{"id":13613,"date":"2021-05-05T14:01:50","date_gmt":"2021-05-05T12:01:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13613"},"modified":"2024-02-23T10:16:21","modified_gmt":"2024-02-23T09:16:21","slug":"linteresse-di-eni-per-le-foreste-unoperazione-di-greenwashing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/13613\/linteresse-di-eni-per-le-foreste-unoperazione-di-greenwashing\/","title":{"rendered":"L\u2019interesse di Eni per le foreste? Un\u2019operazione di greenwashing"},"content":{"rendered":"\n<p>Vi siete mai chiesti come fanno <strong>aziende del petrolio e del gas<\/strong> a definire verdi le proprie attivit\u00e0, promettendo di arrivare velocemente ad emissioni nette zero, mentre continuano a sfruttare e bruciare <strong>combustibili fossili<\/strong>?<\/p>\n\n<p>Oggi insieme a Recommon facciamo luce proprio su questo, illustrando una parte consistente dei programmi di compensazione che riguarda le foreste, il <strong>REDD+ (<em>Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation in developing countries<\/em>)<\/strong>. Nel nostro rapporto\u00a0 \u201c<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/13605\/cosa-si-nasconde-dietro-linteresse-di-eni-per-le-foreste\/\">Cosa si nasconde dietro l\u2019interesse di ENI per le foreste<\/a>\u201d, spieghiamo proprio come funziona questo strumento usato da Eni (e molte altre multinazionali), che<strong> per compensare le numerose emissioni causate dalle proprie attivit\u00e0 estrattive, acquistano crediti di carbonio<\/strong> da <strong>progetti di conservazione delle foreste<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Negli ultimi anni <strong>Eni<\/strong> ha annunciato di aver siglato accordi per <strong>progetti REDD+ <\/strong>in vari Paesi dell\u2019America Latina e dell\u2019Africa, tra cui il Luangwa Community Forests Project (LCFP), in Zambia.\u00a0<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa sono e come funzionano i crediti di carbonio<\/strong>?<\/h2>\n\n<p>I progetti in questione dovrebbero impedire l\u2019emissione di anidride carbonica (CO<sub>2<\/sub>) evitando la deforestazione. Il <strong>funzionamento dei crediti di carbonio<\/strong> \u00e8 simile a quello dei titoli azionari, ma invece di quote societarie essi rappresentano <strong>il diritto ad emettere CO<sub>2<\/sub><\/strong>.<\/p>\n\n<p>Da dove vengono questi crediti? Da <strong>progetti di compensazione della CO2<\/strong>, attivit\u00e0 di conservazione delle foreste che dovrebbero impedire l\u2019emissione di anidride carbonica, prevenendo la <strong>deforestazione<\/strong>. In pratica,<strong> acquistando questi titoli sul mercato del carbonio, le societ\u00e0 possono affermare di aver compensato un certo volume delle loro emissioni, perch\u00e9 le hanno impedite altrove<\/strong>.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La compensazione di CO2 con le foreste \u00e8 un alibi per continuare a bruciare gas e petrolio<\/strong><\/h2>\n\n<p>La credibilit\u00e0 degli schemi di compensazione risulta per\u00f2 compromessa dal fatto che si basano su un assunto impossibile da verificare: si presumono riduzioni di emissioni immaginando e stimando ci\u00f2 che sarebbe accaduto (deforestazione) se tali progetti non fossero stati realizzati. Stime aleatorie, che per\u00f2 servono a tenere in vita ancora per decenni il modello dell\u2019estrazione d<strong>i gas e petrolio<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Acquistando crediti sul mercato del carbonio o investendo direttamente in presunti progetti di conservazione, aziende come Eni possono presentarsi come protettrici della <strong>biodiversit\u00e0<\/strong>, nonostante le loro attivit\u00e0 estrattive continuino a causare la distruzione degli ecosistemi su cui ricadono le loro concessioni, come per esempio nel Delta del Niger o in Mozambico.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/05\/54d2893c-gp1153_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13614\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/05\/54d2893c-gp1153_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/05\/54d2893c-gp1153_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/05\/54d2893c-gp1153_web_size_with_credit_line-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/05\/54d2893c-gp1153_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure><\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Con i crediti di carbonio le multinazionali possono dichiarare un volume di emissioni molto inferiore rispetto a quello di cui sono responsabili.<\/strong><\/h2>\n\n<p>Grazie a questa tipologia di progetti, <strong>l\u2019Eni<\/strong> &#8211; ovvero l\u2019azienda italiana con il pi\u00f9 alto livello di emissioni di gas serra \u2013 \u00e8 in grado di scrivere nel suo piano di <strong>decarbonizzazione<\/strong> che il gas fossile costituir\u00e0 una parte centrale del proprio business persino oltre il 2050, affermando al contempo che, per quell&#8217;anno, la societ\u00e0 avr\u00e0 raggiunto l&#8217;obiettivo di emissioni nette zero. Di fatto <strong>i meccanismi di compensazione della CO<sub>2<\/sub><\/strong><sub> <\/sub>, di cui il <strong>REDD+<\/strong> \u00e8 una parte importante, insieme al<strong> Carbon Capture and Sequestration (CCS)<\/strong>, consentono alle multinazionali del fossile di <strong>dichiarare un volume di emissioni molto inferiore rispetto a quello di cui si \u00e8 effettivamente responsabili<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Malgrado sia noto che l&#8217;efficacia di questi strumenti sia alquanto discutibile, di fatto il <strong>REDD+<\/strong> si \u00e8 rivelato estremamente efficace nel <strong>ripulire l&#8217;immagine delle industrie pi\u00f9 inquinanti<\/strong>, consentendo loro di nascondere il proprio impatto climatico. Nel frattempo, spesso accade che comunit\u00e0 locali, tradizionali e Popoli Indigeni interessati dai <strong>REDD+<\/strong> non vedano riconosciuto il proprio diritto alla terra e, anzi, vengano rappresentati come una minaccia per la <strong>biodiversit\u00e0<\/strong> e per le <strong>foreste<\/strong>, a causa di pratiche culturali o di sussistenza. Oltre al danno la beffa, dal momento che spesso sono proprio queste comunit\u00e0 a <strong>difendere le foreste<\/strong> dagli attacchi della grande industria estrattiva e agro-alimentare, anche a costo della vita!<\/p>\n\n<p>Mentre cerca di gettarci fumo negli occhi provando a farci credere di aver intrapreso una seria svolta green, <strong>Eni<\/strong> investir\u00e0 solo lo 0,8% del suo profitto lordo in progetti che non vanno alla radice del problema della <strong>deforestazione<\/strong>, riducendo le <strong>emissioni<\/strong> solo sulla carta e per di pi\u00f9 con cifre che appaiono gonfiate. Il tutto mentre, nei prossimi quattro anni, prevede di aumentare le estrazioni di gas e petrolio!<\/p>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. 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