{"id":13503,"date":"2021-04-19T17:25:54","date_gmt":"2021-04-19T15:25:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13503"},"modified":"2024-02-23T10:16:47","modified_gmt":"2024-02-23T09:16:47","slug":"cinque-proposte-concrete-per-leconomia-circolare-da-includere-nel-pnrr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/13503\/cinque-proposte-concrete-per-leconomia-circolare-da-includere-nel-pnrr\/","title":{"rendered":"Cinque proposte concrete per l\u2019economia circolare da includere nel PNRR"},"content":{"rendered":"\n<p>Il <strong>PNRR<\/strong> \u00e8 l\u2019occasione per l\u2019Italia di cambiare radicalmente i modelli di business e di consumo attuali e rompere cos\u00ec il connubio indissolubile che vede accoppiata la crescita economica (infinita) al consumo crescente di risorse naturali. Una situazione ormai insostenibile per il nostro Pianeta, paragonabile a un sistema chiuso e quindi incapace di produrre una quantit\u00e0 tale di risorse che possa rispondere ai ritmi con cui il nostro sistema produttivo vorace le fagocita. Che questo sistema non funziona ce lo conferma ogni anno l\u2019Overshot day, la data in cui esauriamo ci\u00f2 che la Terra \u00e8 in grado di rigenerare e che cade quasi sempre in anticipo rispetto all\u2019anno precedente.\u00a0<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/05\/ba37e52f-gp0stpn2t_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5327\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/05\/ba37e52f-gp0stpn2t_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/05\/ba37e52f-gp0stpn2t_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/05\/ba37e52f-gp0stpn2t_web_size_with_credit_line-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/05\/ba37e52f-gp0stpn2t_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Product shot of various plastic items including plastic forks, spoons, bottles and caps, packaging, pens, lighters and straws.\n<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il riciclo non basta: su cosa si basa la vera economia circolare<\/strong><\/h2>\n\n<p>Il modello economico lineare pu\u00f2 essere rotto dall\u2019economia circolare, una delle direttrici alla base delle strategie europee e parte del\u00a0 <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)<\/strong>. Tuttavia, l\u2019interpretazione all\u2019italiana di tale paradigma, contenuta nelle bozze redatte dal Governo circolate finora, sembra partire dall\u2019assunto che il riciclo sia una pratica da perpetuare all\u2019infinito. Partendo da questa errata convinzione il <strong>PNRR<\/strong> destina molte risorse alla costruzione di <strong>nuovi impianti di riciclo<\/strong> che, sebbene siano necessari in alcune aree del Paese, da soli non risolvono il problema di un sistema che produce valanghe di rifiuti.\u00a0<\/p>\n\n<p>Al contrario serve applicare una vera economia circolare che implichi<strong> condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento, prevenzione dei rifiuti e, solo alla fine, il riciclo<\/strong>. Insomma, si tratta di un nuovo modello di produzione e consumo che ha un unico grande obiettivo: <strong>far durare, il pi\u00f9 a lungo possibile, i materiali naturali e avviarli a riciclo solo quando non \u00e8 pi\u00f9 possibile utilizzarli per essere trasformati, auspicabilmente, negli oggetti di partenza<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">5 proposte concrete per uscire dall\u2019usa e getta<\/h2>\n\n<p>Una strategia che cozza col crescente ricorso ad applicazioni usa e getta di cui la plastica ne \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 eclatante. Decine di imballaggi, flaconi, bottiglie e contenitori entrano quotidianamente nelle nostre vite e, stando ai numeri ufficiali, il sistema di recupero \u00e8 in grado di riciclarne sono una parte, inferiore al 50 per cento.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Incentivando col PNRR meccanismi come il riuso e la ricarica \u00e8 immediatamente possibile ridurre i rifiuti prodotti con misure ad hoc sulla frazione monouso, e non solo, con:&nbsp;<\/p>\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li><strong> l\u2019introduzione di regimi di fiscalit\u00e0 agevolata per le aziende che ricorrono a sistemi basati sullo sfuso e sulla ricarica<\/strong> in modo da portare la quantit\u00e0 di beni venduti con tali modalit\u00e0 al 50 per cento entro il 2030.\u00a0<\/li><li>l\u2019introduzione di meccanismi rigorosi di <strong>responsabilit\u00e0 estesa del produttore<\/strong> per quei manufatti che oggi non hanno una seconda vita.\u00a0<\/li><li>l\u2019inserimento di <strong>obiettivi vincolati sulla riduzione dei consumi a monte<\/strong>, adottando alcuni dei recenti provvedimenti francesi che prevedono, entro il 2030, di ridurre del 50% l\u2019immesso al consumo delle bottiglie in plastica, imballaggio di cui l\u2019Italia \u00e8 il maggiore utilizzatore, per quel che riguarda le acque minerali, nell\u2019intero continente europeo.\u00a0<\/li><li>evitando ulteriori rinvii per la<strong> Plastic Tax<\/strong> e destinando i proventi alle aziende che utilizzano nuovi modelli di business basati sullo sfuso e sulla ricarica. Si potrebbe inoltre allargare il raggio d\u2019azione dell\u2019imposta che prescinda dal tipo di materiale e includa tutte le applicazioni monouso.<\/li><li>l\u2019impiego di risorse da destinare al tessile, uno dei settori chiave per il <strong>Made in Italy<\/strong>, comparto in cui il riciclo oggi \u00e8 una chimera. Le linee guida europee per il PNRR chiedono agli stati membri di <strong>sviluppare degli<\/strong> <strong>hub di riciclo per le fibre tessili<\/strong>: \u00e8 quindi un\u2019occasione persa non sfruttare le competenze gi\u00e0 presenti nei principali distretti tessili nazionali e l\u2019approccio delle aziende del <strong>Consorzio Italiano Detox<\/strong>.<\/li><\/ol>\n\n<p>A Draghi e Cingolani suggeriamo di destinare delle risorse a tali interventi, cos\u00ec riusciremo a disegnare un futuro sostenibile con meno rifiuti e meno inquinamento.\u00a0<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/06\/0eae52c7-gp1stwyp_web_size.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11932\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/06\/0eae52c7-gp1stwyp_web_size.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/06\/0eae52c7-gp1stwyp_web_size-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/06\/0eae52c7-gp1stwyp_web_size-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/06\/0eae52c7-gp1stwyp_web_size-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Unpacked grocery shop where customers can bring their own containers, boxes and bottles to fill with several food products and reuse them next shopping trip.\n&#8220;Unverpackt&#8221;-Laden in Hamburg, in dem die Kunden ihre eigenen Behaeltnisse f\u00fcr die Lebensmittel mitbringen und fuellen koennen.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. 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Occorre ridurre la produzione di rifiuti, riusare, ricondizionare e solo alla fine riciclare!<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":5327,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24,1],"tags":[18,21,25,31,32],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-13503","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","category-uncategorized","tag-mare","tag-inquinamento","tag-consumi","tag-volontariato","tag-energia","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13503","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13503"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13503\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14593,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13503\/revisions\/14593"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5327"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13503"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13503"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13503"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=13503"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}