{"id":13061,"date":"2021-02-04T11:53:24","date_gmt":"2021-02-04T10:53:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13061"},"modified":"2021-02-04T11:53:28","modified_gmt":"2021-02-04T10:53:28","slug":"allarme-plastica-nei-prodotti-per-il-make-up-greenpeace-serve-una-svolta-per-il-settore-italiano-della-cosmesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/13061\/allarme-plastica-nei-prodotti-per-il-make-up-greenpeace-serve-una-svolta-per-il-settore-italiano-della-cosmesi\/","title":{"rendered":"Allarme plastica nei prodotti per il Make-Up. Greenpeace: Serve una svolta per il settore italiano della cosmesi"},"content":{"rendered":"\n<p>Rossetti, lucidalabbra, mascara, cipria e fondotinta, ovvero alcuni dei prodotti pi\u00f9 comuni per il makeup e che entrano in contatto con occhi e bocca, contengono ingredienti in plastica. \u00c8 quanto emerge dal rapporto di Greenpeace \u201cIl trucco c\u2019\u00e8 ma non si vede\u201d in cui l\u2019organizzazione ambientalista ha verificato la presenza di questi materiali, sia nelle liste degli ingredienti che attraverso indagini di laboratorio, nei trucchi di undici marchi: Bionike, Deborah, Kiko, Lanc\u00f4me, Lush, Maybelline, Nyx, Pupa, Purobio, Sephora e Wycon. Si tratta di tipologie di prodotti non interessati dal divieto d\u2019uso di microplastiche in vigore in Italia dall\u2019inizio del 2020.<\/p>\n\n<p>\u201cLa pandemia che stiamo vivendo ci insegna che dobbiamo cambiare il rapporto uomo-natura, favorendo una riconversione green dell\u2019economia. \u00c8 paradossale che uno dei settori pi\u00f9 importanti del Made In Italy continui ad utilizzare, volontariamente, ingredienti in plastica che possono contaminare il pianeta e mettere a rischio la nostra salute\u201d dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. \u201cCon questa ricerca abbiamo constatato non solo l\u2019ampio utilizzo di particelle solide ma anche l\u2019uso massiccio di polimeri in forma liquida, semisolida e solubile, i cui effetti sulle persone e sull\u2019ambiente non sono del tutto noti\u201d.<\/p>\n\n<p>Nel 79 per cento dei 672 prodotti verificati online erano presenti materie plastiche e, tra questi, il 38 per cento era costituito da particelle solide note come microplastiche. I mascara sono risultati i prodotti in cui gli ingredienti in plastica erano pi\u00f9 frequenti (90 per cento dei prodotti controllati), seguita da rossetti e lucidalabbra (85 per cento) e fondotinta (74 per cento). Le cinque marche con le percentuali maggiori di prodotti con ingredienti in plastica sono risultate, nell\u2019ordine, Lush, Maybelline, Deborah, Sephora e Wycon. Le analisi di laboratorio, volte a verificare la presenza di microplastiche in 14 prodotti, hanno evidenziato la presenza di piccole particelle inferiori ai 5 millimetri come il polietilene (in 6 prodotti), il polimetilmetacrilato (in 2 prodotti), il nylon (in 2 prodotti) e il polietilene tereftalato (in 1 prodotto). Solo i prodotti dell\u2019azienda Purobio sono risultati privi di ingredienti in plastica.<\/p>\n\n<p>Greenpeace, prima di pubblicare i dati dell\u2019indagine, ha contattato tutte le aziende prese in esame, al fine di fornire un quadro esaustivo che tenesse in considerazione anche il loro punto di vista. Solo una ha risposto al questionario dell\u2019organizzazione ambientalista mentre Cosmetica Italia, divisione di Confindustria di cui fanno parte pi\u00f9 di 600 realt\u00e0 e principale organizzazione di categoria, cos\u00ec come tutte le altre aziende interpellate, non hanno ritenuto di rispondere alle richieste di Greenpeace. L\u2019associazione industriale si \u00e8 limitata a ribadire, con una nota stampa dello scorso 16 dicembre, l\u2019avvenuta eliminazione, a partire dal 2015, delle microplastiche dai cosmetici con azione esfoliante o da risciacquo, il cui uso \u00e8 oggi vietato in Italia.<\/p>\n\n<p>\u201cGli esiti di recenti ricerche condotte sulla placenta ci dicono che la plastica invade ormai anche i nostri corpi e non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo da perdere, bisogna subito ridurne drasticamente l\u2019uso, indipendentemente dalla quantit\u00e0 impiegata, in qualsiasi settore merceologico e prodotto, soprattutto laddove ci sono alternative disponibili. Esortiamo pubblicamente Cosmetica Italia e i suoi associati a guidare questa transizione verso la sostenibilit\u00e0\u201d conclude Ungherese.<\/p>\n\n<p>La plastica in forma di particelle \u00e8 stata trovata in ogni angolo del Pianeta e anche l\u2019uomo non \u00e8 immune a questa contaminazione. Di recente nella placenta umana sono state trovate microplastiche, alcune in polipropilene e altre colorate con pigmenti impiegati in numerosi prodotti di uso comune come rivestimenti, vernici, adesivi ma anche cosmetici, smalto per le unghie e prodotti per la cura della persona. Per aiutare le persone a scegliere i prodotti per make-up privi di ingredienti in plastica, gi\u00e0 disponibili sul mercato, Greenpeace rende disponibile una guida per le consumatrici e i consumatori che vogliono fin da subito iniziare a fare la loro parte in difesa del mare e del Pianeta.<\/p>\n\n<p>Scarica il rapporto \u201c<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/13055\/il-trucco-ce-ma-non-si-vede\/\">Il trucco c\u2019\u00e8 ma non si vede<\/a>\u201d<\/p>\n\n<p>Scarica la guida \u201c<a href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/guide\/trucco-tutorial-plastica\/\">Il trucco c\u2019\u00e8<\/a>\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni dei prodotti pi\u00f9 comuni per il makeup contengono ingredienti in plastica. Lo svelano le verifiche di Greenpeace sui prodotti di 11 marchi noti.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":12873,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[18,21,25,30],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-13061","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-mare","tag-inquinamento","tag-consumi","tag-salute","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13061","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13061"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13061\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13062,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13061\/revisions\/13062"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12873"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13061"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13061"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13061"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=13061"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}