{"id":13004,"date":"2021-01-20T18:16:40","date_gmt":"2021-01-20T17:16:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13004"},"modified":"2021-12-01T13:37:38","modified_gmt":"2021-12-01T12:37:38","slug":"smog-e-morti-premature-le-citta-italiane-in-testa-alla-classifica-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/13004\/smog-e-morti-premature-le-citta-italiane-in-testa-alla-classifica-europea\/","title":{"rendered":"Smog e morti premature, le citt\u00e0 italiane in testa alla classifica europea"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-medium caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"534\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/02\/b26be492-gp0stq6zs_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4807\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/02\/b26be492-gp0stq6zs_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/02\/b26be492-gp0stq6zs_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/02\/b26be492-gp0stq6zs_web_size_with_credit_line-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/02\/b26be492-gp0stq6zs_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Cars on Neckartor Street in Stuttgart. Protective masks on a bridge as symbol for air pollution. <\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Ci sono diverse citt\u00e0 italiane in testa alla classifica sulle morti premature legate all\u2019inquinamento atmosferico, pubblicata proprio di recente su<a href=\"https:\/\/www.thelancet.com\/journals\/lanplh\/article\/PIIS2542-5196(20)30272-2\/fulltext\"> The Lancet Planetary Health<\/a> e relativa a pi\u00f9 di mille citt\u00e0 europee.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Lo studio fa riferimento al numero di morti premature attribuibili all\u2019inquinamento atmosferico che si sarebbero potute evitare, rispetto ai due principali inquinanti presi in esame, il particolato sottile (PM2.5) e il biossido di azoto (NO2), sulla base della popolazione e del tasso di mortalit\u00e0 di ogni citt\u00e0.<\/p>\n\n<p>Le due citt\u00e0 <a href=\"https:\/\/isglobalranking.org\/\">in testa alla classifica<\/a> di morti premature legate all\u2019inquinamento da PM2.5 sono Brescia e Bergamo, ma tra le prime dieci troviamo anche Vicenza e Saronno, mentre le citt\u00e0 italiane in cui l\u2019inquinamento da NO2 colpisce di pi\u00f9 sono Torino (al terzo posto) e Milano (al quinto).&nbsp;<\/p>\n\n<p>Nelle citt\u00e0 europee 51.900 di queste morti potrebbero essere evitate ogni anno, se solo il livello dei due inquinanti presi in considerazione per stilare questo ranking fosse mantenuto al di sotto delle soglie raccomandate dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS). In Italia, rispettando gli standard dell\u2019OMS, si potrebbero evitare ogni anno oltre 13 mila morti premature.<\/p>\n\n<p>Ma quali sono le principali fonti di particolato sottile (PM2.5) e biossido di azoto (NO2)?<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Particolato sottile e allevamenti intensivi<\/strong><\/h2>\n\n<p>Un<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/184484ca-ricerca-particolato-def.pdf\"> recente studio<\/a> che abbiamo realizzato in collaborazione con ISPRA, evidenzia che in Italia riscaldamento e allevamenti intensivi sono responsabili in totale del 54% del PM2.5. In particolare, il contributo degli allevamenti \u00e8 strettamente legato al gran numero di animali allevati e ha continuato a crescere, passando dal 7% del 1990 al 17% nel 2018. Un contributo ancora pi\u00f9 rilevante nelle zone ad alta concentrazione di allevamenti intensivi, come il bacino padano, dove si trovano le due citt\u00e0 italiane ai primi posti di questa classifica e dove anche la mortalit\u00e0 da Covid-19 \u00e8 stata particolarmente alta. Come ipotizzato dalla comunit\u00e0 scientifica, infatti, l\u2019esposizione costante alle polveri sottili potrebbe rendere le persone pi\u00f9 vulnerabili al virus.<\/p>\n\n<p>\u00c8 evidente che il nostro modello di produzione e consumo eccessivo di prodotti animali rappresenti un costo insostenibile per l\u2019ambiente e per la salute. Davanti a questi numeri \u00e8 necessario che le istituzioni si decidano a usare i fondi messi a disposizione dalla Politica Agricola Comune e dal Recovery Plan per avviare una riduzione della produzione e consumo di carne e una riconversione ecologica del settore.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Biossido di azoto e trasporti<\/strong><\/h2>\n\n<p>Il biossido di azoto viene largamente prodotto dal settore dei trasporti che, oltre all\u2019impatto sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria, \u00e8 anche responsabile di circa un quarto delle emissioni di gas serra in Italia. Per mettere davvero fine alla crisi dell\u2019inquinamento atmosferico e insieme all\u2019emergenza climatica, dobbiamo intervenire subito per cambiare il settore dei trasporti, puntando sull\u2019abbandono dei combustibili fossili e sulla mobilit\u00e0 sostenibile, elettrica e condivisa, a partire dalle citt\u00e0.<\/p>\n\n<p>La mobilit\u00e0 urbana \u00e8 stata ampiamente trascurata nella bozza del Recovery Plan trasmessa al Parlamento, per questo chiediamo al governo di rivedere le proposte e le cifre allocate per garantire una mobilit\u00e0 sostenibile, davvero accessibile per tutta la cittadinanza.<\/p>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. 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