{"id":13932,"date":"2021-06-30T15:59:14","date_gmt":"2021-06-30T13:59:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13932"},"modified":"2024-02-23T10:24:13","modified_gmt":"2024-02-23T09:24:13","slug":"clima-eni-compra-foreste-per-continuare-a-emettere-co2-e-presenta-stime-gonfiate-sui-dati-di-compensazione-delle-emissioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/13932\/clima-eni-compra-foreste-per-continuare-a-emettere-co2-e-presenta-stime-gonfiate-sui-dati-di-compensazione-delle-emissioni\/","title":{"rendered":"Clima: \u00abENI compra foreste per continuare a emettere co2 e presenta stime gonfiate sui dati di compensazione delle emissioni\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Le stime presentate da ENI sui dati relativi alla riduzione delle emissioni ottenuta con progetti di protezione delle foreste sono gonfiate. Nonostante i ripetuti annunci di svolte \u201cgreen\u201d l\u2019azienda, dunque, continua ad avere un pesante impatto sul clima del pianeta. \u00c8 quanto emerge da&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/13862\/the-luangwa-community-forests-project-lcfp-in-zambia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un\u2019analisi scientifica commissionata da Greenpeace Italia<\/a>, che ha analizzato il Luangwa Community Forests Project, in Zambia, l\u2019unico progetto REDD+ (<em>Reducing Emissions from Deforestation and forest Degradation in developing countries<\/em>)&nbsp;in cui \u00e8 coinvolta ENI di cui \u00e8 stato possibile ottenere i documenti.<\/p>\n\n<p>Il Luangwa Community Forests Project \u00e8 il pi\u00f9 grande progetto REDD+ per numero di beneficiari, oltre che il pi\u00f9 ampio in Africa per superficie coperta. Ma, secondo l\u2019analisi effettuata dall\u2019organizzazione ambientalista, il progetto zambiano finanziato da ENI sovrastima i crediti di carbonio generati che, nella realt\u00e0, rischiano di essere circa la met\u00e0 di quelli previsti.<\/p>\n\n<p>\u00abI progetti REDD+ funzionano benissimo in termini di immagine: chi si schiererebbe contro aziende o governi che dichiarano di voler proteggere le foreste?\u00bb, commenta Martina Borghi, responsabile campagna foreste di Greenpeace Italia. \u00abTuttavia, acquistare certificati equivalenti a tonnellate di emissioni di CO<sub>2<\/sub>&nbsp;ipoteticamente risparmiate grazie alla protezione delle foreste, non diminuisce le effettive emissioni di CO<sub>2<\/sub>&nbsp;e, anzi, permette alle aziende come ENI di comprare il diritto di continuare a inquinare\u00bb.<\/p>\n\n<p>Come spiegato in&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/13618\/report-di-recommon-e-greenpeace-italia-linteresse-di-eni-per-la-protezione-delle-foreste-e-solo-un-operazione-di-greenwashing\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un recente report di ReCommon e Greenpeace Italia<\/a>,&nbsp;i progetti REDD+, pi\u00f9 che salvaguardare le foreste e chi le abita da generazioni, sono diventati nel tempo uno strumento di&nbsp;<em>greenwashing<\/em>&nbsp;grazie al quale le aziende possono continuare a emettere&nbsp;CO<sub>2<\/sub>. Inoltre, hanno spesso violato o messo in secondo piano i diritti dei Popoli Indigeni e delle comunit\u00e0 forestali tradizionali che da generazioni abitano le aree interessate o limitrofe a questi progetti. \u00c8 comune, infatti, che non vedano riconosciuto il proprio diritto alla terra (blindata per esigenze di progetto) o che vengano addirittura presentati come una minaccia per la biodiversit\u00e0 e per le foreste, a causa di pratiche culturali o di sussistenza che prevedono l\u2019accesso alle risorse forestali.<\/p>\n\n<p>Secondo l\u2019analisi commissionata da Greenpeace Italia, la sovrastima dei crediti di carbonio generati dal Luangwa Community Forests Project deriva dalla sopravvalutazione della densit\u00e0 di popolazione, per altro individuata come la pi\u00f9 importante causa di deforestazione dell\u2019area interessata dal progetto. Anche il tasso di deforestazione indicato nell\u2019area di riferimento, necessario per calcolare il tasso di deforestazione che il progetto permetter\u00e0 di evitare, \u00e8 pi\u00f9 alto di quanto riportano tutti gli studi di settore fatti sulla deforestazione in Zambia. E mentre si sovrastimano i lati ambientali del progetto, sembra esserci una sottovalutazione dei possibili rischi, come quello degli incendi. Gli incendi, infatti, costituiscono una seria minaccia per il successo dei progetti REDD+ perch\u00e9 possono rilasciare in atmosfera il carbonio immagazzinato nella vegetazione, vanificando i crediti di carbonio gi\u00e0 venduti e utilizzati per compensare emissioni ormai effettuate.<\/p>\n\n<p>Per Greenpeace Italia, i progetti di conservazione forestale non possono essere considerati la via per ridurre le emissioni delle multinazionali dei combustibili fossili. \u00abSe ENI vuole davvero fare la propria parte nella lotta all\u2019emergenza climatica in corso, non deve nascondersi dietro false soluzioni come i progetti REDD+ o quelli di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS). E neppure aumentare le estrazioni di gas e petrolio, come prevede di fare nei prossimi quattro anni. L\u2019unica soluzione \u00e8 abbandonare gradualmente ma in fretta i combustibili fossili, investendo davvero in rinnovabili ed efficienza energetica\u00bb, conclude Borghi.<\/p>\n\n<p>Leggi il media briefing (in italiano)&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/13862\/the-luangwa-community-forests-project-lcfp-in-zambia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u201cENI: licenza di inquinare\u201d<\/a><\/p>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. Check the block&#8217;s settings or remove it.<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le stime presentate da ENI sui dati relativi alla riduzione delle emissioni ottenuta con progetti di protezione delle foreste sono gonfiate. 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