{"id":13002,"date":"2021-01-20T16:57:37","date_gmt":"2021-01-20T15:57:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13002"},"modified":"2021-01-22T11:35:34","modified_gmt":"2021-01-22T10:35:34","slug":"smog-alcune-citta-italiane-prime-in-europa-per-morti-premature-greenpeace-ripensiamo-subito-sistema-agricolo-e-mobilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/13002\/smog-alcune-citta-italiane-prime-in-europa-per-morti-premature-greenpeace-ripensiamo-subito-sistema-agricolo-e-mobilita\/","title":{"rendered":"Smog, alcune citt\u00e0 italiane prime in Europa per morti premature. Greenpeace: \u00abRipensiamo subito sistema agricolo e mobilit\u00e0\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Un nuovo studio pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.thelancet.com\/journals\/lanplh\/article\/PIIS2542-5196(20)30272-2\/fulltext\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">The Lancet Planetary Health<\/a> rilancia l\u2019allarme sui drammatici impatti dell\u2019inquinamento atmosferico nelle citt\u00e0 italiane. Lo studio stima su base locale il numero di morti premature attribuibili all\u2019inquinamento atmosferico in pi\u00f9 di mille citt\u00e0 europee, stilando una classifica rispetto ai due principali inquinanti presi in esame, il particolato sottile (PM2.5) e biossido di azoto (NO2), sulla base della popolazione e del tasso di mortalit\u00e0 di ogni citt\u00e0.<\/p>\n\n<p>Le due citt\u00e0 in testa alla classifica di morti premature legate all\u2019inquinamento da PM2.5 sono proprio due citt\u00e0 italiane, Brescia e Bergamo, ma tra le prime dieci troviamo anche Vicenza e Saronno, mentre le citt\u00e0 italiane in cui l\u2019inquinamento da NO2 colpisce di pi\u00f9 sono Torino (al terzo posto) e Milano (al quinto).&nbsp;<\/p>\n\n<p>Per Greenpeace, questa<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/isglobalranking.org\/\" target=\"_blank\"> classifica<\/a> impone una riflessione urgente, se si pensa che nelle citt\u00e0 europee 51.900 di queste morti potrebbero essere evitate ogni anno, se solo il livello dei due inquinanti presi in considerazione per stilare questo ranking fosse mantenuto al di sotto delle soglie raccomandate dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS). Nelle sole citt\u00e0 italiane prese in considerazione, rispettando gli standard dell\u2019OMS, si potrebbero evitare ogni anno quasi 13.500 morti premature.<\/p>\n\n<p>Un <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/184484ca-ricerca-particolato-def.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">recente studio<\/a> di Greenpeace Italia, realizzato in collaborazione con ISPRA, evidenzia che in Italia riscaldamento e allevamenti intensivi sono responsabili in totale del 54 per cento del PM2.5. In particolare, il contributo degli allevamenti \u00e8 strettamente legato al gran numero di animali allevati e ha continuato a crescere, passando dal 7 per cento del 1990 al 17 per cento nel 2018. Un contributo ancora pi\u00f9 rilevante nelle zone ad alta concentrazione di allevamenti intensivi, come il bacino padano, dove si trovano le due citt\u00e0 italiane ai primi posti di questa classifica e dove anche la mortalit\u00e0 da Covid-19 \u00e8 stata particolarmente alta. Come ipotizzato dalla comunit\u00e0 scientifica, infatti, l\u2019esposizione costante alle polveri sottili potrebbe rendere le persone pi\u00f9 vulnerabili al virus.<\/p>\n\n<p>\u00ab\u00c8 sempre pi\u00f9 evidente come il nostro modello di produzione e consumo eccessivo di prodotti animali rappresenti un costo insostenibile per l\u2019ambiente e per la salute\u00bb, commenta Simona Savini, campagna agricoltura di Greenpeace Italia. \u00abDavanti a questi numeri allarmanti \u00e8 necessario che le istituzioni si decidano a usare gli ingenti fondi messi a disposizione dalla Politica Agricola Comune e dal Recovery Plan per avviare una riduzione della produzione e consumo di carne e una riconversione ecologica del settore, che possa migliorare anche le condizioni degli stessi allevatori, oggi anello debole della filiera\u00bb.<\/p>\n\n<p>Il biossido di azoto viene invece largamente prodotto dal settore dei trasporti che, oltre all\u2019impatto sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria, \u00e8 anche responsabile di circa un quarto delle emissioni di gas serra in Italia. \u00abPer mettere davvero fine alla crisi dell\u2019inquinamento atmosferico e insieme all\u2019emergenza climatica, dobbiamo intervenire subito per cambiare il settore dei trasporti, puntando sull\u2019abbandono dei combustibili fossili e sulla mobilit\u00e0 sostenibile, elettrica e condivisa, a partire dalle citt\u00e0\u00bb, commenta Federico Spadini, campagna trasporti di Greenpeace Italia. \u00abPer questo motivo esprimiamo preoccupazione rispetto al fatto che la mobilit\u00e0 urbana \u00e8 ampiamente trascurata nella bozza del Recovery Plan trasmessa al Parlamento. Chiediamo al governo di rivedere le proposte e le cifre allocate per garantire una mobilit\u00e0 sostenibile, pulita e accessibile per tutti e tutte\u00bb, conclude Spadini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le due citt\u00e0 in testa alla classifica di morti premature legate all\u2019inquinamento da PM2.5<br \/>\n sono Brescia e Bergamo.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":6927,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[21,27,30],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-13002","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-inquinamento","tag-agricoltura","tag-salute","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13002","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13002"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13002\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13025,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13002\/revisions\/13025"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6927"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13002"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13002"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13002"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=13002"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}