{"id":13491,"date":"2021-04-16T11:39:03","date_gmt":"2021-04-16T09:39:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13491"},"modified":"2021-04-16T11:39:06","modified_gmt":"2021-04-16T09:39:06","slug":"greenpeace-muri-della-morte-un-rapporto-denuncia-come-pratiche-di-pesca-distruttive-minaccino-loceano-indiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/13491\/greenpeace-muri-della-morte-un-rapporto-denuncia-come-pratiche-di-pesca-distruttive-minaccino-loceano-indiano\/","title":{"rendered":"Greenpeace: muri della morte, un rapporto denuncia come pratiche di pesca distruttive minaccino l\u2019Oceano Indiano"},"content":{"rendered":"\n<p>Greenpeace,&nbsp;impegnata&nbsp;in Oceano Indiano nordoccidentale&nbsp;con la propria nave Artic Sunrise,&nbsp;denuncia come pratiche di pesca distruttive e non regolamentate in alto mare minaccino la salute degli oceani. I governi continuano a non agire per fermare il saccheggio dei nostri oceani, mentre risorse fondamentali per le comunit\u00e0 costiere e preziose specie marine stanno diminuendo drammaticamente a causa della pesca eccessiva.<\/p>\n\n<p>Le reti derivanti d\u2019altura, conosciute anche come &#8220;muri della morte&#8221; e bandite dalle Nazioni Unite trent\u2019anni fa, sono strumenti particolarmente pericolosi per specie marine come tartarughe e cetacei. Note in Italia come spadare, continuano ad essere ampiamente impiegate nell\u2019Oceano Indiano dove le popolazioni di squalo, anche a causa di queste pratiche, sono crollate di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-020-03173-9\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">quasi l&#8217;85 per cento negli ultimi cinquant\u2019anni<\/a>.<\/p>\n\n<p>Questi sono alcuni dei dati contenuti nel&nbsp;nuovo rapporto di Greenpeace International \u201c<em><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-international-stateless\/2021\/04\/1a103d35-high-stakes.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">High Stakes: The environmental and social impacts of destructive fishing on the high seas of the Indian Ocean<\/a>\u201d.<\/em><\/p>\n\n<p>Con la nave Artic Sunrise Greenpeace ha documentato&nbsp;in Oceano Indiano nordoccidentale&nbsp;l&#8217;uso di reti derivanti: ben sette barche sono state filmate mentre calavano muri di reti di oltre 21 miglia di lunghezza causando la cattura \u201caccidentale\u201d di specie in pericolo come le enormi mante conosciute come \u201cdiavoli di mare\u201d. Greenpeace ha inoltre potuto verificare come la pesca&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.maritime-executive.com\/article\/report-china-s-squid-fishing-fleet-has-discovered-the-indian-ocean\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ai calamari<\/a>&nbsp;\u00e8 in rapida espansione con oltre cento pescherecci che operano nell&#8217;area senza regolamentazione internazionale.<\/p>\n\n<p>L&#8217;influenza dell&#8217;industria europea si fa sentire e impedisce di prendere misure serie per contrastare la pesca eccessiva mentre specie come il tonno pinna gialla potrebbero vedere le proprie popolazioni&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bluemarinefoundation.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Failure-To-Manage-Yellowfin-Tuna-by-the-IOTC-FINAL.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">arrivare al collasso gi\u00e0 nel 2024<\/a>.&nbsp;Una pesca ben gestita \u00e8 fondamentale per la sicurezza alimentare delle comunit\u00e0 costiere di tutto il mondo, in particolare nel Sud del mondo. Le popolazioni intorno all&#8217;Oceano Indiano rappresentano il 30 per cento dell&#8217;Umanit\u00e0 e l&#8217;oceano fornisce la principale fonte di proteine a ben tre miliardi di persone.<\/p>\n\n<p>Il rapporto rivela anche come pratiche di pesca distruttive, in particolare i dispositivi di aggregazione per pesci (noti come FAD) dispiegati dalle flotte industriali europee impegnate nella pesca al tonno nella regione, stiano trasformando gli habitat dell&#8217;Oceano Indiano occidentale a una scala senza precedenti, dove circa un terzo delle popolazioni ittiche commerciali \u00e8 ormai sovrasfruttato. L&#8217;Oceano Indiano rappresenta circa il 21 per cento delle catture mondiali di tonno, rendendola la seconda regione pi\u00f9 grande per la pesca del tonno, che poi arriva ai consumatori di tutto il mondo, anche sulle nostre tavole.<\/p>\n\n<p>&#8220;Per tutelare gli oceani e le comunit\u00e0 costiere che da essi dipendono, servono scelte decise da parte dell\u2019industria che oggi dipende da una pesca eccessiva e distruttiva e dei governi che continuano a permettere lo sfruttamento dei nostri mari\u201d conclude Giorgia Monti, responsabile della Campagna mare di Greenpeace Italia. \u201cLe zone d\u2019alto mare degli oceani sono un bene comune dell\u2019umanit\u00e0 che va protetto. I leader mondiali, inclusa l\u2019Italia, hanno oggi la possibilit\u00e0 di trasformare il loro destino concordando alle Nazioni Unite un Trattato globale per gli oceani forte e che ponga le basi per tutelare fino a un 30 per cento dei nostri oceani entro il 2030\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Servono misure serie per contrastare la pesca eccessiva e fermare le pratiche di pesca distruttive che saccheggiano i nostri oceani.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":13492,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[18,22],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-13491","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-mare","tag-biodiversita","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13491","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13491"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13491\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13493,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13491\/revisions\/13493"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13492"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13491"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13491"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13491"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=13491"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}