{"id":13461,"date":"2021-04-13T15:02:56","date_gmt":"2021-04-13T13:02:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13461"},"modified":"2024-02-23T10:16:52","modified_gmt":"2024-02-23T09:16:52","slug":"tutela-della-biodiversita-grande-assente-nel-pnrr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/13461\/tutela-della-biodiversita-grande-assente-nel-pnrr\/","title":{"rendered":"Tutela della biodiversit\u00e0, grande assente nel PNRR"},"content":{"rendered":"\n<p>In Italia, la natura rappresenta uno scenario di eccezionale bellezza che racchiude in s\u00e9 un&#8217;enorme complessit\u00e0 di flora e fauna. Tanto da essere uno dei Paesi europei pi\u00f9 ricchi di <strong>biodiversit\u00e0<\/strong>, sia vegetale che animale. L<strong>\u2019Italia<\/strong> <strong>ospita infatti il pi\u00f9 alto numero di specie:<\/strong> circa la <strong>met\u00e0 delle specie vegetali<\/strong> e circa <strong>un terzo delle specie animali attualmente presenti in Europa<\/strong>.\u00a0 D\u2019altronde, il Mar Mediterraneo lambisce le coste di quindici delle venti regioni italiane, mentre i boschi coprono circa un terzo del territorio nazionale.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il declino della biodiversit\u00e0 in Italia<\/strong><\/h2>\n\n<p>Eppure il<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/5334\/rapporto-onu-su-perdita-biodiversita-greenpeace-urgente-protezione-di-foreste-e-oceani-necessari-anche-cambiamenti-nella-nostra-dieta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> declino della biodiversit\u00e0<\/a>, uno dei maggiori problemi ambientali che l\u2019umanit\u00e0 si trova ad affrontare, viste anche le gravi conseguenze sulla salute umana, \u00e8 una triste realt\u00e0 anche per il nostro Paese. In Italia gli studi effettuati nell&#8217;ambito delle Liste Rosse dell\u2019 International Union for Conservation of Nature (IUCN) evidenziano una perdita annuale di specie pari allo 0,5% del totale, come conseguenza diretta o indiretta delle attivit\u00e0 umane. Un declino che non solo rischia di impoverire i nostri territori e mari con gravi conseguenze sugli equilibri degli ecosistemi e sulle economie che da essi dipendono, ma anche di aggravare la crisi climatica in corso. Il <strong>degrado di ecosistemi forestali e marini di importanza cruciale <\/strong>a causa di specifiche attivit\u00e0 umane (come l\u2019utilizzo di biomasse di origine forestale per la produzione di energia su larga scala o la distruzione imposta dalla pesca industriale) minaccia <strong>i due alleati \u201cnaturali\u201d pi\u00f9 preziosi nel sequestro delle emissioni e nella regolazione del clima<\/strong> del Pianeta.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/04\/21a2649b-gp039ir_web_size_with_credit_line-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13462\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/04\/21a2649b-gp039ir_web_size_with_credit_line-1.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/04\/21a2649b-gp039ir_web_size_with_credit_line-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/04\/21a2649b-gp039ir_web_size_with_credit_line-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/04\/21a2649b-gp039ir_web_size_with_credit_line-1-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Beech forest in the Abruzzo region, Italy.\r\nBuchenwald in den Abruzzen. Italien.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le foreste proteggono il clima e noi le distruggiamo<\/strong><\/h2>\n\n<p>In Italia, le <strong>foreste <\/strong>racchiudono 2.239 milioni di tonnellate di CO2 e la quantit\u00e0 di carbonio che rimuovono ogni anni dall\u2019 atmosfera varia tra 19 e 33 milioni Mt di CO2. Gli anni in cui le foreste svolgono ai minimi livelli questa funzione di \u201c<em>carbon sink<\/em>\u201d sono quelli in cui si sono verificati molti <strong>incendi<\/strong>, nella cui prevenzione dovrebbero essere investite specifiche risorse. Altro elemento che incide sulla capacit\u00e0 di sink delle foreste \u00e8 rappresentato dai tagli forestali: con l\u2019abbattimento degli alberi si riduce temporaneamente la capacit\u00e0 degli ecosistemi forestali di assorbire carbonio. Per questo sono necessarie misure volte a favorire una <strong>selvicoltura a basso impatto ambientale, che imiti i processi naturali<\/strong>. Inoltre, nelle foreste in rinaturalizzazione (<em>rewilding<\/em>) all\u2019interno delle <strong>aree protette<\/strong> l\u2019accumulo annuo di CO2 raggiunge i massimi livelli per unit\u00e0 di superficie: questi spazi naturali protetti hanno un ruolo chiave per vincere le sfide della sostenibilit\u00e0 e vanno pertanto ampliati e rafforzati.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il mare \u00e8 un habitat fondamentale nella lotta al cambiamento climatico<\/strong><\/h2>\n\n<p>Anche<strong> il mare svolge un ruolo cruciale nella lotta al cambiamento climatico<\/strong>: si stima che tra il 20 e il 30% delle emissioni totali di CO2 generate dalle attivit\u00e0 umane dal 1980 siano state catturate dagli oceani, e che gli oceani abbiano assorbito circa il 93% del calore dovuto all\u2019aumento di gas serra in atmosfera. Fondamentali per svolgere questo servizio ecosistemico habitat come le<strong> praterie di posidonia e altre piante sommerse, di cui il nostro paese \u00e8 ricco<\/strong>, ma anche i fondali in acque profonde: i sedimenti marini sono infatti tra i pi\u00f9 grandi serbatoi al mondo di stoccaggio del carbonio. Intervenire quindi con azioni mirate per ridurre gli impatti sulle <strong>praterie di posidonia<\/strong> che circondano le nostre coste, o <strong>limitare attivit\u00e0 di pesca, come lo strascico<\/strong> che\u00a0 recenti studi dimostrano essere responsabile del rilascio di enormi quantit\u00e0 di CO2 dai fondali marini, \u00e8 fondamentale non solo per tutelare la biodiversit\u00e0 dei nostri mari ma come strategia integrata chiave nella lotta al cambiamento climatico.\u00a0<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/04\/fa294dba-gp0sttfur_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13463\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/04\/fa294dba-gp0sttfur_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/04\/fa294dba-gp0sttfur_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/04\/fa294dba-gp0sttfur_web_size_with_credit_line-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/04\/fa294dba-gp0sttfur_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Red gorgonian colonies (Paramuricea clavate) are an iconic element of Mediterranean underwater rocky habitats. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La tutela della biodiversit\u00e0 nel Next Generation EU e nel PNRR<\/strong><\/h2>\n\n<p>Questo legame tra tutela della biodiversit\u00e0 e tutela del clima sembra piuttosto chiaro alla Commissione europea, che nell&#8217;ambito del <strong>Next Generation EU<\/strong> (lo strumento per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19), prevede che ben il 37% dei fondi dei <strong>Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza <\/strong>vadano ad azioni per il <strong>clima e la biodiversit\u00e0<\/strong>, a cui gli Stati membri possono aggiungere un ulteriore 3% di risorse per progetti specifici destinati a contrastare i cambiamenti climatici. Ecco perch\u00e9 nel <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)<\/strong>, che l\u2019Italia dovr\u00e0 consegnare entro la fine del mese di Aprile all\u2019Ue, \u00e8 fondamentale che<strong> la tutela della biodiversit\u00e0 sia trasversale a tutte le missioni proposte e che venga considerata in ogni proposta progettuale.<\/strong><\/p>\n\n<p>Ci preoccupa allora che nelle bozze fino ad oggi circolate manchino progetti con obiettivi concreti e misurabili con\u00a0 gli investimenti necessari a garantire la tutela della biodiversit\u00e0 marina e terrestre e il ripristino degli ecosistemi degradati, cos\u00ec da migliorare la capacit\u00e0 di assorbimento della CO2 delle superfici e dei suoli forestali, nonch\u00e9 degli ecosistemi marini del nostro Paese. Abbiamo trovato riferimenti, importanti, alla<strong> selvicoltura urbana<\/strong> cui l\u2019attuale bozza del <strong>PNRR<\/strong> dedica ampio spazio, ma \u00e8 fondamentale sottolineare che i finanziamenti per forestazione e rimboschimento non devono riguardare esclusivamente le citt\u00e0 metropolitane, ma interessare anche il resto del territorio nazionale. Inoltre, per essere davvero efficienti, i piani di rimboschimento delle citt\u00e0 dovrebbero essere basati su un piano nazionale di forestazione urbana e seguire strategie pi\u00f9 ampie di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Misure concrete per preservare i nostri boschi e il mare<\/strong><\/h2>\n\n<p>Speriamo quindi in un vero e proprio cambio di marcia nel piano \u201c<em>profondamente rivisto<\/em>\u201d che il governo dovrebbe presentare a fine mese. <strong>La tutela del nostro patrimonio boschivo e marino non pu\u00f2 essere messa in secondo piano<\/strong>: le pochissime proposte ad oggi viste (dalle vaghe menzioni alla gestione forestale sostenibile agli investimenti per raccogliere i rifiuti nei porti) sono assolutamente inadeguate e prive dell\u2019ambizione necessaria a creare una vera transizione ecologica. Quel che ci serve sono<strong> interventi strutturali <\/strong>per la tutela della biodiversit\u00e0 sia intervenendo sui principali driver che ne stanno accelerando la perdita (come l\u2019inquinamento o\u00a0 la perdita e la frammentazione degli habitat) che proteggendo le aree pi\u00f9 sensibili. Per farlo servono investimenti per <strong>rafforzare e ampliare l&#8217;attuale rete di Parchi Nazionali e Regionali e delle Aree Marine Protette<\/strong>, creando anche nuove aree rifugio per la fauna selvatica a rischio, in linea con la <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/priorities-2019-2024\/european-green-deal\/actions-being-taken-eu\/eu-biodiversity-strategy-2030_en\">Strategia europea per la Biodiversit\u00e0 2030<\/a>.<\/p>\n\n<p>Per sviluppare le conoscenze necessarie a fronteggiare le sfide ambientali che ci troviamo ad affrontare e sviluppare misure di prevenzione e mitigazione,&nbsp; occorrono <strong>investimenti per monitorare e studiare gli impatti dei cambiamenti climatici sui nostri mari e sui nostri boschi<\/strong>, correlandoli con gli impatti delle altre attivit\u00e0 umane.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n<p>La tutela del nostro patrimonio boschivo e marino <strong>non \u00e8 un lusso, ma una necessit\u00e0<\/strong>, necessaria nell\u2019ambito di una strategia integrata di azione contro i cambiamenti climatici.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Per l\u2019Italia \u00e8\u00a0 il momento di passare dalle parole ai fatti. Il nostro Paese si \u00e8 infatti ripetutamente impegnato, a livello internazionale, a tutelare la propria biodiversit\u00e0 marina e terrestre. Solo un anno fa in occasione del <a href=\"https:\/\/www.minambiente.it\/comunicati\/vertice-italia-francia-costa-su-temi-ambientali-grande-sintonia-e-condivisione-obiettivi\">vertice Italia-Francia,<\/a> l\u2019Italia annunciava di voler <strong>tutelare un 30% della superficie dei propri mari e dei propri territori entro il 2030<\/strong>, mentre a giugno\u00a0 si univa all\u2019iniziativa lanciata dal Regno Unito a livello internazionale per arrivare a <a href=\"https:\/\/www.minambiente.it\/comunicati\/giornata-mondiale-oceani-italia-aderisce-30by30-iniziativa-proteggere-entro-il-2030-il-30\">proteggere entro il 2030 almeno il 30% dei mari e degli oceani in tutto il mondo<\/a>. \u00c8 infine del settembre 2020 l\u2019entrata dell\u2019Italia nel<a href=\"https:\/\/www.leaderspledgefornature.org\/\"> Leaders\u2019 Pledge for Nature<\/a> con l\u2019impegno ad azioni urgenti entro il 2030 per contrastare la perdita di biodiversit\u00e0. Chiediamo quindi al governo che il PNRR sia in linea con gli impegni presi e che riconosca con concreti piani di intervento il ruolo centrale della<strong> tutela della biodiversit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. 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