{"id":13235,"date":"2021-03-11T11:01:47","date_gmt":"2021-03-11T10:01:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13235"},"modified":"2025-07-02T09:27:53","modified_gmt":"2025-07-02T07:27:53","slug":"fukushima-10-anni-dopo-disastro-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/13235\/fukushima-10-anni-dopo-disastro-nucleare\/","title":{"rendered":"Fukushima, 10 anni dopo \u00e8 una ferita ancora aperta"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-medium caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"691\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/b0f5dd34-gp02bh0-1024x691.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13236\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/b0f5dd34-gp02bh0-1024x691.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/b0f5dd34-gp02bh0-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/b0f5dd34-gp02bh0-768x518.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/b0f5dd34-gp02bh0-504x340.jpg 504w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/b0f5dd34-gp02bh0.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>A satellite image shows damage at Fukushima I Nuclear Power Plant In Fukushima Prefecture.  The damage was caused by the offshore earthquake that occurred on 11 March 2011.<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Oggi ricorrono i 10 anni dal terribile <strong>disastro nucleare di Fukushima<\/strong>, il secondo pi\u00f9 grave della storia dopo <strong>Chernobyl<\/strong>, avvenuto a seguito del violento tsunami che colp\u00ec il Giappone e la centrale nucleare di Daichii Fukushima l\u201911 marzo 2011.<\/p>\n\n<p>Anche se 10 anni sembrano tanti, non bastano a spazzare via la pesante e complessa eredit\u00e0 del disastro, con cui la popolazione locale e le aree colpite devono fare i conti ancora oggi. <\/p>\n\n<p>Basta guardare alla situazione di Fukushima oggi per capire che i problemi causati dal disastro sono tutt\u2019altro che risolti. Secondo le stime del governo, ci sono almeno <strong>35.000 persone ancora sfollate<\/strong> a causa dell\u2019incidente. Le nostre ultime indagini sui <strong>livelli di decontaminazione<\/strong> dell\u2019area e lo stato di avanzamento del piano di <strong>smantellamento della centrale<\/strong> dimostrano inoltre che la strategia del governo non sta funzionando.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I livelli di contaminazione sono ancora alti<\/strong><\/h3>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-medium caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/725324b8-gp02c42-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13237\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/725324b8-gp02c42-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/725324b8-gp02c42-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/725324b8-gp02c42-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/725324b8-gp02c42-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/725324b8-gp02c42.jpg 1199w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>A Greenpeace team member holds a Geiger counter displaying radiation levels of 8.39 micro Sievert per hour in Iitate village, 40km northwest of the crisis-stricken Fukushima Daiichi nuclear plant, and 20km beyond the official evacuation zone<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Dal 26 marzo 2011, un team di esperti in radiazioni di Greenpeace ha raccolto dati sulle <strong>conseguenze radiologiche del disastro<\/strong> di Fukushima, per un totale di 32 indagini, l\u2019ultima della quale a novembre 2020.<\/p>\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-japan-stateless\/2021\/03\/ff71ab0b-finalfukushima2011-2020_web.pdf\">Queste indagini<\/a> mostrano  che gli sforzi per la decontaminazione dell\u2019area da parte del governo sono stati fino ad ora limitati: <strong>i livelli di radiazione<\/strong> nelle citt\u00e0 di Iitate e Namie, nella prefettura di Fukushima restano ancora oggi elevati e in alcune aree sono superiori ai limiti di sicurezza. Ci\u00f2 avviene anche nelle aree in cui gli ordini di evacuazione sono stati revocati nel 2017, potenzialmente esponendo la popolazione a un maggiore rischio di cancro. Le nostre indagini mostrano anche che l\u201985% degli 840 chilometri quadrati della<strong> Special Decontamination Area (SDA)<\/strong>, per cui il governo \u00e8 responsabile della decontaminazione, \u00e8 ancora contaminata da <strong>cesio radioattivo<\/strong>. Fino al 2018 sono stati impiegati (ed esposti a rischi ingiustificati di radiazioni) decine di migliaia di lavoratori, la maggior parte dei quali subappaltatori mal pagati \u2013 come hanno mostrano le nostre indagini, per un programma di decontaminazione limitato e inefficace.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un nuovo piano di smantellamento \u00e8 necessario<\/strong><\/h3>\n\n<p>Anche il piano del governo per lo smantellamento della centrale di Daichii si sta rivelando un fallimento: il piano risulta <strong>irrealizzabile nell\u2019arco di tempo di 30-40 anni definito dall\u2019attuale tabella di marcia<\/strong> del governo, come dimostra <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-japan-stateless\/2021\/03\/20cf92ab-decomrep_final2.pdf\">la nostra analisi<\/a>. Cos\u00ec com\u2019\u00e8, il piano non riesce ad evitare che la contaminazione delle acque sotterranee e quelle accumulate nei serbatoi continui ad aumentare in futuro e rischia di generare problemi di ricontaminazione dovuti al trasferimento dei materiali radioattivi dalla centrale. E\u2019 necessario un ripensamento fondamentale dell\u2019approccio, che includa un piano credibile di <strong>recupero delle centinaia di tonnellate di detriti di combustibile nucleare<\/strong> che rimangono all\u2019interno del sito.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large  caption-style-medium caption-alignment-center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"449\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/2311a41b-gp0stumg5_web_size.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13238\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/2311a41b-gp0stumg5_web_size.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/2311a41b-gp0stumg5_web_size-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/2311a41b-gp0stumg5_web_size-768x431.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/2311a41b-gp0stumg5_web_size-510x286.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Bags with nuclear waste in Obori, Namie-town inside the highly contaminated exclusion zone in Namie, Fukushima prefecture. <\/figcaption><\/figure>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le responsabilit\u00e0 del governo&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n<p>Le nostre analisi sugli attuali livelli di radiazione nelle aree di Itatie e Namie e sul piano di smantellamento della centrale di Fukusima Daichii mostrano che il <strong>governo non sta facendo abbastanza.<\/strong> In particolare, i governi che si sono succeduti negli ultimi 10 anni hanno mistificato l\u2019efficacia di un piano nazionale di decontaminazione che \u00e8 in realt\u00e0 <strong>deludente e senza prospettive di successo<\/strong>, in tal modo ingannando il popolo giapponese e ignorando i rischi radiologici. <\/p>\n\n<p>Per porre fine a <strong>10 anni di inganni<\/strong> e rimediare agli errori compiuti fino ad oggi, il governo giapponese dovrebbe fornire un giusto risarcimento ai sopravvissuti di Fukushima e rivedere il suo piano energetico per dare finalmente priorit\u00e0 alla sicurezza della popolazione. Ha un solo modo per farlo: <strong>eliminare per sempre l&#8217;energia nucleare<\/strong> (come chiedono tra l\u2019altro la maggior parte dei cittadini giapponesi), e rinunciando a sostituirla con fonti di energia fossile che alimentano la crisi climatica in corso, ovvero con nuove centrali a carbone. Guardando agli scenari futuri, il governo giapponese pu\u00f2 e deve decidere di investire in fonti di energia rinnovabile decentralizzate che siano relativamente resistenti ai terremoti e ad altri eventi meteorologici estremi. Solo cos\u00ec pu\u00f2 <strong>mettere al sicuro i suoi cittadini <\/strong>ed evitare che disastri come Fukushima si ripetano ancora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi ricorrono i 10 anni dal terribile disastro nucleare di Fukushima, il secondo pi\u00f9 grave della storia dopo Chernobyl.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":13236,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Fukushima, 10 anni dopo \u00e8 una ferita ancora aperta","p4_og_description":"Oggi ricorrono i 10 anni dal terribile disastro nucleare di Fukushima, il secondo pi\u00f9 grave della storia dopo Chernobyl.","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[30,32,21,51],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-13235","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-salute","tag-energia","tag-inquinamento","tag-nucleare","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13235","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13235"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13235\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28166,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13235\/revisions\/28166"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13236"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13235"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13235"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13235"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=13235"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}