{"id":1324,"date":"2016-08-09T12:17:42","date_gmt":"2016-08-09T12:17:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/uncategorized\/1324\/dal-cuore-dellamazzonia-al-cuore-delle-aziende\/"},"modified":"2019-11-06T09:53:34","modified_gmt":"2019-11-06T08:53:34","slug":"dal-cuore-dellamazzonia-al-cuore-delle-aziende","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/1324\/dal-cuore-dellamazzonia-al-cuore-delle-aziende\/","title":{"rendered":"Dal cuore dell&#8217;Amazzonia al cuore delle aziende"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-content\">\n<p>Un mese fa alcuni rappresentanti del popolo Munduruku hanno lasciato i propri villaggi nel cuore dell\u2019Amazzonia per incontrare, in Europa e negli Stati Uniti, tre delle principali aziende coinvolte nella costruzione di una mega diga idroelettrica che mette a rischio la loro sopravvivenza.<\/p>\n<p>Gli indigeni Munduruku si oppongono alla costruzione di pi\u00f9 di 40 dighe sul Fiume Tapajos, e in particolare alla realizzazione della mega diga di S\u00e3o Luiz do Tapaj\u00f3s, che implicherebbe la distruzione di una vasta parte di foresta incontaminata e di numerosi villaggi. Per questo chiedono di incontrare gli amministratori delegati delle aziende coinvolte: l\u2019austriaca Andritz,la tedesca Siemens e la statunitense General Electric.<\/p>\n<h2><strong>La storia insegna<\/strong><\/h2>\n<p>Andritz, Siemens e General Electrics hanno gi\u00e0 partecipato alla realizzazione di enormi e devastanti progetti idroelettrici, come la diga di Belo Monte, che sorge sul fiume Xingu, nello Stato del Par\u00e0, lo stesso stato dove ora si vorrebbe costruire la diga di S\u00e3o Luiz do Tapaj\u00f3s.<\/p>\n<p>Il 30 marzo scorso i Munduruku, aiutati da attivisti di Greenpeace provenienti da diversi paesi europei, hanno <a href=\"http:\/\/www.greenpeace.org\/archive-international\/en\/press\/releases\/2016\/protest-austria-tapajos-amazon-dam-project\/\">costruito una replica di 10 metri di una diga di fronte al Palazzo dei Congressi di Graz, in Austria, dove si stava svolgendo l\u2019Assemblea dei Soci di Andritz,<\/a> leader mondiale nelle tecnologie per dighe idroelettriche. Attivisti e indigeni hanno chiesto agli azionisti di Andritz di abbandonare il folle mega progetto Tapaj\u00f3s, ma l\u2019azienda continua a negare l\u2019utilit\u00e0 di un incontro formale con i Munduruku e con Greenpeace dichiarando di avere piena fiducia nelle decisioni del governo brasiliano, un\u2019affermazione che ci sembra inappropriata in un momento come questo in cui il Paese attraversa una profonda crisi a causa degli scandali legati alla corruzione.<\/p>\n<div class=\"events-box big-box left\">\n<div class=\"frame reset-padding\"><a class=\"open-img EnlargeImage\" title=\"\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/9d44a668-9d44a668-gp0stppef_web_size.jpg\"><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"ctl00_cphContentArea_epiEntryContent_ctl00_ctl04_Image1\" class=\"Thumbnail\" style=\"border-width: 100%px;\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/9d44a668-9d44a668-gp0stppef_web_size.jpg\" alt=\"\" width=\"706\" height=\"470\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"hidden\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Poche settimane dopo, a met\u00e0 aprile, <a href=\"http:\/\/www.greenpeace.org\/archive-international\/en\/press\/releases\/2016\/Greenpeace-Brazil-Report-underlines-the-risky-business-of-construct-dams-such-fragile-rainforests\/\">attivisti di Greenpeace Germania hanno protestato pacificamente davanti agli uffici centrali di Siemens e di Voith<\/a>, compagnie che hanno fornito turbine e generatori per la diga di Belo Monte. Gli attivisti tedeschi hanno consegnato ai dirigenti di Siemens uno striscione realizzato dagli indigeni Munduruku con la richiesta di tutelare i loro territori. Per ora dall\u2019azienda tedesca nessuna risposta.<\/p>\n<div class=\"events-box big-box left\">\n<div class=\"frame reset-padding\"><a class=\"open-img EnlargeImage\" title=\"\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/4484b6cb-4484b6cb-gp0stpsx6_web_size.jpg\"><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"ctl00_cphContentArea_epiEntryContent_ctl00_ctl06_Image1\" class=\"Thumbnail\" style=\"border-width: 0px;\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/4484b6cb-4484b6cb-gp0stpsx6_web_size.jpg\" alt=\"\" width=\"710\" height=\"482\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"hidden\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Il 27 aprile<a href=\"http:\/\/www.greenpeace.org\/archive-international\/en\/news\/Blogs\/makingwaves\/heart-of-the-amazon-tapajos-to-the-heart-of-corporate-power-GE\/blog\/56331\/\"> gli indigeni Munduruku<\/a> hanno preso la parola durante l\u2019Assemblea dei Soci di General Electric. L\u2019azienda ha recentemente acquisito il\u00a0colosso francese dell\u2019energia elettrica\u00a0Alstom, coinvolto nella realizzazione della diga di Belo Monte e negli scandali di corruzione recentemente scoppiati in Brasile. Accompagnati da Greenpeace e da Antonia Melo, rappresentante dell\u2019Ong brasiliana <a href=\"http:\/\/www.xinguvivo.org.br\/\">Xingu Vivo<\/a>, che da anni si batte contro la costruzione della diga di Belo Monte, i Munduruku si sono recati a Jacksonville, in Florida, per segnalare a Jeffrey R. Immelt, amministratore delegato dell\u2019azienda statunitense la minaccia che la diga di S\u00e3o Luiz do Tapaj\u00f3s rappresenta per il loro popolo, il fiume e la foresta amazzonica.\u00a0 La risposta \u00e8 stata che General Electric, sta \u201cancora studiando la questione\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"events-box big-box left\">\n<div class=\"frame reset-padding\"><a class=\"open-img EnlargeImage\" title=\"\" href=\"http:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/Global\/italy\/photos\/forests\/2016\/GP0STPSDA_Web_size.jpg\"><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"ctl00_cphContentArea_epiEntryContent_ctl00_ctl08_Image1\" class=\"Thumbnail\" style=\"border-width: 0px;\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/6da0a68c-6da0a68c-gp0stpsda_web_size.jpg\" alt=\"\" width=\"719\" height=\"478\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"hidden\"><\/div>\n<\/div>\n<h2><strong>Il momento giusto per ritirarsi<\/strong><\/h2>\n<p>La settimana scorsa, dopo anni di attesa, l\u2019Agenzia brasiliana per le popolazioni indigene (Funai) ha finalmente riconosciuto ai Munduruku il proprio territorio tradizionale\u00a0 Il riconoscimento formale ha fornito la base legale per richiedere all\u2019IBAMA \u00a0(<em>Istituto Brasiliano delle Risorse Naturali Rinnovabili e Ambientali<\/em>) la sospensione della costruzione della diga idroelettrica di S\u00e3o Luiz do Tapaj\u00f3s,. Questa sospensione \u00e8 per\u00f2 solo temporanea e non equivale ad alla cancellazione del progetto. La situazione politica del Brasile \u00e8 infatti molto turbolenta ed il governo potrebbe rovesciare la decisione dell\u2019Ibama, come gi\u00e0 successo in passato proprio nel caso della diga di Belo Monte. Perci\u00f2 crediamo che questo sia il momento migliore per chiedere alle aziende coinvolte nel folle progetto di abbandonarlo e promuovere progetti innovativi basati sulle energie rinnovabili, <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/334a2f96-334a2f96-briefing-tapajos_2404.finale.pdf\">come del resto ha gi\u00e0 fatto l\u2019Enel, inizialmente coinvolta nel progetto.<\/a><\/p>\n<p><em>Martina Borghi \u2013 Campagna foreste Greenpeace Italia<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un mese fa alcuni rappresentanti del popolo Munduruku hanno lasciato i propri villaggi nel cuore dell\u2019Amazzonia.<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":1332,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[36],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-1324","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-foreste","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1324","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1324"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1324\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2571,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1324\/revisions\/2571"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1332"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1324"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1324"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=1324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}