cambiamenti climatici in&nbsp;mare \u2013 &nbsp;e pubblica oggi il briefing \u201cI cambiamenti climatici e il mare: gravi conseguenze anche per l&#8217;uomo\u201d curato da&nbsp;Antonello Pasini<strong>,&nbsp;<\/strong>fisico del clima del CNR, con la collaborazione della organizzazione ambientalista.<\/p>\n\n<p>\u201cIl mare trasferisce pi\u00f9 calore all\u2019atmosfera e quest\u2019ultima non pu\u00f2 far altro che scaricare violentemente questo surplus di energia sul territorio con piogge molto intense e venti forti. Ecco quindi che i fenomeni meteorologici possono diventare pi\u00f9 violenti\u201d spiega Pasini.&nbsp; \u201cAnche nel nostro mare ci sono i cosiddetti Medicanes (<em>Mediterranean Hurricanes<\/em>). Sono per fortuna pi\u00f9 piccoli e meno distruttivi degli uragani atlantici, un po\u2019 perch\u00e9 l\u2019acqua del Mediterraneo \u00e8 meno calda di quella atlantica equatoriale e tropicale, e perch\u00e9 hanno meno spazio libero da terre per svilupparsi rispetto all\u2019Oceano. Anche in Italia assistiamo al verificarsi di eventi sempre pi\u00f9 violenti: abbiamo studiato un tornado che ha colpito Taranto nel novembre 2012, che ha causato un morto e 60 milioni di euro di danni. Con una temperatura della superficie del Mar Ionio di un solo grado in meno il tornado non si sarebbe formato, mentre con l\u2019aumento di un grado ulteriore la sua violenza sarebbe cresciuta enormemente\u201d.<\/p>\n\n<p>La temperatura sulla Terra e sul mare \u00e8 destinata ad aumentare ancora, a seconda dello scenario di emissioni di gas climalteranti che ci troveremo ad affrontare. Ci\u00f2 significa che anche gli impatti rischiano di aumentare, con fenomeni meteo pi\u00f9 frequenti e sicuramente pi\u00f9 violenti, in particolare nel nostro Paese, in cui, tra l\u2019altro, i territori sono estremamente fragili e vulnerabili, sia in campagna che nelle citt\u00e0.<\/p>\n\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 uno scollamento evidente tra i dati scientifici e le richieste dei climatologi e l\u2019azione, o spesso inazione, dei decisori politici. Nonostante i tanti esempi di impatti molto gravi del cambiamento climatico \u2013 sui territori, gli ecosistemi e l\u2019uomo \u2013 le azioni di contrasto sono insufficienti. \u00c8 necessario accelerare la transizione energetica che porti alla costruzione di una societ\u00e0 \u201cdecarbonizzata\u201d, mentre oggi il governo italiano dimostra di voler continuare a puntare ancora tanto, anzi troppo, sul gas fossile\u201d commenta Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace.<\/p>\n\n<p>\u201cIn una situazione in cui, a fine novembre, e probabilmente in questa settimana appena iniziata, osserviamo e osserveremo ancora le conseguenze di un Mediterraneo sempre pi\u00f9 caldo sui nostri fragili territori, le azioni devono essere rapide ed incisive, sia per la mitigazione del riscaldamento che per l\u2019adattamento di citt\u00e0 e insediamenti umani\u201d, conclude Pasini.<\/p>\n\n<p><strong>Leggi il briefing&nbsp;<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/12739\/i-cambiamenti-climatici-e-il-mare-gravi-conseguenze-anche-per-luomo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u201cI cambiamenti climatici e il mare: gravi conseguenze anche per l&#8217;uomo\u201d<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Greenpeace pubblica oggi il briefing \u201cI cambiamenti climatici e il mare: gravi conseguenze anche per l&#8217;uomo\u201d curato da Antonello Pasini, fisico del clima del CNR<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":12743,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[18,29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-12742","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-mare","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12742","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12742"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12742\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12744,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12742\/revisions\/12744"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12743"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12742"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12742"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12742"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=12742"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}