{"id":13086,"date":"2021-02-10T18:30:00","date_gmt":"2021-02-10T17:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13086"},"modified":"2021-02-11T13:11:22","modified_gmt":"2021-02-11T12:11:22","slug":"greenpeace-italia-legambiente-e-wwf-italia-ricevute-dal-presidente-del-consiglio-incaricato-mario-draghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/13086\/greenpeace-italia-legambiente-e-wwf-italia-ricevute-dal-presidente-del-consiglio-incaricato-mario-draghi\/","title":{"rendered":"Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia ricevute dal Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia ricevute dal Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>\u201cL\u2019incontro \u00e8 stato un segnale importante sulla centralit\u00e0 delle politiche ambientali e climatiche. Ora serve allineare il Recovery Plan italiano al Green Deal europeo con obiettivi pi\u00f9 ambiziosi, una nuova stagione di semplificazioni, partecipazione territoriale e controlli efficaci\u201d<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>\u201cAccogliamo con soddisfazione la conferma arrivata da Draghi sulla creazione del ministero della transizione ecologica che metter\u00e0 al centro i temi ambientali\u201d.<\/strong><\/p>\n\n<p>\u201cL\u2019Europa ha deciso di rivoluzionare e decarbonizzare l\u2019economia continentale e sta chiedendo al nostro Paese di individuare progetti all\u2019altezza e approvare le riforme necessarie per non mancare l\u2019occasione del Next Generation EU, evitando gli errori del passato. L\u2019Italia non perda questa importante occasione per diventare pi\u00f9 verde, moderna e sostenibile. Confidiamo nel dialogo aperto in questa fase dal Premier incaricato Mario Draghi che ha deciso di ascoltare anche le voci e le proposte delle tre principali associazioni ambientaliste. Ci auguriamo che il lavoro del prossimo esecutivo sia davvero caratterizzato su politiche trasversali centrate sulla transizione ecologica\u201d. \u00c8 questo il messaggio che Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia hanno portato al Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi in occasione dell\u2019audizione prevista con le parti sociali, nel corso della quale le associazioni ambientaliste hanno illustrato le loro proposte&nbsp;per modificare radicalmente il Recovery Plan redatto dal precedente esecutivo e hanno accolto con soddisfazione&nbsp;la conferma arrivata da Draghi sulla creazione del ministero della transizione ecologica che metter\u00e0 al centro i temi ambientali.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Per rendere l\u2019Italia pi\u00f9 competitiva e sostenibile e per accelerare la transizione ecologica, serve spendere bene le risorse stanziate dall\u2019Europa e individuare al meglio i progetti su cui lavorare, ma \u00e8 importante anche aprire ad una nuova stagione di riforme trasversali, partecipazione dei cittadini e condivisione territoriale.&nbsp;In primis servono una visione coraggiosa e obiettivi coerenti, con pi\u00f9 semplificazioni sull\u2019economia verde, coniugate con controlli pubblici pi\u00f9 efficaci, un\u2019organizzazione burocratica competente, aggiornata professionalmente e all\u2019altezza della sfida, un maggiore coinvolgimento dei cittadini anche con una nuova legge sul dibattito pubblico che riguardi tutte le opere per la transizione verde. Si tratta di riforme necessarie per garantire qualit\u00e0 dei progetti, velocit\u00e0 della spesa e certezza del rispetto delle regole e che urge al pi\u00f9 presto mettere in campo.<\/p>\n\n<p>All\u2019incontro &#8211; a cui hanno partecipato per Greenpeace Italia il presidente Ivan Novelli e il direttore esecutivo Giuseppe Onufrio, per Legambiente il presidente nazionale Stefano Ciafani e il direttore generale Giorgio Zampetti, per il WWF Italia la presidente Donatella Bianchi e il vicepresidente Dante Caserta &#8211; sono state approfonditi alcuni temi specifici, dallo sviluppo delle rinnovabili all\u2019economia circolare, dalla mobilit\u00e0 sostenibile all\u2019innovazione industriale, dall\u2019agroecologia alle aree protette.<\/p>\n\n<p><strong>Lotta alla crisi climatica<\/strong>: sulla lotta alla crisi climatica alla luce dei nuovi obiettivi europei di riduzione delle emissioni di CO<sub>2<\/sub>&nbsp;che alzano gli obiettivi di riduzione dal 40% al 55% entro il 2030 \u00e8 fondamentale rivedere il Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC) e definire nuovi target, molto pi\u00f9 ambiziosi, sulle rinnovabili.&nbsp;Il necessario innalzamento degli obiettivi implica una forte crescita del contributo del fotovoltaico e dell\u2019eolico, e dunque la necessit\u00e0 di ripianificare gli interventi previsti sulla rete elettrica e sugli accumuli per lo stoccaggio dell\u2019elettricit\u00e0. Per raggiungere gli obiettivi climatici al 2030 \u00e8 per\u00f2 necessario&nbsp;sbloccare il settore delle rinnovabili, la cui velocit\u00e0 di espansione deve crescere di 5-6 volte rispetto alla situazione attuale, con misure di semplificazione e accelerazione delle procedure autorizzative dei nuovi impianti, per i rifacimenti degli impianti esistenti, in particolare per l\u2019eolico, promuovendo anche lo sviluppo dell\u2019eolico offshore, specie di quello galleggiante, e dell\u2019agrivoltaico che garantisce la convivenza tra produzione agricola ed energia solare. Oltre alla necessaria approvazione del Piano nazionale di adattamento climatico \u00e8 anche necessario procedere celermente ad una riforma fiscale in senso ambientale, che preveda in primis l\u2019eliminazione graduale dei sussidi ambientalmente dannosi, garantendo una giusta transizione alle categorie produttive e ai lavoratori oggi impegnati sul fronte delle fossili.<\/p>\n\n<p><strong>Economia circolare:&nbsp;<\/strong>per fronteggiare la strutturale carenza di materie prime e diffondere su tutto il territorio nazionale le esperienze uniche nel panorama mondiale che il nostro Paese pu\u00f2 vantare, \u00e8 fondamentale sviluppare al massimo tutte le potenzialit\u00e0 dell\u2019economia circolare,&nbsp; con la creazione di&nbsp; un Fondo che serva a finanziare prioritariamente progetti che riguardano i flussi di materiali e le azioni indicate nel nuovo Piano europeo per l&#8217;economia circolare dell&#8217;11 marzo 2020 con particolare riguardo agli interventi dedicati alla simbiosi industriale, al riciclo chimico, al riciclaggio dei rifiuti, all\u2019attivazione di sistemi di riutilizzo di prodotti a quelli che producono compost e biometano, perch\u00e9 per tendere all\u2019opzione \u201crifiuti zero\u201d a smaltimento realizzando anche impianti con cui recuperare materia e produrre energia rinnovabile.<\/p>\n\n<p><strong>Mobilit\u00e0 sostenibile<\/strong>: la mobilit\u00e0 nelle citt\u00e0 deve ripartire da un forte impulso al trasporto pubblico moderno, puntuale e a emissioni zero, alla realizzazione di spazi esclusivi e sicuri per chi si sposta in bici o sui mezzi della micromobilit\u00e0 elettrica, alla diffusione delle colonnine di ricarica e delle auto elettriche, dando priorit\u00e0 all\u2019accesso alla nuova mobilit\u00e0 nelle periferie. In quella extraurbana va sostenuta una massiccia \u201ccura del ferro\u201d, che permetta a milioni di pendolari di muoversi in modo civile su treni nuovi, frequenti e puntuali, e alle merci di spostarsi nel Paese passando dal mare alle citt\u00e0, scendendo dalle navi porta container e salendo su treni che le fanno arrivare nei centri urbani senza viaggiare su un Tir, per poi essere distribuite nelle citt\u00e0 con mezzi elettrici. I porti vanno dotati di banchine elettrificate per liberare dallo smog le comunit\u00e0 che lavorano all\u2019interno e quelle che vivono a ridosso delle aree portuali.<\/p>\n\n<p><strong>Vertenze ambientali:<\/strong>&nbsp;Le risorse europee vanno investite anche per promuovere una giusta transizione in quei territori al centro di vertenze ambientali e occupazionali molto pesanti (come, ad esempio, Taranto, Brindisi, il Sulcis, Gela e il siracusano) o dove sono attive ancora oggi le centrali a carbone da chiudere entro il 2025, senza sostituirle con impianti a gas. Per la riconversione dell\u2019industria caratterizzata da produzioni e prodotti inquinanti \u00e8 fondamentale promuovere l\u2019innovazione tecnologica con cicli produttivi che riducono l\u2019uso delle risorse e praticano esperienze di simbiosi industriale, con la costruzione di impianti della bioeconomia e della chimica verde completamente integrati alle produzioni agroalimentari del territorio, con progetti per la decarbonizzazione degli impianti siderurgici (a partire dall\u2019ex Ilva di Taranto) e della filiera degli idrocarburi attraverso la produzione e l\u2019uso di idrogeno verde, identificando i settori in cui \u00e8 utile e necessario, con adeguate misure di accompagnamento al lavoro.<\/p>\n\n<p><strong>Capitale naturale italiano:<\/strong>&nbsp;nel progetto per ricostruire l\u2019Italia sono necessari una strategia strutturata e progetti in grado di tutelare e ricostituire il capitale naturale italiano. All\u2019Italia serve un piano pi\u00f9 coerente con gli obiettivi del Green Deal, un PNRR che introduca anche obiettivi concreti e misurabili per la conservazione della biodiversit\u00e0, a cominciare dall\u2019implementazione del sistema delle Aree Protette ad almeno il 30% della superficie terrestre e marina entro il 2030 e da progetti di ripristino degli ecosistemi naturali che nel piano non hanno trovato spazio, come anche la gestione forestale sostenibile del patrimonio verde pi\u00f9 importante del Paese. Inoltre, nel piano serve un focus dedicato al mare e alla blue economy, fonte di ricchezza economica oltre che elemento fortemente caratterizzante della bellezza che tutto il mondo invidia al nostro Paese. Occorre puntare con forza sulla tutela del nostro patrimonio naturale, asset fondamentale per la salute, la sicurezza, il benessere e il rilancio del nostro Paese (che vanta una delle pi\u00f9 ricche biodiversit\u00e0 d\u2019Europa), nonch\u00e9 elemento centrale del Green Deal europeo e della Strategia Europea sulla Biodiversit\u00e0 che soprattutto per il restauro degli ambienti marini pu\u00f2 favorire la crescita delle aziende Hi-Tech e creare lavoro nel mezzogiorno.<\/p>\n\n<p>Occorre superare la logica della sommatoria di progetti, vecchi e nuovi, che non abbia quel respiro sistematico e quella ambizione che faccia compiere un salto di qualit\u00e0 al Paese&nbsp;nella sua capacit\u00e0 nell\u2019affrontare in futuro le sfide dettate dalle emergenze ambientale e sanitaria, condizionate in maniera determinante dai cambiamenti climatici e dalla perdita di biodiversit\u00e0. Senza cogliere la necessit\u00e0 di un piano strutturato di tutela e ricostruzione dei nostri ambienti naturali, non si coglie a pieno il senso del programma&nbsp;Next Generation UE&nbsp;che porta nel nome il proprio obiettivo: agire oggi per costruire un futuro pi\u00f9 sano, pi\u00f9 sicuro e pi\u00f9 sostenibile per le nuove generazioni.<\/p>\n\n<p><strong>Agricoltura:<\/strong>&nbsp;sull\u2019agricoltura \u00e8 fondamentale puntare sull&#8217;incremento del biologico o sulla promozione dell\u2019agroecologia per limitare l\u2019uso di prodotti agro-chimici, il consumo di plastica, acqua e fonti fossili, e sulla riduzione delle emissioni agricole e zootecniche seguendo quanto previsto dalle strategie europee Farm to Fork e Biodiversit\u00e0 al 2030. Per raggiungere questi obiettivi occorre utilizzare le risorse della PAC in modo diverso da quanto fatto fino ad oggi, impiegandole per qualificare in senso ambientale l\u2019agricoltura e per far diventare gli imprenditori agricoli co-protagonisti della rivoluzione circolare e rinnovabile al centro delle politiche europee.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Accogliamo con soddisfazione la creazione del ministero della transizione ecologica. 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