{"id":13973,"date":"2021-07-06T12:17:43","date_gmt":"2021-07-06T10:17:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=13973"},"modified":"2021-07-06T12:59:45","modified_gmt":"2021-07-06T10:59:45","slug":"torna-plastic-radar-per-segnalare-i-rifiuti-in-plastica-dispersi-lungo-spiagge-laghi-e-fiumi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/13973\/torna-plastic-radar-per-segnalare-i-rifiuti-in-plastica-dispersi-lungo-spiagge-laghi-e-fiumi\/","title":{"rendered":"Torna \u201cplastic radar\u201d, per segnalare i rifiuti in plastica dispersi lungo spiagge, laghi e fiumi"},"content":{"rendered":"\n<p>Riparte Plastic Radar, il servizio di Greenpeace che consente a tutti di segnalare la presenza di rifiuti in plastica che inquinano spiagge, mari, fondali, fiumi e laghi. Per partecipare all\u2019iniziativa basta inviare una foto del rifiuto disperso al numero di Greenpeace +39 342 3711267 tramite l\u2019applicazione Whatsapp. Affinch\u00e9 la segnalazione sia valida, \u00e8 importante che l\u2019oggetto fotografato sia facilmente riconoscibile, che il marchio o il nome dell\u2019azienda produttrice siano ben visibili, e che siano presenti le coordinate geografiche del luogo in cui il rifiuto \u00e8 stato ritrovato.<\/p>\n\n<p>Negli anni scorsi, tra le migliaia di segnalazioni raccolte con Plastic Radar da ogni parte del nostro Paese, le bottiglie in plastica sono risultate di gran lunga la tipologia di imballaggio monouso che \u00e8 pi\u00f9 facile trovare tra i rifiuti abbandonati.<\/p>\n\n<p>\u00abL\u2019Italia \u00e8 uno dei maggiori consumatori globali di bottiglie di plastica per le acque minerali e le bevande, e ogni anno fino a 7 miliardi di queste bottiglie rischiano di finire disperse nell\u2019ambiente\u00bb, dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. \u00abNonostante questi numeri impietosi, le grandi aziende continuano a immettere sul mercato enormi quantitativi di bottiglie di plastica, non assumendosi alcuna responsabilit\u00e0 riguardo il corretto riciclo e il recupero. Se vogliamo ridurre l&#8217;inquinamento da plastica nei nostri mari e mettere da parte la dipendenza da petrolio e gas fossile, \u00e8 necessario che le grandi aziende promuovano subito l\u2019impiego di contenitori riutilizzabili e prendano le distanze dallo sfruttamento dei combustibili fossili\u00bb, conclude Ungherese.<\/p>\n\n<p>In base ai dati diffusi di recente nel rapporto di Greenpeace \u201c<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/13948\/linsostenibile-peso-delle-bottiglie-di-plastica\/\">L\u2019insostenibile peso delle bottiglie di plastica<\/a>\u201d, ogni anno finiscono sul mercato italiano pi\u00f9 di 11 miliardi di bottiglie in plastica: pi\u00f9 del 60 per cento non viene riciclato, rischiando cos\u00ec di essere disperso nell\u2019ambiente e nei mari. Questi imballaggi generano inoltre 850 mila tonnellate di CO<sub>2<\/sub> equivalenti, peggiorando la crisi climatica in atto. Le aziende che nel nostro Paese continuano a fare enormi profitti con questo business inquinante sono San Benedetto, Nestl\u00e9-San Pellegrino e Sant\u2019Anna per le acque minerali e Coca Cola, San Benedetto e Nestl\u00e9-San Pellegrino per il mercato delle bibite.<\/p>\n\n<p>Nelle scorse settimane Greenpeace <a href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/petizioni\/stop-bottiglie-plastica\/\">ha lanciato una petizione<\/a> per chiedere alle aziende leader del mercato italiano di ridurre drasticamente il ricorso a bottiglie in plastica monouso e adottare sistemi di vendita basati sull\u2019impiego di contenitori riutilizzabili. Solo cos\u00ec si potr\u00e0 ridurre l\u2019inquinamento marino e la dipendenza da petrolio e gas fossile, materie prime da cui si ricava la plastica.<\/p>\n\n<p>In queste settimane l\u2019associazione ambientalista, in collaborazione con la Fondazione Exodus e i ricercatori e le ricercatrici dell\u2019Universit\u00e0 Politecnica delle Marche e del CNR-IAS di Genova, \u00e8 impegnata nella spedizione di ricerca \u201cDifendiamo il Mare\u201d. L\u2019obiettivo \u00e8 misurare l\u2019impatto della contaminazione da plastica e microplastica e dei cambiamenti climatici in Adriatico, due fenomeni interconnessi e riconducibili a un\u2019origine comune: lo sfruttamento dei combustibili fossili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riparte Plastic Radar, il servizio di Greenpeace che consente a tutti di segnalare la presenza di rifiuti in plastica che inquinano spiagge, mari, fondali, fiumi e laghi. 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