{"id":13181,"date":"2021-02-26T10:51:17","date_gmt":"2021-02-26T09:51:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13181"},"modified":"2021-12-01T13:37:10","modified_gmt":"2021-12-01T12:37:10","slug":"quei-rimboschimenti-non-ci-convincono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/13181\/quei-rimboschimenti-non-ci-convincono\/","title":{"rendered":"Quei rimboschimenti non ci convincono"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized  caption-style-medium caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/37290785-gp0str3iq-1024x575.jpg\" title=\"Forest West of Stor-Gravberget in Sweden. \u00a9 Edward Beskow\" alt=\"Forest West of Stor-Gravberget in Sweden. \u00a9 Edward Beskow\" class=\"wp-image-2952\" width=\"795\" height=\"446\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/37290785-gp0str3iq-1024x575.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/37290785-gp0str3iq-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/37290785-gp0str3iq-768x431.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/37290785-gp0str3iq-510x286.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/37290785-gp0str3iq.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 795px) 100vw, 795px\" \/><figcaption>Aerial view of forest. Greenpeace is documenting forest and forestry activities in the Swedish part of the Great Northern Forest. <div class=\"credit icon-left\"> \u00a9 Edward Beskow<\/div><\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Sembra che <strong>piantare alberi <\/strong>sia diventata la soluzione a tutti i problemi ambientali. Nonostante l\u2019indubbio valore delle <strong>foreste<\/strong> e degli <strong>alberi<\/strong>, spesso il ruolo centrale che potrebbero giocare nell\u2019aiutarci ad <strong>affrontare la crisi climatica<\/strong> in corso, viene stravolto. Si moltiplicano cos\u00ec gli esempi di <em>greenwashing<\/em>, cio\u00e8 di false soluzioni per nascondere dietro una \u201c<em>patina verde<\/em>\u201d problemi ben pi\u00f9 complessi. L\u2019anno scorso, per esempio, vi abbiamo raccontato perch\u00e8 <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/7132\/giornata-mondiale-foreste-non-si-azzerano-le-emissioni-piantando-alberi\/\">non si azzerano le emissioni piantando alberi<\/a>. Oggi vogliamo farvi un altro esempio che riguarda i cosiddetti \u201c<strong>interventi compensativi di rimboschimento<\/strong>\u201d, partendo da un caso emblematico.<\/p>\n\n<p>A gennaio di quest\u2019anno, \u00e8 terminata con parere positivo<a href=\"http:\/\/www.regione.lazio.it\/binary\/rl_main\/tbl_documenti\/RIF_DD_G00363_19_01_2021.pdf\"> la valutazione di incidenza ambientale della <strong>Regione Lazio<\/strong><\/a> al Piano che riguarda gli \u201cinterventi per la ristrutturazione e l&#8217;ampliamento degli impianti sciistici nel comprensorio sciistico del <strong>Monte Terminillo<\/strong>&#8221; (TSM2). La notizia ha preoccupato numerosi comitati locali, movimenti e associazioni dedicate alla salvaguardia del patrimonio boschivo italiano.<br>Il progetto TSM2, infatti, rischia di avere un impatto inaccettabile sui boschi: <a href=\"https:\/\/www.wwfroma.it\/aggiornamenti-dal-wwf-roma\/767-terminillo-il-nuovo-progetto-vuole-abbattere-17-ettari-di-bosco-improponibile\">secondo il WWF ROMA<\/a>, si stima <strong>l\u2019abbattimento<\/strong> di circa 17 ettari di <strong>bosco<\/strong>, 1.700 alberi vetusti e la perdita di circa 6.5000 metri quadri di <strong>praterie primarie<\/strong>. La Regione pensa di poter ovviare a questa perdita con interventi compensativi di rimboschimento non ben specificati: un\u2019idea che non ci convince per niente, visto che questo tipo di interventi spesso \u00e8 inutile o addirittura dannoso.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n<p>Perch\u00e8? L\u2019abbiamo chiesto al&nbsp; Dott. <a href=\"http:\/\/unitus-public.gomp.it\/Docenti\/Render.aspx?UID=60a75a6f-f3ea-4fd1-aa3e-e403a7b6a34d\">Goffredo Filibeck, ricercatore di Botanica Ambientale e Applicata presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi della Tuscia<\/a>.<\/p>\n\n<p>Per la realizzazione di opere pubbliche o private che hanno un elevato impatto sul territorio, vengono spesso proposti&nbsp; interventi cosiddetti \u201c<em>compensativi<\/em>\u201d.<strong>&nbsp; L\u2019idea \u00e8 quella di ricostruire altrove l\u2019ecosistema distrutto,<\/strong> o di creare nuovi ecosistemi a fini di generica compensazione di altre forme di danno ambientale. Spesso il rilascio dell\u2019autorizzazione a costruire l\u2019opera \u00e8 subordinato alla realizzazione di queste \u201ccompensazioni\u201d; esse sono previste anche dalla (peraltro benemerita) <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/?uri=legissum:l28076\">Direttiva Habitat dell\u2019Ue<\/a>, quando un\u2019opera abbia un impatto negativo sugli ecosistemi protetti dalle norme europee, ma debba comunque essere realizzata.<\/p>\n\n<p>In Italia, gli<strong> interventi compensativi <\/strong>vengono molto spesso interpretati in modo piuttosto semplicistico<strong>: consistono <\/strong>solitamente<strong> nel piantare alberi.<\/strong> Questo tipo di intervento \u00e8 previsto anche dal recente <a href=\"https:\/\/www.politicheagricole.it\/flex\/cm\/pages\/ServeBLOB.php\/L\/IT\/IDPagina\/12774\">Testo Unico in materia forestale<\/a>, che in caso di trasformazione di una <strong>superficie boscata <\/strong>richiede che ci\u00f2 venga compensato piantando <strong>alberi<\/strong> altrove.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Purtroppo, ad un\u2019analisi scientifica appare che le \u201c<em>compensazioni<\/em>\u201d sono spesso inutili;&nbsp; talvolta addirittura dannose.<\/p>\n\n<p>Perch\u00e9 inutili? In primo luogo, \u00e8 molto difficile <strong>ricostituire un ecosistema forestale<\/strong>. <strong>Un bosco non \u00e8 una somma di alberi<\/strong>: \u00e8 un sistema molto complesso di cui gli <strong>alberi<\/strong> sono solo la parte pi\u00f9 vistosa, ma che per svolgere le sue funzioni deve essere composto da una specifica flora di erbe e arbusti del <strong>sottobosco<\/strong>, dagli <strong>insetti<\/strong> che su queste piante si alimentano o riproducono, dagli <strong>uccelli<\/strong> e <strong>mammiferi<\/strong> che diffondono i <strong>semi<\/strong>, ecc. <\/p>\n\n<p>Piantare alberi \u00e8 molto facile, ma introdurre le piante del sottobosco \u00e8 tecnicamente molto difficile; per cui generalmente ci si limita a piantare le specie arboree. Manca negli organi pubblici la consapevolezza della complessit\u00e0 del problema, che viene ridotto alla semplice <strong>piantumazione di alberi<\/strong>, senza alcuna valutazione scientifica. Purtroppo, per\u00f2, la flora tipica del sottobosco ha dei meccanismi di dispersione (ossia le strategie con cui fa viaggiare i suoi semi) scarsamente efficienti. Pertanto, queste piante possono impiegare anche <strong>parecchi secoli <\/strong>a ricolonizzare un rimboschimento. Questo significa che <strong>proprio quelle specie che pi\u00f9&nbsp; avrebbero bisogno di essere tutelate&nbsp; sono quelle che beneficeranno meno delle riforestazioni.<\/strong><\/p>\n\n<p>Inoltre, questi interventi vengono spesso realizzati in terreni agricoli abbandonati o riconvertiti a questo scopo. Sfortunatamente, la flora di sottobosco \u00e8 adattata a suoli poveri di fosforo e, pertanto, difficilmente pu\u00f2 crescere su suoli agricoli, a causa dell\u2019accumulo di questo elemento, dovuto alle concimazioni. Gli alberi piantati in un campo abbandonato non saranno un \u201c<strong>bosco<\/strong>\u201d, ma solo delle file di tronchi con sotto un tappeto di&nbsp; <strong>specie infestanti<\/strong> di scarsissimo valore ecologico, che \u201cesplodono\u201d nei suoli troppo fertilizzati, come rovi ed ortiche.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n<p>Anche quando l\u2019 ecosistema distrutto dalle grandi opere non \u00e8 un bosco, la sua ricostruzione altrove pu\u00f2 essere molto difficile. Ad esempio, le <strong>praterie seminaturali<\/strong> (ossia i pascoli formati da specie spontanee delle aree collinari&nbsp; e montane, di eccezionale valore per la biodiversit\u00e0), presentano sfide molto complesse per essere ripiantate, tra cui il fatto che anche la loro flora \u00e8 molto sensibile all\u2019eccesso di nutrienti nel suolo.<\/p>\n\n<p>Assai singolare \u00e8 poi l\u2019idea (molto diffusa in Italia) di \u201ccompensare\u201d&nbsp;mediante la <strong>creazione di nuovi boschi<\/strong> quei danni al territorio diversi dalla <strong>deforestazione<\/strong>, come ad esempio la penetrazione di grandi infrastrutture stradali in territori ancora paesaggisticamente integri: il danno di tipo culturale (la distruzione di un paesaggio \u201cantico\u201d e il valore inestimabile rappresentato dagli spazi \u201cvuoti\u201d)<strong> <\/strong>e quello ecologico (il disturbo alla fauna, l\u2019interruzione dei corridoi ecologici, l\u2019apertura di un canale d\u2019ingresso per le specie esotiche invasive) non hanno nulla a che vedere con gli eventuali benefici apportati dalla piantumazione di nuovi boschi.<\/p>\n\n<p>E perch\u00e9 le \u201ccompensazioni\u201d sono talora addirittura dannose?&nbsp; Il problema \u00e8 la scelta dei siti. In Italia e in Europa, spesso gli alberi vengono piantati in ambienti naturali a torto ritenuti \u201cdegradati\u201d, come le <strong>praterie seminaturali<\/strong> citate sopra, i boschi radi, le <strong>garighe<\/strong> (forme di bassa macchia mediterranea). In altri continenti, vengono prese di mira le savane e le praterie aride. Tutti questi ambienti, in realt\u00e0, hanno una <strong>biodiversit\u00e0<\/strong> importantissima, ospitando piante e animali che non possono vivere nei <strong>boschi<\/strong> chiusi. Essi hanno talora un\u2019origine antropica, in quanto generati da pascolo o incendi di origine umana, ma ecosistemi di questo tipo esistevano ben prima che l\u2019essere umano modificasse il paesaggio, a causa del ruolo svolto dagli incendi naturali e dalle immense mandrie di erbivori selvatici che esistevano anche in Italia millenni fa, prima che l\u2019essere umano li portasse all\u2019estinzione. <strong>Piantare alberi nelle praterie del nostro Paese,<\/strong> cos\u00ec come nelle steppe del Nordafrica o nelle savane tropicali, <strong>distrugge la loro enorme biodiversit\u00e0<\/strong>, sostituendola con un ambiente questo s\u00ec \u201cdegradato\u201d, vista la difficolt\u00e0 di ricreare un ecosistema forestale.<\/p>\n\n<p>Non solo:<strong> <\/strong>anche sotto il profilo dell\u2019<strong>assorbimento della CO<sub>2<\/sub>, piantare alberi <\/strong>in ecosistemi di prateria pu\u00f2 essere controproducente, in quanto le erbe immagazzinano carbonio nel sottosuolo, uno stoccaggio pi\u00f9 sicuro e duraturo di quello operato dal legno degli alberi. Anche l\u2019idea, molto diffusa, che gli alberi proteggano il suolo dall\u2019erosione pi\u00f9 di una prateria \u00e8 troppo semplicistica (talora \u00e8 vero addirittura il contrario, dipende dal tipo di bosco e dal tipo di prateria).<\/p>\n\n<p>Purtroppo, contrariamente all\u2019opinione comune, piantare alberi non \u00e8 necessariamente \u201c<em>un regalo alla natura<\/em>\u201d. \u00c8 certamente molto utile e benefico (per la salute umana) piantare alberi in citt\u00e0 o in aree industriali e degradate dall\u2019inquinamento; pu\u00f2 essere talora utile (per gli ecosistemi) piantare alberi in ambienti naturali in casi particolari, ad esempio per favorire specie animali minacciate;&nbsp; ma la visione semplicistica che vede <strong>la riforestazione come la soluzione<\/strong> di tutti i mali, dal cambiamento climatico alla distruzione delle foreste naturali, non ha purtroppo fondamento nella complessa realt\u00e0 del funzionamento della biosfera.<\/p>\n\n<p>Le \u201ccompensazioni\u201d forniscono un comodo alibi per continuare a consumare il territorio, una delle risorse pi\u00f9 limitate che abbiamo: non ci sono scorciatoie rispetto a conservare le foreste e gli altri ecosistemi dove sono<strong>.<\/strong><\/p>\n\t\t\t<section\n\t\t\tclass=\"boxout post-5612 \"\n\t\t\t\n\t\t>\n\t\t\t<a\n\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\tdata-ga-action=\"Image\"\n\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\tclass=\"cover-card-overlay\"\n\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/le-foreste-stanno-svanendo\/\" \n\t\t\t><\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<img\n\t\t\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/064cb29a-gp0stqfkj_high_res-1024x684.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tsrcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/064cb29a-gp0stqfkj_high_res-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/064cb29a-gp0stqfkj_high_res-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/064cb29a-gp0stqfkj_high_res-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/064cb29a-gp0stqfkj_high_res-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/064cb29a-gp0stqfkj_high_res.jpg 1200w\"\n\t\t\t\t\t\tsizes=\"(min-width: 1000px) 358px, (min-width: 780px) 313px, 88px\"\n\t\t\t\t\t\talt=\"\" title=\"\"\n\t\t\t\t\/>\n            \t\t\t<div class=\"boxout-content\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a\n\t\t\t\t\t\tclass=\"boxout-heading medium\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-action=\"Title\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/le-foreste-stanno-svanendo\/\"\n\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t>\n\t\t\t\t\t\tLe foreste stanno svanendo nel nulla\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p class=\"boxout-excerpt\">Le foreste, vitali per il clima e la biodiversit\u00e0, stanno scomparendo. Se vogliamo proteggere il pianeta e noi stessi, dobbiamo fermare la deforestazione. <\/p>\n\t\t\t\t                                    <a\n                        class=\"btn btn-primary\"\n                        data-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n                        data-ga-action=\"Call to Action\"\n                        data-ga-label=\"n\/a\"\n                        href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/le-foreste-stanno-svanendo\/\"\n                        \n                    >\n                        Partecipa\n                    <\/a>\n                \t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/section>\n\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le \u201ccompensazioni\u201d forniscono un comodo alibi per continuare a consumare il territorio<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":2952,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[22,27,36],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-13181","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-biodiversita","tag-agricoltura","tag-foreste","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13181","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13181"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13181\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14617,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13181\/revisions\/14617"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2952"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13181"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13181"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13181"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=13181"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}