{"id":13500,"date":"2021-04-16T17:58:41","date_gmt":"2021-04-16T15:58:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13500"},"modified":"2021-12-01T13:36:34","modified_gmt":"2021-12-01T12:36:34","slug":"pnrr-subito-una-transizione-ecologica-delle-pratiche-agricole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/13500\/pnrr-subito-una-transizione-ecologica-delle-pratiche-agricole\/","title":{"rendered":"PNRR, subito una transizione ecologica delle pratiche agricole"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Servono soluzioni in grado di cambiare alla radice un sistema che ha conseguenze significative sul Pianeta<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>La \u201crimozione\u201d in psicanalisi \u00e8 il processo per cui idee o ricordi vengono sepolti nell\u2019inconscio perch\u00e9 ritenute inaccettabili a livello di coscienza. E\u2019 questo che rischia di avvenire nel PNRR, nel quale gli <strong>impatti ambientali dell\u2019agricoltura e della zootecnia intensive<\/strong>, stando alle bozze del Piano discusse dalle commissioni parlamentari, vengono s\u00ec parzialmente nominati, ma rimossi quando si tratta di affrontarli.<\/p>\n\n<p>Il nostro <strong>modello agroalimentare<\/strong> impatta in diversi modi sull\u2019ambiente, in particolare per quanto riguarda la <strong>produzione di carne e latticini<\/strong>. Gli allevamenti intensivi non solo contribuiscono alla formazione di <strong>gas serra<\/strong>, ma sono la seconda causa in Italia di formazione di <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/7352\/allevamenti-intensivi-polveri-sottili-e-covid-19\/\"><strong>polveri sottili<\/strong><\/a> e mettono a rischio la<strong> <a href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/petizioni\/allevamenti-intensivi-lombardia\/Fondi_pubblici_in_pasto_ai_maiali.pdf\">qualit\u00e0 dell\u2019acqua e del suolo<\/a><\/strong>, soprattutto nelle aree dove sono maggiormente concentrati, come in Pianura Padana. Tutti questi impatti hanno ovviamente una connessione con la <strong>salute umana<\/strong>, ancora pi\u00f9 urgente da affrontare dato che gli <strong>allevamenti intensivi,<\/strong> con tanti animali geneticamente molto simili concentrati in spazi angusti, sono un contesto perfetto per lo sviluppo e la diffusione di <strong><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/7263\/per-evitare-nuove-pandemie-stop-ai-fondi-pubblici-per-lagricoltura-intensiva-e-sostegno-allagricoltura-su-piccola-scala\/\">virus<\/a>.<\/strong><\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/22bcb008-gp0sttzeg_web_size_with_credit_line.jpg\" title=\"allevamenti intensivi\" alt=\"\" class=\"wp-image-7096\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/22bcb008-gp0sttzeg_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/22bcb008-gp0sttzeg_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/22bcb008-gp0sttzeg_web_size_with_credit_line-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/03\/22bcb008-gp0sttzeg_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Attivisti di Greenpeace sono in azione a Roma, di fronte al Ministero delle Politiche Agricole.<\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Occorrono soluzioni sistemiche<\/strong><\/h2>\n\n<p>Non bastano aggiustamenti tecnici dei metodi produttivi &#8211; un cambio dell\u2019alimentazione animale o l\u2019adozione di pratiche virtuose nella gestione dei liquami &#8211; che possono ridurre le emissioni di qualche punto percentuale. Bisogna affrontare il problema alla radice: <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/10\/b3ee8b89-report-il-peso-della-carne.pdf\"><strong>gli animali allevati in Italia sono troppi per essere sostenibili<\/strong><\/a><strong> e l\u2019unico modo per ridurre seriamente il loro impatto, \u00e8 ridurre drasticamente il loro numero<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Per fare questo serve per\u00f2 una chiara strategia e la definizione di obiettivi di mitigazione degli impatti generali del settore agricolo nazionale &#8211; che attualmente mancano nelle bozze &#8211; e servono adeguati finanziamenti per <strong>garantire alle aziende agricole il sostegno<\/strong> economico e logistico necessario a ridurre il <strong>numero di animali allevati<\/strong> e attuare una <strong>transizione ecologica<\/strong> dei metodi di allevamento e delle pratiche agricole. Questo comprende anche l\u2019attuazione di misure che incoraggino l\u2019adozione di <strong>diete pi\u00f9 ricche di alimenti di origine vegetale <\/strong>e meno di carne e prodotti lattiero-caseari, come raccomandato da pi\u00f9 parti e ricordato anche dal m<a href=\"https:\/\/ilsalvagente.it\/2021\/03\/14\/114351\/\">inistro Cingolani<\/a> nel suo primo discorso alle Camere; misure che, per essere efficaci, devono riguardare le politiche per gli appalti pubblici, nuove regole in materia di marketing e pubblicit\u00e0 per carne, latticini e uova e, fondamentale, l\u2019introduzione di prezzi pi\u00f9 equi, in grado di considerare i costi ambientali e la <strong>giusta remunerazione dei produttori,<\/strong> modificando l\u2019attuale dinamica di formazione del prezzo finale.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il paradosso della crescita insensata<\/strong><\/h2>\n\n<p>Uno dei paradossi dell\u2019attuale sistema di produzione \u00e8 infatti proprio quello di spingere gli allevatori verso numeri sempre pi\u00f9 alti, dati i prezzi sempre pi\u00f9 bassi che il mercato offre ai loro prodotti \u201cfreschi\u201d. In questo contesto, che vede il ripetersi di crisi sempre pi\u00f9 frequenti, sarebbe logico un piano di spesa che da un lato accompagni i consumatori nella tendenza gi\u00e0 in atto di <strong>riduzione dei consumi di carne<\/strong>, e dall\u2019altro gli allevatori verso una riduzione della produzione, potendo cos\u00ec aumentare la <strong>qualit\u00e0 dei loro prodotti e la sostenibilit\u00e0 dell\u2019intero settore<\/strong>.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/10\/ea10b2a0-gp0sttbf5_medium_res-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12526\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/10\/ea10b2a0-gp0sttbf5_medium_res-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/10\/ea10b2a0-gp0sttbf5_medium_res-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/10\/ea10b2a0-gp0sttbf5_medium_res-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/10\/ea10b2a0-gp0sttbf5_medium_res-453x340.jpg 453w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/10\/ea10b2a0-gp0sttbf5_medium_res.jpg 1199w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>T<\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019illusione del biometano<\/strong><\/h2>\n\n<p>Nulla di questo per\u00f2 compare nelle bozze del PNRR, dove, anzi, si afferma che lo sviluppo massiccio del biometano consentirebbe di \u201cmigliorare la situazione\u201d del settore zootecnico, senza intaccare il numero degli animali allevati. Un approccio che, se sviluppato in modo realmente circolare, pu\u00f2 avere effetti positivi sulla produzione di energia da fonti alternative e sulla gestione dei reflui degli allevamenti, ma che non pu\u00f2 rappresentare l\u2019unica soluzione e che, anzi, rischia di <strong>rafforzare lo status quo di un sistema intensivo e inquinante<\/strong>, basato sul consumo di grandi quantit\u00e0 di risorse naturali, a partire dai terreni necessari per l\u2019alimentazione animale.<\/p>\n\n<p>Zootecnia e agricoltura sono infatti strettamente legate, poich\u00e8 il<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/02\/47c7205a-report_soldi_in_pasto.pdf\"> 70 per cento dei terreni agricoli europei <\/a>(quasi il 60 per cento in Italia) \u00e8 occupato da <strong>coltivazioni destinate alla mangimistica<\/strong>, alle quali si aggiungono massicce importazioni dall\u2019estero &#8211; soia in primis, che incidono in modo rilevante sul cambio di uso del suolo e sulla <strong>perdita di biodiversit\u00e0<\/strong>. E\u2019 dunque evidente come ridurre il numero di animali allevati permetterebbe di alleggerire la pressione sui terreni agricoli, gettando le basi per una <strong>transizione ecologica delle pratiche agricole<\/strong>.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dimezzare i pesticidi ora per poi eliminarli<\/strong><\/h2>\n\n<p>Questo presupposto metterebbe l\u2019Italia nelle condizioni di investire le risorse economiche disponibili per raggiungere obiettivi tanto virtuosi quanto necessari: arrivare ad avere almeno il <strong>40 per cento di superficie agricola dedicata all&#8217;agricoltura biologica<\/strong> entro il 2030, anche attraverso un rafforzamento della ricerca scientifica in questo campo; raggiungere e superare l&#8217;obiettivo del <strong>10 per cento delle aree agricole da destinare alla tutela della biodiversit\u00e0<\/strong> indicato dalla Strategia Europea Biodiversit\u00e0 2030 e ridurre del 50 per cento la quantit\u00e0 di pesticidi sintetici utilizzati entro il 2025 e dell&#8217;80 per cento entro il 2030, con una graduale ma totale eliminazione entro il 2035.<\/p>\n\n<p>Tutto questo sar\u00e0 possibile, per\u00f2, solo superando la \u201crimozione\u201d dei problemi, ma, al contrario, aprendo un <strong>confronto schietto per affrontarli.<\/strong><\/p>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. 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