{"id":13686,"date":"2021-05-14T13:19:35","date_gmt":"2021-05-14T11:19:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13686"},"modified":"2021-05-14T13:19:38","modified_gmt":"2021-05-14T11:19:38","slug":"i-mari-italiani-sono-sempre-piu-caldi-dobbiamo-proteggere-la-loro-biodiversita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/13686\/i-mari-italiani-sono-sempre-piu-caldi-dobbiamo-proteggere-la-loro-biodiversita\/","title":{"rendered":"I mari italiani sono sempre pi\u00f9 caldi, dobbiamo proteggere la loro biodiversit\u00e0!"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>I risultati di un anno di studi e rilevazioni sott\u2019acqua con la rete \u201cMare caldo\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>Il <strong>riscaldamento globale<\/strong> sta trasformando i nostri mari, causando un rapido <strong>aumento delle temperature marine<\/strong> con serie conseguenze anche sugli ecosistemi. Ci\u00f2 avviene anche nei <strong>mari italiani<\/strong>, dove stiamo assistendo alla <strong>morte di alcune specie chiave<\/strong> e all\u2019invasione di altre che meglio si adattano a un mare sempre pi\u00f9 caldo, con una grave perdita di <strong>biodiversit\u00e0<\/strong>. Ce lo confermano i dati raccolti nel primo anno del progetto \u201c<strong>Mare Caldo<\/strong>\u201d, una rete che oggi coinvolge ben 8 Aree Marine Protette (AMP) in tutta Italia per il <strong>monitoraggio degli impatti<\/strong> dei cambiamenti climatici sui nostri mari. Abbiamo scelto l\u2019isola di Ventotene, ultima delle AMP ad aver aderito al progetto, per rendere noti i <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/13675\/il-cambiamento-e-gia-nei-nostri-mari-un-anno-di-mare-caldo\/\">risultati di questo primo anno di studi<\/a> che mostrano come gli <strong>ecosistemi marini<\/strong> siano sotto pressione a causa della <strong>crisi climatica<\/strong>.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come stanno i nostri mari<\/strong><\/h2>\n\n<p>Durante il primo anno di \u201cMare cado\u201d, gli studi realizzati con i ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra, dell\u2019Ambiente e della Vita (DiSTAV) dell\u2019Universit\u00e0 di Genova, partner scientifico del progetto, si sono concentrati <strong>sull\u2019Isola d\u2019Elba, in Toscana, sull\u2019AMP di Portofino in Liguria e sull\u2019AMP del Plemmirio, in Sicilia<\/strong>. <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/62d15219-gp1su5v5_web_size.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12163\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/62d15219-gp1su5v5_web_size.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/62d15219-gp1su5v5_web_size-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/62d15219-gp1su5v5_web_size-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/07\/62d15219-gp1su5v5_web_size-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n\n<p>Le osservazioni satellitari mostrano che negli ultimi quarant\u2019anni si \u00e8 verificato <strong>un aumento costante e significativo delle temperature superficiali del mare<\/strong>, con un incremento di ben 1,7-1,8\u00b0C a Portofino e all\u2019Isola d\u2019Elba. In queste due aree, <strong>tramite sensori posti in mare<\/strong> fino a quaranta metri di profondit\u00e0, il progetto \u201cMare Caldo\u201d ha rilevato come il calore superficiale si traferisca lungo tutta la colonna d\u2019acqua: l\u2019estate scorsa, in giugno e in agosto, due <strong>ondate di calore<\/strong> hanno causato un aumento repentino delle temperature, arrivate a 20\u00b0C p<strong>erfino a 20-25 metri di profondit\u00e0.<\/strong>\u00a0\u00a0<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le conseguenze sulla biodiversit\u00e0&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n<p>Il riscaldamento del mare non avviene senza conseguenze. In tutte le aree di studio sono stati osservati chiari <strong>fenomeni di mortalit\u00e0 su colonie animali e organismi vegetali<\/strong>, riconducibili all\u2019effetto dell\u2019aumento delle temperature. Le <strong>gorgonie<\/strong> sono tra le specie pi\u00f9 sensibili: all\u2019isola d\u2019Elba tra il 20 e il 30 per cento delle colonie monitorate di gorgonie bianche (<em>Eunicella singularis<\/em>) e gialle (<em>Eunicella cavolini<\/em>) presentava <strong>segni di necrosi<\/strong>, con una loro significativa diminuzione nei primi 20 metri di profondit\u00e0 in tutte le aree oggetto di studio. <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/10\/f62a4ff3-day1prima-16-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12469\" width=\"-81\" height=\"-54\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/10\/f62a4ff3-day1prima-16-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/10\/f62a4ff3-day1prima-16-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/10\/f62a4ff3-day1prima-16-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/10\/f62a4ff3-day1prima-16-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2020\/10\/f62a4ff3-day1prima-16.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>L\u2019aumento della temperatura sta inoltre mettendo a rischio la biodiversit\u00e0 locale favorendo l\u2019<strong>espansione di specie aliene<\/strong>, come l\u2019alga <em>Caulerpa cylindracea<\/em>, a scapito delle specie native, e l\u2019insediamento di specie termofile un tempo confinate a latitudini inferiori. All\u2019Elba le specie termofile rappresentano ormai il 13 per cento delle specie della comunit\u00e0 di scogliera e al Plemmirio il 19 per cento, con specie come il <strong>pesce pappagallo <\/strong>(<em>Sparisoma cretense<\/em>) o il <strong>vermocane<\/strong> (<em>Hermodice carunculata<\/em>) in continuo aumento.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La rete Mare caldo: cosa stiamo facendo&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n<p>Il progetto \u201cMare caldo\u201d \u00e8 iniziato a fine 2019 con una stazione pilota installata da Greenpeace nel mare dell\u2019<strong>Isola d\u2019Elba<\/strong>, e gi\u00e0 durante il primo anno di ricerca ha visto l\u2019adesione di quattro AMP: <strong>Portofino, in Liguria; Plemmirio, in Sicilia; Capo Carbonara e Tavolara-Punta Coda Cavallo in Sardegna.<\/strong> Negli ultimi mesi si sono aggiunte l\u2019<strong>AMP di Torre Guaceto, in Puglia; Miramare in Friuli-Venezia-Giulia; Isola dell\u2019Asinara in Sardegna e Isole di Ventotene e Santo Stefano, nel Lazio<\/strong>. Oggi sono dunque nove le aree di studio comprese nella rete di monitoraggio, di cui otto sono aree marine protette.<\/p>\n\n<p>Comprendere quello che sta accadendo nei nostri mari \u00e8 necessario a sviluppare <strong>misure adeguate di tutela e gestione, per proteggere gli ecosistemi marini e aumentare la loro resilienza.<\/strong> <\/p>\n\n<p>I dati raccolti finora con \u201cMare caldo\u201d ci mostrano come i mari, gi\u00e0 sotto pressione a causa delle attivit\u00e0 antropiche e inquinamento, siano ancora pi\u00f9 a rischio a causa della <strong>crisi climatica<\/strong>.\u00a0 Se da un lato sono urgenti azioni coordinate e globali per <strong>tagliare le emissioni di gas serra<\/strong>, dall\u2019altro sono fondamentali investimenti per <strong>rafforzare e ampliare la rete di aree marine protette<\/strong>. Solo tutelando le aree pi\u00f9 sensibili potremo permettere ai nostri mari di adattarsi a un cambiamento che \u00e8 gi\u00e0 in atto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I risultati di un anno di studi e rilevazioni sott&#8217;acqua con la rete Mare Caldo.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":13256,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[18,22,29],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-13686","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-mare","tag-biodiversita","tag-clima","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13686","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13686"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13686\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13687,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13686\/revisions\/13687"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13256"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13686"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13686"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13686"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=13686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}