{"id":13465,"date":"2021-04-14T16:00:31","date_gmt":"2021-04-14T14:00:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13465"},"modified":"2024-02-23T10:16:50","modified_gmt":"2024-02-23T09:16:50","slug":"cosa-serve-al-pnrr-per-concretizzare-lo-sviluppo-di-uneconomia-green-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/13465\/cosa-serve-al-pnrr-per-concretizzare-lo-sviluppo-di-uneconomia-green-in-italia\/","title":{"rendered":"Cosa serve al PNRR per concretizzare lo sviluppo di un\u2019economia green in Italia"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Recovery Plan, Piano di Ripresa e Resilienza, Piano di Ripartenza post Covid, PNRR<\/strong>: tanti nomi sono stati attribuiti ai 191 miliardi che arriveranno dall\u2019Unione Europea all\u2019Italia per mettere in campo un \u201c<em>piano Marshall del nuovo millennio<\/em>\u201d, un\u2019iniezione di liquidit\u00e0 che dovr\u00e0 far ripartire la nostra economia, crollata a causa della pandemia di Covid-19.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/06\/c936a41a-gp01hpy_web_size.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11803\" width=\"800\" height=\"535\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/06\/c936a41a-gp01hpy_web_size.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/06\/c936a41a-gp01hpy_web_size-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/06\/c936a41a-gp01hpy_web_size-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/06\/c936a41a-gp01hpy_web_size-508x340.jpg 508w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure><\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Economia e occupazione possono risalire con la transizione ecologica<\/strong><\/h2>\n\n<p>La parole d\u2019ordine \u00e8 proprio ripartenza, per l\u2019economia, ma anche per l\u2019occupazione e per la \u201cvita quotidiana\u201d. Ma ripartenza verso dove? Questa \u00e8 la domanda pi\u00f9 importante, a cui il governo Draghi dovr\u00e0 dare una risposta entro il 30 aprile, data ultima per consegnare all\u2019Europa il piano di spesa degli oltre 200 miliardi.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Al momento non c\u2019\u00e8 risposta a questa domanda, poich\u00e9 non c\u2019\u00e8 un piano che rispecchi le intenzioni del Governo. Delle bozze sono circolate, ma il Governo \u2013 per bocca di vari esponenti, tra cui il Ministro della Transizione Ecologica Cingolani \u2013 ha detto che il piano verr\u00e0 radicalmente cambiato. Il che un po\u2019 stupisce, visto che uno dei vincoli imposti dall\u2019Unione Europea \u00e8 di scrivere il piano in maniera trasparente e partecipata.<\/p>\n\n<p>Tralasciando tutto questo, ci sono altri due vincoli che dovremo rispettare nello spendere questi soldi<strong>: per almeno il 37% dovranno andare ad \u201c<\/strong><strong><em>investimenti green in settore strategici<\/em><\/strong><strong>\u201d, e ogni singolo euro speso non deve arrecare danni al clima<\/strong>, ossia non deve peggiorare la crisi climatica che ormai sempre pi\u00f9 spesso viviamo anche in Italia.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le nostre proposte concrete per una ripresa green nei fatti, non a parole<\/strong><\/h2>\n\n<p>Visto che al momento non c\u2019\u00e8 un chiaro&nbsp; indirizzo da parte del Governo, noi abbiamo formulato&nbsp; delle proposte concrete \u2013 con degli obiettivi misurabili \u2013 che permetterebbero di far ripartire l\u2019economia e l\u2019occupazione, aiutando a combattere la crisi climatica ed evitando di rimanere incagliati in investimenti vecchi e non redditizi, come quelli nei combustibili fossili.<\/p>\n\n<p>Ecco i nostri 4 punti per avviare davvero la rivoluzione energetica e rilanciare il nostro Paese:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Sbloccare il settore delle rinnovabili<\/strong>, attraverso obiettivi ambiziosi (almeno 70% di rinnovabili elettriche nel mix produttivo al 2030) e<strong> la creazione di una filiera nazionale che includa il settore degli accumuli<\/strong>, decisivo per una vera rivoluzione energetica. Solo creando le <strong>adeguate infrastrutture di rete<\/strong> e <strong>investendo negli accumuli<\/strong> il settore potr\u00e0 svilupparsi alla velocit\u00e0 necessaria, ossia 6 volte quella attuale.<\/li><li><strong>Semplificare l\u2019iter autorizzativo per gli impianti rinnovabili<\/strong>, fornendo tempi certi di chiusura delle pratiche. Ad oggi per ottenere le autorizzazioni per un impianto eolico possono volerci addirittura fino a 8 anni, un orizzonte temporale che scoraggia qualsiasi investitore. Occorrono valutazioni serie e rigorose, ma realizzate in tempi brevi e certi. D\u2019altronde, come \u00e8 possibile che un impianto a gas \u2013 che ha un impatto negativo sul clima e sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria \u2013 abbia tempi autorizzativi pi\u00f9 brevi di pale eoliche o pannelli fotovoltaici?<\/li><li><strong>Promuovere soluzioni innovative come le comunit\u00e0 energetiche<\/strong>, che permettono l\u2019installazione di impianti rinnovabili appartenenti ad un insieme di cittadini e istituzioni, con vantaggi economici che ricadono proprio sulla comunit\u00e0 e anche sulle amministrazioni pubbliche coinvolte nel progetto. Le comunit\u00e0 energetiche sono anche uno strumento ottimo per combattere la povert\u00e0 energetica e supportare quelle persone \u2013 sempre pi\u00f9 numerose proprio a causa della crisi economica \u2013 che non sono in grado di pagare la propria bolletta energetica<a href=\"https:\/\/www.greenme.it\/informarsi\/energie-rinnovabili\/comunita-energetica-magliano-alpi\/\">. I primi esempi in Italia gi\u00e0 si vedono<\/a>, ma adesso occorre accelerare.<\/li><li><strong>Non finanziare false soluzioni, in particolare progetti legati al gas<\/strong>. Questo combustibile fossile, asset principale di aziende come Eni, \u00e8 sempre pi\u00f9 spesso \u201cvenduto\u201d come combustibile pulito, <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/12343\/5-motivi-per-cui-puntare-sul-gas-fossile-sarebbe-negativo-per-clima-ed-economia\/\">ma \u00e8 in realt\u00e0 un pericoloso gas serra<\/a>.\u00a0 <strong>Per questo nel PNRR non ci pu\u00f2 essere spazio per il gas in nessuna forma, che sia CCS (cattura e stoccaggio della CO2), idrogeno grigio (proveniente da gas) o blu (gas + CCS). <\/strong>Puntare oggi su questa fonte fossile significa commettere un errore che pagheremo nei prossimi anni, con nuove crisi occupazionali di cui faranno le spese i lavoratori del settore. Oggi dobbiamo puntare su rinnovabili, accumuli ed efficienza energetica, e avremo tutto il tempo per ricollocare i lavoratori del settore oil&amp;gas verso quello delle rinnovabili, che \u00e8 a maggiore intensit\u00e0 lavorativa e sar\u00e0 la spina dorsale dell\u2019economia europea dei prossimi decenni.<\/li><\/ul>\n\n<p>Le decisioni che il governo prender\u00e0 in questi giorni, ce le ritroveremo senza mezzi termini per i prossimi anni e decenni. Una responsabilit\u00e0 enorme, ma anche un\u2019opportunit\u00e0 senza precedenti per segnare una vera svolta ambientale.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Vedremo se il governo investir\u00e0 davvero sulle energie rinnovabili e sul futuro, o se vorr\u00e0 tenere l\u2019Italia legata al gas fossile e al passato.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Noi abbiamo le idee chiare, e continueremo a farci sentire.<\/p>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. 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