{"id":12974,"date":"2021-01-07T16:48:29","date_gmt":"2021-01-07T15:48:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=12974"},"modified":"2024-02-23T10:18:07","modified_gmt":"2024-02-23T09:18:07","slug":"disastro-petrolifero-mauritius-cosa-ce-dietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/12974\/disastro-petrolifero-mauritius-cosa-ce-dietro\/","title":{"rendered":"Disastro petrolifero alle Mauritius: cosa c\u2019\u00e8 dietro?"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-medium caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/824a26e2-gp1su9nb_web_size.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12975\"\/><figcaption>The scene of the oil spill in the waters around Mauritius after Japanese bulk carrier, MV Wakashio, ran aground on 25 July 2020.<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>L\u2019estate scorsa, la notizia di un <strong>disastro petrolifero<\/strong> alle <strong>Mauritius<\/strong> ha fatto il giro del mondo, con l\u2019immagine dell\u2019ennesimo paradiso naturale violato. Un impatto mediatico tanto grande da far passare in secondo piano interrogativi che ancora cercano risposte. E da essere accompagnato da una concitata serie di confuse notizie iniziali che, in alcuni casi, si sono poi rivelate false.<\/p>\n\n<p>Prima notizia falsa: la <strong>Wakashio<\/strong>, la nave lunga 300 metri che si \u00e8 schiantata sulla <strong>barriera corallina<\/strong> di <strong>Pointe d\u2019Esny<\/strong> (un\u2019area di importanza mondiale per la tutela della biodiversit\u00e0: marina e terrestre), non era affatto una <strong>petroliera<\/strong>. Si trattava di una nave da carico che \u2013 partita da Singapore &#8211; andava in Brasile per caricare minerali ferrosi. Il problema \u00e8 che una nave del genere \u201ccontiene\u201d qualche migliaio di tonnellate di carburante che, pi\u00f9 o meno, equivale al carico di una petroliera degli anni \u201950. E questo carburante purtroppo \u00e8 generalmente assai pi\u00f9 tossico del \u201c<em>crude<\/em>\u201d, ovvero del <strong>petrolio<\/strong> non raffinato.<\/p>\n\n<p>Seconda notizia falsa: <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/la-rotta-maledetta-che-sfiora-le-isole-per-risparmiare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">come abbiamo riportato anche noi<\/a> sulla base delle prime informazioni diffuse quest\u2019estate, inizialmente si pensava che il carburante della Wakashio consistesse in \u201c<em>circa 3.800 tonnellate di \u00ab<strong>bunker<\/strong>\u00bb (combustibile pesante usato in crociera) e 200 tonnellate di <strong>diesel<\/strong> (combustibile che fornisce pi\u00f9 potenza e si usa in particolare per le manovre)<\/em>\u201d. Nulla da dire sul diesel, ma\u2026 pare che a bordo non ci fosse una goccia di \u201cbunker\u201d. E qui, il mistero s\u2019infittisce.<\/p>\n\n<p>Dopo l\u2019incidente, mentre un ampio tratto di mare e di costa viene imbrattato dal carburante della Wakashio, nessuno riesce a capire cosa diavolo stia davvero uscendo da quella nave. Sapere di che si tratta sarebbe di importanza vitale per interventi accurati, ma sulle operazioni in questione si ha la sensazione che scenda una coltre opaca. Un velo che <a href=\"https:\/\/www.forbes.com\/sites\/nishandegnarain\/2021\/01\/06\/special-report-explosive-documents-reveal-bp-behind-toxic-mauritius-oil-spill\/?sh=6f8b4be1ddab\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un\u2019indagine a cui Greenpeace ha collaborato<\/a> ha cercato di squarciare. Con risultati che, se confermati, sarebbero piuttosto inquietanti.<\/p>\n\n<p>In breve:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>la Wakashio viaggiava con un nuovo &#8211; e controverso &#8211; tipo di carburante: il <strong>Very Low Sulfur Fuel<\/strong> <strong>Oil (VLSFO)<\/strong>. Si tratta di un carburante che in breve tempo ha soppiantato il (gi\u00e0 notevolmente inquinante) bunker, ma su cui pesano notevoli dubbi di <a href=\"https:\/\/www.offshore-energy.biz\/clean-arctic-alliance-how-did-super-pollutant-frankenstein-fuels-come-to-market\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">carattere ambientale<\/a> e di <a href=\"https:\/\/www.forbes.com\/sites\/nishandegnarain\/2020\/12\/21\/shipping-gate-why-toxic-vlsfo-fuel-is-such-a-danger-for-global-shipping\/?sh=7c68a5fa78fd\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sicurezza della navigazione<\/a>;<\/li><li>la pandemia Covid-19 ha generato <a href=\"https:\/\/www.forbes.com\/sites\/nishandegnarain\/2020\/12\/21\/global-toxic-ship-fuel-scandal-revealed-by-mauritius-oil-spill-a-special-report\/?sh=30f535e7eecf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un eccesso di offerta di carburante<\/a>, in particolare di carburante per aerei, il \u201c<strong>jet fuel<\/strong>\u201d. Per smaltirlo, lo si \u00e8 mescolato proprio con il VLSFO, aumentandone verosimilmente la tossicit\u00e0;<\/li><li>dopo la partenza della nave da Singapore (dove aveva fatto il pieno della miscela di cui sopra), i test condotti dal proprietario della Wakashio (la giapponese Mitsui OSK Lines&nbsp;&#8211; MOL) avrebbero dimostrato l\u2019inadeguatezza e la pericolosit\u00e0 del carburante in questione per l\u2019integrit\u00e0 del motore della nave;<\/li><li>questa \u201cmiscela\u201d pericolosa era stata prodotta da <strong>BP<\/strong> (la stessa responsabile del <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/669ac637-669ac637-orizzonte-nero.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">disastro della <strong>Deepwater Horizon<\/strong><\/a> nel <strong>Golfo del Messico<\/strong>, nel 2010). E, infine:<\/li><li>BP si sarebbe rifiutata di fornire campioni del carburante conferito alla Wakashio a Singapore per le analisi chimiche che, come detto, avrebbero aiutato le operazioni di pulizia.<\/li><\/ul>\n\n<p>Gran parte di queste informazioni \u00e8 stata ottenuta tramite richieste di accesso agli atti (<strong>Freedom of Information Act<\/strong> \u2013 FOIA) da parte di vari uffici di <strong>Greenpeace<\/strong>. E, siccome il VLSFO ormai \u00e8 il combustibile navale pi\u00f9 diffuso al mondo, viene da chiedersi: viene utilizzato anche nel <strong>Mediterraneo<\/strong> e in <strong>Italia<\/strong>?<\/p>\n\t\t\t<section\n\t\t\tclass=\"boxout post-5144 \"\n\t\t\t\n\t\t>\n\t\t\t<a\n\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\tdata-ga-action=\"Image\"\n\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\tclass=\"cover-card-overlay\"\n\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/proteggi-gli-oceani\/\" \n\t\t\t><\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<img\n\t\t\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-1024x557.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tsrcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-768x418.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-1024x557.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-510x278.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani.jpg 1200w\"\n\t\t\t\t\t\tsizes=\"(min-width: 1000px) 358px, (min-width: 780px) 313px, 88px\"\n\t\t\t\t\t\talt=\"\" title=\"\"\n\t\t\t\t\/>\n            \t\t\t<div class=\"boxout-content\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a\n\t\t\t\t\t\tclass=\"boxout-heading medium\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-action=\"Title\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/proteggi-gli-oceani\/\"\n\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t>\n\t\t\t\t\t\tProteggi gli Oceani\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p class=\"boxout-excerpt\">Cambiamenti climatici, pesca eccessiva, estrazioni minerarie, trivellazioni, plastica: i nostri oceani subiscono di tutto per colpa dell\u2019avidit\u00e0 umana. Spesso sono proprio le zone d\u2019Alto Mare, al di fuori della giurisdizione degli Stati costieri,  a diventare prede degli interessi di pochi Stati ricchi e potenti o di aziende spregiudicate. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore? Non possiamo accettarlo: per difendere il fragile e meraviglioso ecosistema marino, serve creare una rete di Santuari d\u2019Alto mare su scala planetaria.<\/p>\n\t\t\t\t                                    <a\n                        class=\"btn btn-primary\"\n                        data-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n                        data-ga-action=\"Call to Action\"\n                        data-ga-label=\"n\/a\"\n                        href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/proteggi-gli-oceani\/\"\n                        \n                    >\n                        Partecipa\n                    <\/a>\n                \t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/section>\n\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019estate scorsa, la notizia di un disastro petrolifero alle Mauritius ha fatto il giro del mondo, con l\u2019immagine dell\u2019ennesimo paradiso naturale violato. 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