{"id":13969,"date":"2021-07-01T16:42:37","date_gmt":"2021-07-01T14:42:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13969"},"modified":"2024-02-23T10:23:56","modified_gmt":"2024-02-23T09:23:56","slug":"greenpeace-ogni-anno-7-miliardi-di-bottiglie-di-plastica-rischiano-di-essere-disperse-nellambiente-italia-recepisca-subito-la-direttiva-ue-e-promuova-riutilizzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/13969\/greenpeace-ogni-anno-7-miliardi-di-bottiglie-di-plastica-rischiano-di-essere-disperse-nellambiente-italia-recepisca-subito-la-direttiva-ue-e-promuova-riutilizzo\/","title":{"rendered":"Greenpeace: Ogni anno 7 miliardi di bottiglie di plastica rischiano di essere disperse nell&#8217;ambiente, \u00abItalia recepisca subito la direttiva Ue e promuova riutilizzo\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Pi\u00f9 del 60 per cento degli 11 miliardi di bottiglie immesse al consumo in Italia ogni anno non vengono riciclate. \u00c8 quanto emerge dal rapporto\u00a0di Greenpeace \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/13948\/linsostenibile-peso-delle-bottiglie-di-plastica\/\" target=\"_blank\">L\u2019insostenibile peso delle bottiglie di plastica<\/a>\u201d, da cui si deduce che circa 7 miliardi di contenitori in PET (Polietilene Tereftalato, il tipo di plastica utilizzato per produrli)\u00a0da 1,5 litri, usati per confezionare le acque minerali e le bevande, rischiano di essere dispersi nell\u2019ambiente e nei mari, contribuendo in modo massiccio all\u2019inquinamento del pianeta. A ci\u00f2 si aggiungono le emissioni di gas serra generate dalla produzione delle bottiglie non riciclate, pari a 850 mila tonnellate di CO<sub>2<\/sub>\u00a0equivalenti, che aggravano la crisi climatica.<\/p>\n\n<p>&#8220;L\u2019Italia \u00e8 uno dei maggiori consumatori globali di bottiglie di plastica per le acque minerali e le bevande. Ma nonostante i numeri impietosi del riciclo, le grandi aziende continuano a immetterne sempre di pi\u00f9 sul mercato, facendo enormi profitti e non assumendosi alcuna responsabilit\u00e0 sul corretto riciclo e sul recupero a fine vita&#8221;, dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. &#8220;Se vogliamo ridurre l&#8217;inquinamento da plastica nei nostri mari, le grandi aziende devono fare la loro parte e promuovere soluzioni a basso impatto ambientale come l\u2019impiego di contenitori lavabili e riutilizzabili&#8221;.<\/p>\n\n<p>Le aziende leader del mercato nazionale di acque minerali sono San Benedetto, Nestl\u00e9-San Pellegrino e Sant\u2019Anna, mentre Coca Cola, San Benedetto e Nestl\u00e9-San Pellegrino dominano il mercato italiano delle bibite.&nbsp;Non \u00e8 accettabile che questi grandi marchi continuino a pubblicizzare il riciclo come soluzione quando appena il 5 per cento del PET riciclato in Italia viene usato per produrre nuove bottiglie. Si tratta di una situazione inaccettabile, resa possibile dall\u2019inazione della politica che non ha definito quote obbligatorie di impiego per i contenitori riutilizzabili, n\u00e9 incentivato sistemi di deposito su cauzione come avviene ormai da decenni in numerosi Paesi europei.<\/p>\n\n<p>\u201cIl recepimento della direttiva europea sulle plastiche monouso, che dovrebbe avvenire entro il 3 luglio, sarebbe un\u2019ottima occasione per ridurne subito l\u2018impiego e promuovere il riutilizzo seguendo l\u2019esempio tedesco e francese. Eppure, a due giorni dall\u2019entrata in vigore della direttiva, non abbiamo ancora alcuna indicazione dal ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani sul decreto di recepimento. Non si accompagna il Paese verso una reale transizione ecologica se tonnellate di plastica continuano a finire nei nostri mari\u201d,&nbsp;conclude Ungherese.<\/p>\n\n<p>Per evidenziare come l\u2019uso di gas e petrolio e l\u2019impiego di plastica siano due facce della stessa medaglia, entrambi riconducibili a un\u2019economia basata sullo sfruttamento delle fonti fossili,&nbsp;questa mattina volontari e volontarie di Greenpeace hanno esposto su una spiaggia di Polignano a Mare (Bari) un grande striscione con scritto \u201cCi state bruciando il futuro\u201d, e altri striscioni che ricordano come la plastica sia prodotta a partire dal petrolio.<\/p>\n\n<p>Nelle scorse settimane Greenpeace ha lanciato una&nbsp;<a href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/petizioni\/stop-bottiglie-plastica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">petizione<\/a>&nbsp;per chiedere alle aziende leader del mercato di ridurre drasticamente il ricorso a bottiglie in plastica monouso e adottare sistemi di vendita basati sull\u2019impiego di contenitori riutilizzabili per ridurre l\u2019inquinamento marino e la dipendenza da petrolio e gas fossile.&nbsp;In queste settimane l\u2019associazione ambientalista \u00e8 impegnata nella spedizione di ricerca \u201cDifendiamo il Mare\u201d, svolta in collaborazione con la Fondazione Exodus, l\u2019Universit\u00e0 Politecnica delle Marche e il CNR-IAS di Genova. Dopo Bari, la spedizione toccher\u00e0 l\u2019Area Marina Protetta di Torre Guaceto, per concludersi il 10 luglio a Brindisi, con l\u2019obiettivo di misurare l\u2019impatto della contaminazione da plastica e microplastica e dei cambiamenti climatici in Adriatico.<\/p>\n\n<p>Scarica il rapporto\u00a0di Greenpeace \u201c<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/13948\/linsostenibile-peso-delle-bottiglie-di-plastica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">L\u2019insostenibile peso delle bottiglie di plastica<\/a>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 del 60 per cento delle bottiglie immesse al consumo in Italia ogni anno non vengono riciclate.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":5505,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[18,21,25,32],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-13969","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-mare","tag-inquinamento","tag-consumi","tag-energia","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13969","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13969"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13969\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13970,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13969\/revisions\/13970"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5505"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13969"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13969"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13969"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=13969"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}