{"id":13299,"date":"2021-03-25T14:59:03","date_gmt":"2021-03-25T13:59:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13299"},"modified":"2024-02-23T10:17:13","modified_gmt":"2024-02-23T09:17:13","slug":"disastro-petrolifero-in-israele-cosa-sappiamo-finora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/13299\/disastro-petrolifero-in-israele-cosa-sappiamo-finora\/","title":{"rendered":"Disastro petrolifero in Israele: cosa sappiamo finora"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/b5fc4c2b-20210219_161127-2-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13302\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/b5fc4c2b-20210219_161127-2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/b5fc4c2b-20210219_161127-2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/b5fc4c2b-20210219_161127-2-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/b5fc4c2b-20210219_161127-2-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/b5fc4c2b-20210219_161127-2-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/b5fc4c2b-20210219_161127-2-1821x1366.jpg 1821w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/b5fc4c2b-20210219_161127-2-453x340.jpg 453w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Procede l&#8217;indagine indipendente di Greenpeace per ricostruire l\u2019origine e le cause della marea nera che <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/13148\/in-israele-il-petrolio-ha-causato-un-nuovo-disastro-ambientale-quando-diremo-basta-ai-combustibili-fossili\/\" target=\"_blank\">lo scorso febbraio ha raggiunto le coste di Israele<\/a>, provocando il <strong>peggior disastro ambientale <\/strong>nella storia del Paese. Dietro questo disastro, secondo alcune ipotesi, potrebbe esserci uno smaltimento illegale delle acque di lavaggio delle cisterne di una petroliera in navigazione nel Mar Mediterraneo.<\/p>\n\n<p>Per fare luce su quanto accaduto, Greenpeace sta raccogliendo <strong>immagini satellitari<\/strong> per risalire alle navi sospette e sta analizzando <strong>alcuni campioni<\/strong> di catrame prelevati dalle spiagge.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa \u00e8 successo<\/strong><\/h3>\n\n<p>Lo scorso 16 febbraio circa <strong>1200 tonnellate di bitume <\/strong>si sono riversate lungo le spiagge israeliane, trasportate dalla corrente e dalle mareggiate. Gravi sono stati i danni alla fauna marina, soprattutto <strong>tartarughe marine, uccelli e pesci<\/strong>, i cui corpi sono stati ritrovati ricoperti dal catrame. Il disastro ha coinvolto il 90% della costa del Paese (cio\u00e8 circa 160 chilometri) e colpito<strong> 16 comunit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Greenpeace si \u00e8 immediatamente attivata insieme ad altre numerose associazioni e volontarie e volontari. Ad affiancare queste realt\u00e0, in un secondo momento sono sopraggiunti l&#8217;esercito e le Autorit\u00e0 nazionali per i parchi, con l\u2019obiettivo di ripulire le spiagge e liberare gli animali dal <strong>catrame<\/strong>. Come anticipato, Greenpeace ha poi avviato un\u2019indagine indipendente per ricostruire le dinamiche del disastro e identificare i colpevoli di questo terribile <strong>sversamento<\/strong>.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/02\/1a889b7a-eyal-cohen-_-israel-nature-and-parks-authority-2-1024x576.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13160\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/02\/1a889b7a-eyal-cohen-_-israel-nature-and-parks-authority-2-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/02\/1a889b7a-eyal-cohen-_-israel-nature-and-parks-authority-2-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/02\/1a889b7a-eyal-cohen-_-israel-nature-and-parks-authority-2-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/02\/1a889b7a-eyal-cohen-_-israel-nature-and-parks-authority-2-1536x864.jpeg 1536w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/02\/1a889b7a-eyal-cohen-_-israel-nature-and-parks-authority-2-510x287.jpeg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/02\/1a889b7a-eyal-cohen-_-israel-nature-and-parks-authority-2.jpeg 1599w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I risultati delle prime indagini<\/strong><\/h3>\n\n<p>Le indagini del Ministero dell\u2019Ambiente sono ancora in corso, ma \u00e8 probabile che la <strong>fuoriuscita di petrolio<\/strong> si sia originata a circa 50 chilometri dalle coste di Israele, al largo di Ashdod, pi\u00f9 o meno una settimana prima dell\u2019arrivo della marea nera sulle coste. Non si tratterebbe di un incidente o di una negligenza, ma quasi certamente di uno <strong>sversamento deliberato<\/strong> di petrolio residuo da parte di una petroliera: il petrolio che si trasforma in catrame \u00e8 di solito petrolio greggio.<\/p>\n\n<p>Per capire qual \u00e8 stata l\u2019effettiva dinamica che ha portato a questo disastro, Greenpeace ha raccolto <strong>immagini satellitari<\/strong> dall\u201911 al 13 febbraio, cos\u00ec da risalire alle possibili navi responsabili dello sversamento.\u00a0<\/p>\n\n<p>Le immagini del satellite Sentinel 1 mostrano un grande sversamento gi\u00e0 l&#8217;11 febbraio a circa 45 chilometri dalla costa di Israele (nel punto che il Ministero della Protezione Ambientale israeliano ha identificato come fonte dell&#8217;inquinamento). Le foto raccolte dal satellite rivelano poi che l\u2019<strong>enorme marea ha navigato per almeno quattro giorni<\/strong> nel Mar Mediterraneo, senza che nessuno intervenisse: le immagini satellitari mostrano due enormi macchie visibili a soli 20 chilometri dalla costa di Israele il 12 febbraio. Cos\u00ec come un\u2019ampia macchia oleosa nelle acque territoriali di Israele, a soli 11 chilometri dalla costa, vicino alla piattaforma Whale, quattro giorni prima che la marea raggiungesse le coste.<\/p>\n\n<p>Ci\u00f2 significa che, con un <strong>monitoraggio adeguato<\/strong>, il governo avrebbe potuto prevenire o certamente limitare il disastro, preparando una risposta efficace ed evitando che una marea nera di queste proporzioni arrivasse a investire le coste.<\/p>\n\n<p>\u00c8 interessante notare come dalle immagini satellitari siano stati individuati <strong>altri sversamenti<\/strong> negli stessi giorni nel bacino orientale del Mediterraneo, tra Cipro e il Libano, per quanto non abbiano nulla a che fare con il disastro israeliano. Ci\u00f2 dimostra come i problemi legati al <strong>trasporto di petrolio<\/strong> non siano qualcosa di \u201cpoco comune\u201d. L\u2019unico modo per porre fine a questo tipo di disastri e tutelare davvero l\u2019ambiente \u00e8 quella di porre fine alla nostra dipendenza dalle <strong>fonti fossili<\/strong>. In Israele, nel Mediterraneo e su tutto il Pianeta.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I prossimi step<\/strong><\/h3>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"719\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/6752ea51-minerva_gp_israel-1024x719.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-13301\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/6752ea51-minerva_gp_israel-1024x719.png 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/6752ea51-minerva_gp_israel-300x211.png 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/6752ea51-minerva_gp_israel-768x540.png 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/6752ea51-minerva_gp_israel-484x340.png 484w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/03\/6752ea51-minerva_gp_israel.png 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Attraverso le immagini satellitari e i movimenti delle navi sar\u00e0 forse possibile risalire ai probabili <strong>responsabili dello sversamento<\/strong>. Al momento, la principale sospettata \u00e8 la nave Minerva Helena, vicino alla quale l\u201911 febbraio si osserva la macchia di petrolio. Ma dato che non ci sono immagini satellitari della zona nei giorni precedenti, la macchia potrebbe essersi formata prima.<\/p>\n\n<p>Per provare il coinvolgimento certo della Minerva o di qualsiasi altra nave sar\u00e0 necessario continuare le indagini, aspettare i <strong>risultati dei campioni raccolti <\/strong>e confrontare il catrame lungo le spiagge con il petrolio che era sulla nave.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Procede l&#8217;indagine indipendente di Greenpeace per ricostruire l\u2019origine e le cause della marea nera che lo scorso febbraio ha raggiunto le coste di Israele, provocando il peggior disastro ambientale nella&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":13302,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[18,21,32],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-13299","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-mare","tag-inquinamento","tag-energia","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13299","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13299"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13299\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13308,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13299\/revisions\/13308"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13302"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13299"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13299"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13299"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=13299"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}