{"id":1297,"date":"2012-03-29T00:00:00","date_gmt":"2012-03-29T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/uncategorized\/1297\/enel-i-veri-costi-del-carbone\/"},"modified":"2019-11-06T09:54:13","modified_gmt":"2019-11-06T08:54:13","slug":"enel-i-veri-costi-del-carbone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/1297\/enel-i-veri-costi-del-carbone\/","title":{"rendered":"Enel, I veri costi del carbone"},"content":{"rendered":"<div class=\"leader\">Nel mercato italiano dell\u2019elettricit\u00e0, la produzione da carbone, specie nei vecchi impianti, \u00e8 particolarmente vantaggiosa per l\u2019azienda proprietaria che trae \u201cprofitti a pioggia\u201d dal differenziale tra i costi industriali e il prezzo di vendita.<\/p>\n<p>Se il prezzo di vendita dell\u2019elettricit\u00e0 \u00e8 determinato degli <strong>impianti a gas pi\u00f9 puliti<\/strong>, l\u2019elettricit\u00e0 prodotta con il carbone \u00e8 quella che presenta i costi ambientali e sanitari pi\u00f9 elevati.<\/p>\n<p>Un recente rapporto dell\u2019Agenzia Europea per l\u2019Ambiente stima tra i 536 e 707 milioni di euro i costi esterni (danni ambientali e sanitari scaricati sulla collettivit\u00e0, inclusa la mortalit\u00e0 in eccesso) prodotti nel 2009 dalla sola centrale Enel di Brindisi.<\/p>\n<p>\u00c9 una cifra che \u00e8 dello stesso ordine di grandezza di quella incamerata dall\u2019azienda come ricavo lordo.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<h2>I costi dell\u2019inquinamento industriale: i 20 peggiori impianti in Europa<\/h2>\n<p>Nel recente rapporto dell\u2019Agenzia Europea per l\u2019Ambiente (EEA), \u201cRevealing the costs of air pollution from industrial facilities in Europe\u201d, si presenta una valutazione dei diversi costi associati elle emissioni di impianti industriali in Europa. Oltre alla CO2 si considerano gli inquinanti classici (ossidi di zolfo, di azoto, particolato etc.) e il loro impatto sia sull\u2019agricoltura che sull\u2019ambiente, sia gli effetti sanitari espressi in mortalit\u00e0 in eccesso, ricoveri ospedalieri, malattie croniche e cos\u00ec via, utilizzando la metodologia CAFE (Clean Air for Europe).<\/p>\n<p>Queste valutazioni hanno un carattere statistico, con una<span style=\"text-decoration: underline;\"> stima<\/span> dunque approssimata dei danni, contengono necessariamente delle semplificazioni e incorporano, relativamente ai risultati espressi in termini monetari, un certo grado di arbitrariet\u00e0. Tuttavia, l\u2019approccio scelto dall\u2019EEA consente di rappresentare in modo coerente l\u2019impatto relativo di impianti tra loro diversi.<\/p>\n<p>Nella classifica stilata nel rapporto, tra i peggiori 20 impianti industriali nell\u2019Unione Europea, si colloca un solo impianto italiano, al diciottesimo posto: la centrale a carbone dell\u2019Enel di Cerano (Brindisi sud). Nel 2009 la centrale di Brindisi (vedi tab. seguente) ha emesso:<\/p>\n<ul>\n<li>13 milioni di tonnellate di CO2<\/li>\n<li>7.300 tonnellate di ossidi di azoto (NOx)<\/li>\n<li>6.540 tonnellate di ossidi di zolfo (SOx)<\/li>\n<li>473 tonnellate di particolato<\/li>\n<\/ul>\n<p>Queste emissioni, assieme ad altri microinquinanti, hanno prodotto un danno sanitario complessivo stimato dall\u2019EEA tra i 99 e i 270 milioni di euro (valutati secondo due diverse procedure di calcolo) e un danno associato alla CO2 di 437 milioni di euro (calcolato secondo una procedura utilizzata dal governo inglese). Il complesso dei costi esterni stimati con questa metodologia, per la sola centrale a carbone di Cerano, oscilla dunque tra 536 e 707 milioni di euro per la produzione del 2009 che \u00e8 stata di circa 15 miliardi di kilowattora (15 TWh). <strong>L\u2019impatto complessivo della produzione da carbone Enel, in Italia, \u00e8 di una grandezza di ordine quasi triplo rispetto a questa cifra.<\/strong><\/p>\n<h2>Costi e ricavi della vendita di elettricit\u00e0 da carbone<\/h2>\n<p>L\u2019impianto di Cerano ha una capacit\u00e0 di 2.640 MW ed \u00e8 entrato in funzione nel 1990. Essendo stato abbondantemente ammortizzato, i suoi costi operativi hanno come voce prevalente quella del combustibile, cui si aggiungono i costi del personale, della manutenzione dell\u2019impianto e del funzionamento dei sistemi di controllo degli inquinanti.<\/p>\n<p>Nel 2009 i costi per la produzione di 1 MWh (megawattora) da carbone oscillavano tra 17,9 e 21,4 \u20ac\/MWh , secondo le stime dell\u2019Osservatorio dell\u2019Energia pubblicate nel numero di maggio 2009 su \u201cEnergia ed Economia\u201d, il Bollettino dell\u2019Associazione italiana degli economisti dell\u2019energia.\u00a0 Una stima approssimativa dei costi per produrre i 15 TWh \u00e8 dunque\u00a0 di 300 milioni di euro.<\/p>\n<p>Il prezzo di cessione medio dell\u2019elettricit\u00e0 (in gran parte all\u2019Acquirente unico) nel 2009 \u00e8 stato dell\u2019ordine dei 62 \u20ac\/MWh, come si rileva dal Bilancio di esercizio del 2009 della societ\u00e0, e ha dunque generato un ricavo stimabile in oltre 900 milioni di euro che, al netto dei costi per il combustibile, scende a oltre 600 milioni di euro. Per quanto questa cifra costituisca un ricavo lordo cui vanno sottratte altre voci minori, si tratta di una cifra che si colloca nello stesso intervallo di valori dei costi ambientali e sanitari esternalizzati come calcolati dall\u2019Agenzia Europea dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Possiamo dunque affermare che la produzione di elettricit\u00e0 da carbone causa un beneficio economico per l\u2019azienda che \u00e8 dello stesso ordine dei costi scaricati sulla collettivit\u00e0: citando Ernesto Rossi, \u201csi privatizzano i profitti e si socializzano i costi\u201d.<\/p>\n<h2><strong>Produzione da carbone in aumento<\/strong><\/h2>\n<p>\u00c9 comprensibile che, in un sistema dei prezzi dell\u2019elettricit\u00e0 come quello attuale, un\u2019azienda elettrica voglia aumentare la produzione da carbone. Lo stesso Ad dell\u2019Enel, Conti, lo ha dichiarato pi\u00f9 volte e questa \u00e8 la realt\u00e0 effettiva nella produzione di Enel come risulta dalla figura accanto (Presentazione Enel, Results 2011, 2012-2016 Plan, Rome March 2012).<\/p>\n<p>Infatti, anche a fronte di una riduzione della produzione di elettricit\u00e0 del gruppo Enel in Italia tra il 2010 e il 2011, da 81,6 a 79 TWh, la quota da carbone aumenta dal 34,1% al 41%.<\/p>\n<p>La produzione da carbone \u00e8 dunque salita dai 27,8 TWh del 2010 ai 32,4 del 2011 (un aumento relativo del 16,5%). Peraltro, questa tendenza all\u2019aumento dell\u2019uso del carbone da parte di Enel si riscontra anche globalmente per il gruppo.<\/p>\n<p>Va notato come la quota attuale di rinnovabili non idroelettriche (che rappresentano un\u2019eredit\u00e0 del passato) costituisce una quota molto bassa sulla produzione totale \u2013 solo il 7,8% \u2013 nel 2011.<\/p>\n<h2>Enel: un piano industriale da rifare<\/h2>\n<p>La prospettiva di una decarbonizzazione della produzione di energia \u00e8 tecnicamente fattibile, ambientalmente desiderabile, socialmente utile ed economicamente convincente. Su questa strada si \u00e8 del resto incamminata anche l\u2019Unione Europea e diversi studi mostrano che uno scenario a emissioni zero nel settore elettrico \u00e8 possibile senza ricorrere al nucleare.<\/p>\n<p>L\u2019azienda Enel \u00e8 un soggetto a tutti gli effetti privato, anche se l\u2019azionista di maggioranza con circa il 30% delle quote \u00e8 il governo italiano tramite il Ministero del tesoro. Anche il recente governo ha ribadito l\u2019intenzione di mantenere la <em>golden share<\/em> nelle aziende strategiche come Enel.<\/p>\n<p>A<strong style=\"font-style: italic;\"> che serve questo controllo pubblico se poi la logica prevalente \u00e8 quella di privatizzare i benefici economici e scaricare i costi ambientali e sanitari sulla societ\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Le richieste di Greenpeace a Enel sono:<\/p>\n<ul>\n<li>ritiro immediato dei progetti di Porto Tolle e Rossano Calabro<\/li>\n<li>progressiva eliminazione della produzione elettrica da carbone entro il 2030<\/li>\n<li>contestuale sostituzione con le rinnovabili della produzione da carbone;<\/li>\n<\/ul>\n<p>Scarica il <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/cf7d9350-cf7d9350-enel_i_veri_costi_del_carbone.pdf\">briefing in formato pdf <\/a><\/p>\n<p>Scarica l\u2019<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/e86016b1-e86016b1-avviso-di-garanzia-def-28.03.12.pdf\">Avviso di Garanzia di Greenpeace a Enel<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Usare il carbone per produrre energia elettrica: come socializzare le perdite (ambientali e sanitarie) e privatizzare i profitti.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":2526,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[32,29],"p4-page-type":[34],"class_list":["post-1297","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-energia","tag-clima","p4-page-type-rapporto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1297","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1297"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1297\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2527,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1297\/revisions\/2527"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2526"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1297"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=1297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}