{"id":12938,"date":"2021-01-04T14:19:40","date_gmt":"2021-01-04T13:19:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=12938"},"modified":"2024-02-23T10:18:09","modified_gmt":"2024-02-23T09:18:09","slug":"recovery-plan-nella-bozza-del-piano-misure-scritte-sotto-dettatura-di-eni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/12938\/recovery-plan-nella-bozza-del-piano-misure-scritte-sotto-dettatura-di-eni\/","title":{"rendered":"Recovery plan, nella bozza del Piano misure scritte sotto dettatura di ENI"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-medium caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/92ef6442-gp1suoft_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12944\"\/><figcaption>In Rome, Greenpeace Italy activists unfurled a banner with the message \u201cRecovery fund: people and Planet before profits\u201d, addressing the government and the President Conte. <\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Tema centrale di queste ore \u00e8 la presentazione a <strong>Conte<\/strong> della nuova <strong>bozza di Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR)<\/strong> sulla quale il premier e la maggioranza dovrebbero trovare una sintesi politica da presentare al prossimo Consiglio dei ministri.<\/p>\n\n<p>La scelta di come saranno usati i fondi del <strong>recovery<\/strong> <strong>plan<\/strong>, al centro del dibattito politico, tocca anche il campo climatico ed ambientale e &#8211; nei sei capitoli che rappresentano le priorit\u00e0 del piano-  la missione sulla <strong>rivoluzione<\/strong> <strong>verde<\/strong> e la <strong>transizione<\/strong> <strong>energetica<\/strong> rappresenta una fetta molto importante dei fondi.<\/p>\n\n<p>Purtroppo, come abbiamo avuto modo di leggere dalla precedente bozza del 29 dicembre, il Piano contiene diverse misure che sembrano scritte sotto dettatura da un\u2019azienda in particolare, ossia Eni. Dal documento che \u00e8 circolato emerge che l&#8217;azienda partecipata \u00e8 riuscita a far inserire progetti di confinamento geologico della <strong>CO2<\/strong> a <strong>Ravenna <\/strong>e presunte <strong>bioraffinerie<\/strong>. Troviamo davvero sconcertante che ad un&#8217;azienda a parziale capitale pubblico che fattura ogni anno 70 miliardi di euro, sia permesso di farsi finanziare i propri progetti con soldi dei contribuenti europei!<\/p>\n\n<p>Il Governo dovrebbe infatti garantire una rivoluzione verde degna di questo nome e non trasformare questa opportunit\u00e0 in un veicolo finanziario a vantaggio di privati che hanno chiari interessi a dilazionare la <strong>transizione<\/strong> <strong>energetica<\/strong>!<\/p>\n\n<p>Finora nella Missione 2, denominata \u201c<strong><em>Rivoluzione verde e transizione ecologica<\/em><\/strong>\u201d ci sono 3 diverse componenti:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Impresa Verde ed Economia Circolare (per complessivi 6,3 miliardi)&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/li><li>Transizione Energetica e Mobilit\u00e0 Sostenibile (per complessivi 18,5 miliardi)<\/li><li>Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici (per complessivi 40,1 miliardi)<\/li><\/ul>\n\n<p>Ed \u00e8 proprio nella prima componente che gli interessi della compagnia italiana del gas e del petrolio emergono maggiormente. In questa componente infatti figurano alcuni progetti il cui soggetto proponente \u00e8 il <strong>Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze<\/strong> (MEF) che sono indubbiamente a tutto vantaggio di scelte miopi dal punto di vista <strong>climatico<\/strong> ed ambientale, in barba alla \u201c<strong>Rivoluzione Verde<\/strong>\u201d che dovrebbe essere il cuore della missione.<\/p>\n\n<p>Dei progetti indicati nella bozza <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/PNRR-bozza-29-dicembre.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">alle pagine 35,36 e 37 del documento<\/a> troviamo infatti:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>0,54 miliardi per \u201c<em>Progetto economia circolare e chimica sostenibile<\/em>\u201d in cui si fa riferimento all\u2019impianto di <strong>riciclo chimico<\/strong> a Mantova (a Mantova si trova uno degli impianti di <strong>Versalis<\/strong>, societ\u00e0 del gruppo <strong>Eni<\/strong> impegnata nel petrolchimico);<\/li><li>1,35 miliardi in \u201c<em>Progetti decarbonizzazione con tecnologie <strong>CCUS<\/strong><\/em>\u201d, che comprendono tre diversi investimenti in cui si fa riferimento ai progetti di <strong>cattura e stoccaggio di Co2<\/strong> nel distretto industriale di <strong>Ravenna<\/strong>, anche per la produzione&nbsp; di materiale cementizio, e alla coltivazione di microalghe (anche qui settori in cui la protagonista \u00e8 sempre <strong>Eni<\/strong>);<\/li><li>1,35 miliardi in \u201c<em>Progetti per la produzione di combustibili alternativi e\/o biopolimeri<\/em>\u201d che comprendono altri sei diversi investimenti dedicati in particolare alle <strong>bioraffinerie<\/strong>, dunque ai centri di Livorno, Gela e anche in riferimento allo stabilimento Versalis di Crescentino, Vercelli (di nuovo attivit\u00e0 centrali di <strong>Eni<\/strong>). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n<p>A conti fatti, alla filiera dell&#8217;<strong>idrogeno verde<\/strong> e della produzione di <strong>elettrolizzatori<\/strong> (nella <strong>bozza di PNRR<\/strong> alla voce \u201c<em>Promozione della produzione, distribuzione e uso di idrogeno verde<\/em>\u201d), che rappresentano un asset fondamentale per la <strong>decarbonizzazione<\/strong>, vanno meno fondi (per la precisione 1,34 miliardi) che ai progetti di Ravenna e dintorni!<\/p>\n\n<p>Difficile sapere cosa sia rimasto nella versione che sar\u00e0 consegnata oggi a <strong>Conte<\/strong> e cosa sar\u00e0 mantenuto nella versione che dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri, ma vista la bozza e considerata purtroppo l\u2019incapacit\u00e0 della politica di opporsi agli interessi del comparto del <strong>gas<\/strong> e del <strong>petrolio<\/strong>, \u00e8 plausibile che ben poco sar\u00e0 cambiato nel <strong>PNRR<\/strong> alla voce \u201c<strong><em>Impresa Verde ed Economia Circolare<\/em><\/strong>\u201d. Siamo di nuovo di fronte a una mossa che non solo \u00e8 poco lungimirante dal punto di vista ambientale e climatico, ma che fa gli interessi di pochi con le risorse di tutti, mettendo progetti che di rivoluzionario e di green non hanno nulla sotto la bandiera (abusata) della \u201c<strong>Rivoluzione verde e della transizione energetica<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-medium caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/6210a678-gp1suofp_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12943\"\/><figcaption>In Rome, Greenpeace Italy activists unfurled a banner with the message \u201cRecovery fund: people and Planet before profits\u201d, addressing the government and the President Conte. <\/figcaption><\/figure>\n\n<p><\/p>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. 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