{"id":13139,"date":"2021-02-22T18:33:32","date_gmt":"2021-02-22T17:33:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13139"},"modified":"2024-02-23T10:17:29","modified_gmt":"2024-02-23T09:17:29","slug":"ci-risiamo-ecco-le-ennesime-pericolose-bugie-di-eni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/13139\/ci-risiamo-ecco-le-ennesime-pericolose-bugie-di-eni\/","title":{"rendered":"Ci risiamo, ecco le ennesime (pericolose) bugie di Eni"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-medium caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/11\/4e4628e8-gp0stu9s0_web_size_with_credit_line-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12707\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/11\/4e4628e8-gp0stu9s0_web_size_with_credit_line-2.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/11\/4e4628e8-gp0stu9s0_web_size_with_credit_line-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/11\/4e4628e8-gp0stu9s0_web_size_with_credit_line-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/11\/4e4628e8-gp0stu9s0_web_size_with_credit_line-2-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Activists from Greenpeace and the Friday for Future movement protest outside the ENI headquarters in Rome. <\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Nelle scorse ore <strong>Eni<\/strong> ha presentato i propri risultati finanziari e, insieme a essi, <a href=\"https:\/\/www.eni.com\/it-IT\/investitori.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il Piano investimenti 2021 -2024<\/a>. Abbiamo analizzato la strategia del <strong>Cane a Sei Zampe<\/strong>, e non abbiamo buone notizie per il <strong>clima<\/strong> e il <strong>Pianeta<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Come spesso accade in questi casi, la differenza tra quanto viene narrato e la realt\u00e0 dei fatti \u00e8 davvero enorme. Nonostante infatti i soliti annunci, rilanciati a reti praticamente unificate, quello che per l\u2019azienda \u00e8 un piano di investimenti \u201cgreen\u201d \u2013 che dovrebbe essere funzionale alla <strong>decarbonizzazione<\/strong> e dovrebbe puntare sulle <strong>rinnovabili<\/strong> \u2013 si rivela essere nei fatti una strategia all\u2019insegna del <strong><em>greenwashing<\/em><\/strong>. Che avr\u00e0 come risultato quello di aggravare la <strong>crisi climatica<\/strong> che gi\u00e0 oggi colpisce duramente <strong>l\u2019Italia<\/strong> e il <strong>Pianeta<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Perch\u00e9 parliamo di pericolose bugie? Lo spieghiamo in 4 punti:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\" type=\"1\"><li><strong><em>Inquinare oggi, decarbonizzare\u2026 dopodomani!<\/em><\/strong><\/li><\/ul>\n\n<p>Il titolo del Piano che Eni ha presentato parla di completa decarbonizzazione al 2050 (con maggior precisione: emissioni nette 0 al 2050). Obiettivo interessante, se non fosse che in realt\u00e0 l\u2019azienda prevede di abbattere il 75% delle proprie emissioni di CO2 dopo il 2030, per tagliare solamente il 25% entro il 2030. Ignorando quanto sostiene da tempo la <strong>comunit\u00e0 scientifica<\/strong>, ovvero che il decennio 2020-2030 \u00e8 quello in cui dobbiamo concentrare i massimi sforzi di decarbonizzazione. E negli anni che ormai ci restano fino al 2030, cos\u00ec decisivi per le sorti del Pianeta, Eni che fa? Anche in questo nuovo piano prevede di aumentare l&#8217;<strong>estrazione di gas<\/strong>, e di continuare a estrarre <strong>petrolio<\/strong>: due fonti responsabili dell\u2019emergenza climatica. Il piano sembra chiaro: oggi inquiniamo e\u2026 domani anche!<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-medium caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/09\/5bff3386-gp0sttjh8_web_size.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12345\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/09\/5bff3386-gp0sttjh8_web_size.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/09\/5bff3386-gp0sttjh8_web_size-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/09\/5bff3386-gp0sttjh8_web_size-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/09\/5bff3386-gp0sttjh8_web_size-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Greenpeace Italy activists take action against the oil drilling platform Prezioso, off the coast of Sicily.  <\/figcaption><\/figure>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong><em>Parole verdi e soldi neri<\/em><\/strong><\/li><\/ul>\n\n<p>Ormai il green va di moda, e non ci si pu\u00f2 esimere dal parlare di <strong>cambiamenti climatici<\/strong> ed energie rinnovabili. Eni lo sa, e infatti insiste spesso su questi temi. I nodi per\u00f2 vengono al pettine quando si trattata di indirizzare gli investimenti. A giudicare dalla comunicazione dell\u2019azienda ci si aspetterebbe che la maggior parte degli investimenti finisca in energie rinnovabili, come solare o eolico. E invece\u2026 sono di nuovo gas e petrolio a farla da padrone!<\/p>\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Come si vede dalla figura 2, infatti, su un capitale di investimento medio di circa 7 miliardi l\u2019anno, ben pi\u00f9 della met\u00e0 andr\u00e0 a gas e petrolio, e solo il 20% ad attivit\u00e0 green e al settore <em>retail,<\/em> considerati insieme. Significa che ogni <strong>10 euro<\/strong> di investimento, <strong>6,5 euro<\/strong> andranno ad attivit\u00e0 che aggravano la crisi climatica, e <strong>appena 2<\/strong> a quelle \u201cverdi\u201d. Come se non bastasse, dentro il calderone delle attivit\u00e0 \u201cgreen\u201d, in perfetto stile <em>greenwashing<\/em>, non ci sono solo le energie rinnovabili (e il settore <em>retail<\/em>), ma anche concetti vaghi di decarbonizzazione (perfino la <strong>cattura e lo stoccaggio della CO2<\/strong>), <strong>economia circolare<\/strong> (che spesso significa bruciare rifiuti, e di conseguenza inquinare), <strong>bioraffinerie<\/strong>. Insomma, diciamo che di questi famosi 10 euro, alle energie rinnovabili saranno destinati addirittura meno di 2 euro. Con buona pace della crisi climatica.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-medium caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"332\" height=\"404\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/02\/9565e6ca-figura-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-13140\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/02\/9565e6ca-figura-2.png 332w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/02\/9565e6ca-figura-2-247x300.png 247w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/02\/9565e6ca-figura-2-279x340.png 279w\" sizes=\"auto, (max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/><\/figure>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong><em>Rinnovabili: poche e in un futuro lontano<\/em><\/strong><\/li><\/ul>\n\n<p>Avendo verificato quanto siano le esigue risorse destinate alle energie rinnovabili &#8211; unica vera soluzione per decarbonizzare il mix energetico dell\u2019azienda &#8211; non stupisce come gli obiettivi sul tema siano assolutamente insufficienti. Eni prevede di installare entro il 2024 appena 4GW di rinnovabili. Una quota imbarazzante, che non migliora neppure al 2030, quando l\u2019azienda si pone un obiettivo di 15GW di capacit\u00e0 installata. Per fare un paragone con altre grandi aziende del settore del petrolio e del gas: <strong>British Petroleum (BP)<\/strong> ha un obiettivo di 50GW entro il 2030, mentre \u2013 facendo riferimento alla stessa data &#8211; la francese <strong>Total<\/strong> punta a quota 100GW. Anche questi sono ovviamente solo \u201cannunci\u201d, e in entrambi i casi parliamo di aziende petrolifere ben lontane dal fare ci\u00f2 che serve per contrastare la crisi climatica. Ma persino la loro insufficienza risplende di fronte agli imbarazzanti obiettivi del Cane a sei zampe.<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong><em>Tagliare seriamente le emissioni? No, meglio nasconderle<\/em><\/strong><\/li><\/ul>\n\n<p>Tagliare le emissioni di CO2 \u00e8 l\u2019unica soluzione per contrastare l\u2019emergenza climatica. Non ci sono altre vie. Se vogliamo evitare di vedere sempre pi\u00f9 <strong>alluvioni<\/strong>, <strong>esondazioni<\/strong>, <strong>siccit\u00e0<\/strong>, <strong>scioglimento di ghiacciai<\/strong> mettere in ginocchio le nostre citt\u00e0 e la nostra economia, dobbiamo smettere di emettere <strong>CO2<\/strong>. E dunque di bruciare <strong>gas<\/strong> <strong>fossile<\/strong>, <strong>petrolio<\/strong> e <strong>carbone<\/strong>. Eni questo non sembra averlo capito, e infatti piuttosto che diminuire l\u2019uso di questi combustibili fossili (nel Piano 2021-2014 la produzione aumenta del 4% l\u2019anno) preferisce \u201cnascondere le emissioni\u201d. Per il suo piano di sostenibilit\u00e0, infatti, l\u2019azienda di San Donato Milanese punta molto sull\u2019assorbimento delle emissioni da parte delle foreste e sulla cattura e lo stoccaggio della CO2,  <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/green-and-blue\/2021\/02\/16\/news\/la_chimera_del_carbon_capture_and_storage-287141149\/?fbclid=IwAR3IL6cQsuieuqLVwXOc5nZsSl7OHu5IVcYku-n2ygLZnamqqeJwpwyffLI\">tecnologia costosissima e finora rimasta ai margini nonostante gli investimenti dell\u2019industria petrolifera<\/a>.<\/p>\n\n<p>Per quanto riguarda i progetti legati alle foreste, relativi alla categoria <strong>REDD+<\/strong>, \u00e8 innanzitutto poco etico pensare di poter usare un bene comune, in cui spesso vivono delle comunit\u00e0, per rendicontare un assorbimento delle proprie emissioni. Inoltre, le foreste non possono essere uno \u201cstrumento\u201d per consentire di continuare a bruciare combustibili fossili: se tutte le aziende del settore fossile imitassero questa strategia di Eni, non basterebbe un intero Pianeta ricoperto di foreste per assorbire le emissioni del settore energetico.<\/p>\n\n<p>La cattura e lo stoccaggio della CO2 \u00e8 invece una tecnologia estremamente costosa \u2013 <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/12990\/recovery-la-scomparsa-dei-progetti-fossili-di-eni-e-una-buona-notizia-speriamo-sia-davvero-cosi\/\">per la quale l\u2019azienda ha cercato di accedere ai soldi pubblici del PNRR<\/a> \u2013 e dai dubbi risultati. Di recente, ad esempio, ha chiuso negli Stati Uniti un impianto che usava questa tecnologia . E la stessa Eni riporta 6 progetti su cui puntare per ridurre le emissioni. Ma, di questi, al momento solo uno risulta oggi attivo, in Norvegia.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-medium caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/11\/89427a73-gp0sttjhc_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12688\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/11\/89427a73-gp0sttjhc_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/11\/89427a73-gp0sttjhc_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/11\/89427a73-gp0sttjhc_web_size_with_credit_line-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/11\/89427a73-gp0sttjhc_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Greenpeace Italy activists take action against the oil drilling platform Prezioso, off the coast of Sicily. <br><\/figcaption><\/figure>\n\n<p><strong><em>Conclusione: anche questo \u00e8 un piano che aggrava la crisi climatica<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Andando oltre i paroloni usati nella comunicazione aziendale, risulta subito chiaro come Eni &#8211; che nel 2018 ha emesso 537 milioni di tonnellate di CO2 (pi\u00f9 dell\u2019Italia intera) &#8211; non abbia alcuna intenzione di cambiare il proprio business. Nei prossimi anni estrarr\u00e0 e brucer\u00e0 pi\u00f9 gas e pi\u00f9 petrolio, mentre le rinnovabili continueranno ad essere pressappoco ignorate.<\/p>\n\n<p>Per cercare per\u00f2 di darsi una bella patina di verde, l\u2019azienda ha puntato su obiettivi di decarbonizzazione nel lungo periodo, rimandando il taglio delle emissioni ad un futuro lontano e contando su tecnologie oggi non sostenibili.<\/p>\n\n<p>Se da una parte il <em>greenwashing<\/em> dell\u2019azienda \u00e8 diretto ai suoi clienti &#8211; che il Cane a sei zampe spera restino affezionati e aumentino di numero &#8211; dall\u2019altra le destinatarie di questa comunicazione sono la politica italiana (che si \u00e8 bevuta compiacente queste bufale, come dimostra il Piano Nazionale Italiano Energia e Clima \u2013 <strong>PNIEC<\/strong> \u2013 che va \u201ca tutto gas\u201d) e, soprattutto, l\u2019<strong>Unione europea<\/strong>. \u00c8 ben noto a tutte e tutti come stiano per arrivare tantissimi soldi dall\u2019Europa, nell\u2019ambito del <strong>Recovery Plan<\/strong>, fondi che saranno disponibili solo per aziende con un piano di decarbonizzazione ambizioso.<\/p>\n\n<p>Ed ecco qua spiegato l\u2019improvviso salto in avanti di Eni, che solo lo scorso anno ipotizzava di tagliare le emissioni dell\u201980% entro il 2050. E che oggi invece dice di arrivare a emissioni nette zero per tale data. Evidentemente, con l\u2019obiettivo primario di prendere soldi per continuare il proprio business, e non di contrastare l\u2019emergenza climatica in corso. Peccato solo che il piano presentato venerd\u00ec scorso sia vago, non credibile e soprattutto preveda gli sforzi maggiori in un futuro lontano e i danni (emissioni) maggiori\u2026 domani.<\/p>\n\n<p>Siamo certi che questo tentativo di tingersi di verde non sfuggir\u00e0 n\u00e9 a cittadine e cittadini, n\u00e9 alle istituzioni, nazionali ed europee. Noi continueremo a sottolineare ogni giorno come Eni sia un\u2019<strong>azienda di Stato<\/strong> e come stia aggravando l\u2019emergenza climatica.<\/p>\n\n<p>Per questo chiediamo al pi\u00f9 grande colosso energetico italiano di:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Fermare nuove ricerche di gas e petrolio.<\/li><li>Diminuire immediatamente l&#8217;estrazione di idrocarburi, e non aumentarla come previsto nel piano 2021-24.<\/li><li>Abbattere le emissioni grazie alla diminuzione e al progressivo azzeramento dell&#8217;uso di combustibili fossili, e non puntare su CCS e REDD+ come strumenti di compensazione.<\/li><li>Realizzare almeno 55GW di rinnovabili entro il 2030.<\/li><li>Investire in carburanti green davvero rinnovabili, come i combustibili sintetici da elettricit\u00e0 rinnovabili o l\u2019idrogeno verde.<\/li><\/ul>\n\n<p>Noi continueremo a vigilare e informarvi, perch\u00e9 <strong>le bugie di Eni<\/strong> hanno le zampe corte.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-medium caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/17d7c9ef-gp0stonsn_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7247\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/17d7c9ef-gp0stonsn_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/17d7c9ef-gp0stonsn_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/17d7c9ef-gp0stonsn_web_size_with_credit_line-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/04\/17d7c9ef-gp0stonsn_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>An activist holds a banner reading &#8216;Climate Change Starts Here&#8217;  during the occupation of the \u2018Prezioso\u2019 offshore oil rig operated by the Italian oil company ENI in the Sicilian Channel.  <\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. 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