{"id":14077,"date":"2021-08-05T16:30:04","date_gmt":"2021-08-05T14:30:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=14077"},"modified":"2024-02-22T14:58:27","modified_gmt":"2024-02-22T13:58:27","slug":"le-origini-di-greenpeace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/14077\/le-origini-di-greenpeace\/","title":{"rendered":"Le origini di Greenpeace"},"content":{"rendered":"\n<p>In settembre Greenpeace compir\u00e0 50 anni e celebrer\u00e0 mezzo secolo di attivismo ambientale, a partire dalla prima campagna per fermare i test nucleari in Alaska.<\/p>\n\n<p>In vista dell\u2019anniversario, Greenpeace rifletter\u00e0 \u2013 e vedremo la copertura dei media \u2013sulle prime campagne e su quello che \u00e8 accaduto negli anni seguenti: lezioni, rischi, fallimenti e successi. Greenpeace per\u00f2 non \u00e8 nata dal nulla. \u00c8 importante considerare alcuni elementi del contesto culturale, delle circostanze e dei movimenti che hanno dato origine a Greenpeace, nata a Vancouver, in Canada, nel 1971.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un movimento ecologista emergente<\/strong><\/h2>\n\n<p>Dopo la seconda guerra mondiale, lo <em>Zeitgeist<\/em> (spirito del tempo) si ispirava a un desiderio globale di pace. Ci\u00f2 nonostante, la Guerra Fredda tra l\u2019Unione Sovietica e gli Alleati aveva ugualmente innescato un gran numero di conflitti \u2013 in Corea, in Vietnam, in Palestina, a Cuba \u2013 e un\u2019agghiacciante corsa agli armamenti atomici.<\/p>\n\n<p>Durante gli anni Cinquanta, le persone divennero familiari con nuove parole come &#8220;fallout&#8221; o &#8220;mutazioni genetiche&#8221;, e la paura per un olocausto nucleare attanagliava il mondo intero. Il movimento per il disarmo nucleare nacque in Giappone, in risposta ai tragici eventi di Hiroshima e Nagasaki, e ben presto stabil\u00ec un legame con le pi\u00f9 antiche tradizioni pacifiste di tutto il mondo.<\/p>\n\n<p><strong>Irving e Dorothy Stowe<\/strong><\/p>\n\n<p>A Providence, Rhode Island, negli Stati Uniti, Irving e Dorothy Strasmich (in seguito &#8220;Stowe&#8221;), come altri milioni di persone, erano spaventati dalla minaccia degli ordigni atomici. Dorothy aveva organizzato il primo sindacato degli assistenti sociali del Rhode Island, diventando presidentessa del sindacato dei dipendenti pubblici. Irving era un avvocato appassionato di jazz, e i suoi amici musicisti lo avevano invitato a unirsi alla National Association for the Advancement of Coloured People (NAACP). Dorothy e Irving si sposarono nel 1953; la cena di benvenuto si tenne proprio nella sede della NAACP. La coppia partecipava alle riunioni dei quaccheri e in seguito avrebbe preso il cognome di &#8220;Stowe&#8221; in onore di Harriet Beecher Stowe, sostenitrice quacchera dei diritti delle donne e dell\u2019abolizione della schiavit\u00f9. Due decenni dopo, avrebbero contribuito a fondare Greenpeace.<\/p>\n\n<p>Gli Stowe erano dei veri combattenti. &#8220;<em>Scopri a cosa sono disposte a sottomettersi le persone<\/em>&#8220;, ricordava Dorothy citando l\u2019abolizionista Frederick Douglass, &#8220;<em>e avrai scoperto l&#8217;esatta quantit\u00e0 di ingiustizia e torto che verr\u00e0 gli verr\u00e0 inflitta<\/em>\u201d.<\/p>\n\n<p><strong>Ben <\/strong><strong>Metcalfe<\/strong><\/p>\n\n<p>Durante la seconda guerra mondiale, il canadese Ben Metcalfe aveva mentito sull\u2019et\u00e0 per entrare nell&#8217;aviazione britannica. Mentre prestava servizio in India, il leader del Congress Party Mohandas Gandhi si rifiut\u00f2 di collaborare con i britannici nello sforzo bellico. Metcalfe simpatizzava con il movimento pacifista di Gandhi, anche se faceva sembrare gli inglesi degli ipocriti.<\/p>\n\n<p>Per non bombardare i villaggi che sostenevano Gandhi, come gli era stato ordinato, Metcalfe e il suo pilota di bombardieri Hawker Demon sganciarono gli ordigni nei campi incolti, sotto gli occhi degli abitanti dei villaggi che li salutavano. Il gesto di sfida dei due aviatori era probabilmente un atto di tradimento per la legge britannica, ma Metcalfe e il suo pilota condividevano le opinioni di Gandhi. Dopo la guerra, Ben divenne giornalista a Winnipeg, in Canada, e spos\u00f2 la collega Dorothy Harris. La coppia si trasfer\u00ec a Vancouver nel 1956. Entrambi diedero un contributo fondamentale alla nascita di Greenpeace.<\/p>\n\n<p><strong>Bob Hunter<\/strong><\/p>\n\n<p>Bob Hunter era venuto a conoscenza dei test nucleari e del fallout radioattivo gi\u00e0 alle scuole elementari di Winnipeg. Da adolescente, aveva ascoltato il generale dell&#8217;esercito americano James Gavin avvertire il Senato degli Stati Uniti che un attacco nucleare sovietico avrebbe potuto rendere inabitabili vaste regioni del Nord America. Tutto questo ispir\u00f2 Bob a scrivere un breve romanzo futurista, <em>After the Bomb<\/em>, sulla civilt\u00e0 che sarebbe sorta dopo un olocausto nucleare. Hunter lasci\u00f2 la scuola nel 1958, deciso a diventare uno scrittore. A Londra incontr\u00f2 la sua futura moglie, Zoe, che lo avrebbe presentato a Bertrand Russell durante una marcia per il disarmo nucleare.<\/p>\n\n<p>Nel 1962, all&#8217;et\u00e0 di 21 anni, Hunter lesse <em>Silent Spring <\/em>di Rachel Carson e fu attratto da una nuova idea: l&#8217;ecologia. Si rese conto che l&#8217;affermazione di Carson &#8220;<em>in natura, niente esiste da solo<\/em>&#8221; era vera in senso letterale, e questo cambi\u00f2 il modo in cui guardava il mondo. Fermare il militarismo non era abbastanza; dovevamo fermare un&#8217;altra guerra in atto: quella contro la Natura.<\/p>\n\n<p>Nel frattempo, un giovane biologo, il dottor Barry Commoner, studiando i denti da latte dai bambini di St. Louis, document\u00f2 l&#8217;assorbimento dello stronzio-90, un sottoprodotto cancerogeno delle esplosioni nucleari. Il militarismo era diventato una fonte di inquinamento mortale. Il movimento per la pace e il movimento per l\u2019ecologia cominciavano a fondersi.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Guarda! Sei coinvolto<\/strong><\/h3>\n\n<p>Nel 1966, Irving e Dorothy Stowe, contrari alla guerra degli Stati Uniti in Vietnam, si trasferirono a Vancouver, sulla costa occidentale del Canada, con i loro due figli, Robert e Barbara. Partecipavano alle riunioni dei quaccheri, guidavano le marce per la pace davanti all\u2019ambasciata degli Stati Uniti e avevano una corrispondenza con Bob Hunter, che ora scriveva per il quotidiano <em>Vancouver Sun<\/em>, e con Ben e Dorothy Metcalfe, che realizzavano servizi per la CBC. Collaboravano inoltre con alcuni gruppi in difesa dei diritti degli indigeni e con Deeno Birmingham e Lille d&#8217;Easum dell\u2019associazione Canada&#8217;s Voice of Women.<\/p>\n\n<p>Hunter scriveva di ecologia, diritti civili e del movimento per la pace nella rubrica che curava per il giornale. Nel frattempo lavorava al suo primo saggio, <em>The Enemies of Anarchy<\/em>. Il libro affrontava la &#8220;<em>coscienza delle interrelazioni<\/em>&#8221; che aveva mutuato da Rachel Carson, una rivoluzione culturale che secondo Hunter avrebbe coinvolto le disuguaglianze, sociali e di genere, i media elettronici e l&#8217;ecologia. Si convinse che il prossimo grande cambiamento sociale sarebbe stato una rivoluzione ecologista. Disse ai suoi amici al pub: &#8220;<em>L&#8217;ecologia \u00e8 la vera questione<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/7918c838-gp51-9_gp01917_medium_res-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14078\" width=\"-176\" height=\"-117\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/7918c838-gp51-9_gp01917_medium_res-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/7918c838-gp51-9_gp01917_medium_res-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/7918c838-gp51-9_gp01917_medium_res-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/7918c838-gp51-9_gp01917_medium_res-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/7918c838-gp51-9_gp01917_medium_res.jpg 1199w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Bob Hunter al lavoro sulla sua macchina da scrivere. \u00a9 Greenpeace \/ Robert Kezier<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Lavorando come reporter Ben e Dorothy Metcalfe scoprirono un piano per sottrarre le terre alla Prima Nazione Sekani e costruire una diga idroelettrica finanziata da Axel Wennergren, un industriale svedese sospettato di collaborazionismo con i nazisti. La storia, inizialmente pubblicata dal quotidiano <em>Vancouver Province<\/em>, venne ripresa dai media di Toronto e indusse il ministro liberale Jack Pickersgill a un commento infelice: &#8220;<em>Non sono interessato a degli Indiani malati&#8221;<\/em>. Della vicenda si parl\u00f2 in tutto il Canada e Metcalfe divenne una celebrit\u00e0 nel mondo del giornalismo.<\/p>\n\n<p>\u200b\u200bNel 1969 Metcalfe and\u00f2 a pescare a Howe Sound, vicino a Vancouver, e si accorse della puzza che proveniva dalle ciminiere della fabbrica di cellulosa di Port Mellon. Poche settimane dopo partecip\u00f2 a una riunione della Commissione forestale e chiese ai politici che cosa intendevano fare per l&#8217;aria viziata di Howe Sound.<\/p>\n\n<p>&#8220;<em>Dobbiamo accettarlo<\/em>&#8220;, gli rispose un dirigente dell\u2019industria.<\/p>\n\n<p>&#8220;<em>No, non lo faremo<\/em>&#8220;, ribatt\u00e9 Metcalfe.<\/p>\n\n<p>Di loro iniziativa, sborsando 4 mila dollari, i Metcalfe affissero dodici manifesti pubblicitari in giro per la citt\u00e0. Crearono un logo per simboleggiare l&#8217;ambiente: due onde unite in un labirinto a spirale. &#8220;<em>Se si possono promuovere aziende e prodotti<\/em>&#8220;, disse ai suoi amici, &#8220;<em>allora si possono<\/em> <em>promuovere anche le idee<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n<p>Sui manifesti c\u2019era scritto:<\/p>\n\n<p><strong>Ecologia?<\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Guarda! Sei coinvolto.<\/strong><\/p>\n\n<p>A Vancouver stava nascendo un movimento ecologista.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Greenpeace, una pace verde<\/strong><\/h2>\n\n<p>Ero uno dei circa 50 mila americani renitenti alla leva che si opponevano alla guerra del Vietnam e che tra il 1965 e il 1973 si spostarono a nord, in Canada. Presto incontrai gli attivisti per la pace come Hunter e gli Stowe. Vancouver era una citt\u00e0 eclettica. C\u2019erano molte comunit\u00e0 cinesi e giapponesi, con templi buddisti, centri di meditazione tibetani, quaccheri, caff\u00e8 di poeti beat e una rete radicale di agricoltori, naturalisti e ambientalisti che auspicavano un ritorno alla terra.<\/p>\n\n<p>Anche Jim e Marie Bohlen si trasferirono a Vancouver per evitare la leva militare ai loro figli, Lance e Paul. Jim era del West Bronx di New York e si era arruolato nella Marina degli Stati Uniti. Come Metcalfe, era stato in Giappone dopo i bombardamenti. Aveva incontrato Marie, un&#8217;illustratrice naturalistica, membro del Sierra Club, a un raduno quacchero in Pennsylvania. A Vancouver, entrati al Sierra Club, incontrarono gli Stowe e diventarono molto amici.<\/p>\n\n<p>Nel quartiere operaio di East Vancouver, il ventiduenne Bill Darnell aveva organizzato una &#8220;Carovana ecologica&#8221;, che aveva fatto il giro della provincia. Quando il governo propose di costruire un\u2019autostrada a ridosso della spiaggia di Vancouver, Darnell diede una mano a organizzare proteste \u2013 insieme agli Stowe, agli Hunter e ad altre persone \u2013 riuscendo a bloccare i bulldozer e a fermare il progetto. Con questa campagna, gli ambientalisti di Vancouver scoprirono la pi\u00f9 grande fonte di ispirazione per ogni visionario che abbia a cuore una battaglia sociale: la possibilit\u00e0 di vincere.<\/p>\n\n<p>Un singolo evento fece incontrare tutte queste persone. Nel novembre del 1969 gli Stati Uniti annunciarono un test termonucleare con una bomba da 5 megatoni, nome in codice &#8220;Cannikan&#8221;, programmato per l\u2019ottobre del 1971 sulla remota isola di Amchitka, 4 mila chilometri a nord-ovest di Vancouver, nel Golfo dell&#8217;Alaska, tra le isole Aleutine. Si da per\u00f2 il caso che l\u2019isola fosse un rifugio federale per la fauna selvatica degli Stati Uniti, dove trovavano protezione 131 specie di uccelli marini. Un test precedente, meno potente, aveva causato scosse di magnitudo 6,9 sulla scala Richter e ucciso la fauna selvatica di tutta l&#8217;isola. Il test Cannikin sarebbe stato cinque volte pi\u00f9 potente.<\/p>\n\n<p>Bob Hunter scrisse un articolo sui rischi, spiegando che l&#8217;esplosione avrebbe potuto causare uno tsunami in grado di sommergere il Canada occidentale. Per una manifestazione al confine tra gli Stati Uniti e il Canada, cre\u00f2 lo slogan \u201cDon&#8217;t Make a Wave\u201d, &#8220;Non fate un\u2019onda&#8221;. Alla protesta incontr\u00f2 di persona Irving Stowe, che gli propose di formare un gruppo di cittadini per fermare i test nucleari. Stowe chiam\u00f2 Deeno Birmingham di Voice of Women, Bill Darnell, i Metcalfe e i Bohlen. Hunter contatt\u00f2 gli attivisti radicali Rod Mariner e Paul Watson. Formarono un gruppo ad hoc, tecnicamente un comitato del Sierra Club, che chiamarono &#8220;The Don&#8217;t Make a Wave Committee&#8221;.<\/p>\n\n<p>Il gruppo, tuttavia, non aveva ancora un piano.<\/p>\n\n<p>Jim e Marie sapevano di una nave quacchera usata per le mobilitazioni del 1958, la <em>Golden<\/em> <em>Rule<\/em>, che era salpata dalla California per il sito dei test nucleari allestito sull&#8217;isola di Enewetak, nel Mare delle Filippine. La Guardia Costiera degli Stati Uniti aveva intercettato la nave e arrestato il capitano, Albert Bigalow, ma le immagini erano apparse in tutto il mondo, entusiasmando i movimenti pacifisti. Una mattina, davanti a un caff\u00e8, Marie disse a suo marito: &#8220;<em>Dovremmo salpare su una barca per l&#8217;Alaska<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n<p>Quello stesso giorno, un giornalista del <em>Vancouver Sun<\/em> telefon\u00f2, chiedendo che cosa avesse intenzione di fare il Sierra Club per fermare i test. Colto alla sprovvista, Bohlen sbott\u00f2: &#8220;<em>Speriamo di salpare su una barca per Amchitka e affrontare le bombe nucleari<\/em>&#8220;. Il giorno dopo il <em>Sun<\/em> pubblic\u00f2 la notizia e d\u2019improvviso il Comitato Don&#8217;t Make a Wave adesso aveva un piano.<\/p>\n\n<p>Il Comitato si riun\u00ec presso la Chiesa Unitaria per discutere l\u2019idea e capire come trovare una barca e uno skipper disponibili per la spedizione. Al termine della riunione, Irving Stowe fece il segno &#8220;V&#8221; con le dita e disse: &#8220;Pace&#8221;. Bill Darnell gli rispose con calma, nello stesso modo disinvolto con cui Marie Bohlen aveva suggerito di procurarsi una barca: &#8220;<em>Facciamo in modo che sia una pace verde&#8221;<\/em>, disse.<\/p>\n\n<p>Quell\u2019espressione, &#8220;<em>pace verde<\/em>&#8220;, simboleggiava la fusione dei movimenti per la pace e per l&#8217;ecologia, e rimase impressa nella mente di tutti. Quando nel marzo del 1970 Lille d\u2019Easum, 71enne dirigente della BC Voice of Women, scrisse l\u2019articolo scientifico &#8220;<em>Nuclear Testing in the Aleutian<\/em>&#8220;, il Comitato decise di pubblicarlo a nome di &#8220;Greenpeace&#8221;: divenne il primo opuscolo di Greenpeace.<\/p>\n\n<p>Nel frattempo, l&#8217;ex ufficiale di Marina Jim Bohlen era alla ricerca di una barca. Al molo del fiume Fraser incontr\u00f2 il capitano John Cormack, 60 anni, che possedeva un peschereccio di 80 piedi, il <em>Phyllis Cormack<\/em>, dal nome da sua moglie. Cormack aveva alle spalle 40 anni di esperienza nella pesca sulla costa occidentale. L&#8217;idea di condurre la sua barca attraverso l&#8217;infido Golfo dell&#8217;Alaska nella stagione delle tempeste autunnali non lo turbava affatto. Accett\u00f2 la proposta.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/b50589b0-gp0sttirb-1024x691.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14079\" width=\"-113\" height=\"-76\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/b50589b0-gp0sttirb-1024x691.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/b50589b0-gp0sttirb-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/b50589b0-gp0sttirb-768x518.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/b50589b0-gp0sttirb-504x340.jpg 504w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/b50589b0-gp0sttirb.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>John Cormack sulla Phyllis Cormack a Klemetu.&nbsp;\u00a9 Robert Keziere \/ Greenpeace<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Quando il Sierra Club respinse l\u2019idea della campagna, il Comitato Don&#8217;t Make a Wave decise di proseguire in modo indipendente. Si costitu\u00ec come societ\u00e0 senza scopo di lucro e si prepar\u00f2 a salpare con la barca da pesca che il capitano Cormack accett\u00f2 di ribattezzare <em>Greenpeace<\/em> per il viaggio ad Amchitka.<\/p>\n\n<p>Irving Stowe chiam\u00f2 allora l\u2019artista pacifista Joan Baez, sua amica, per un concerto di beneficenza che sarebbe servito a finanziare la campagna. Baez non poteva partecipare, ma present\u00f2 Stowe a Joni Mitchell, che accett\u00f2, portando con s\u00e9 l&#8217;astro nascente James Taylor. Si unirono a loro anche la leggenda della musica pacifista Phil Ochs e la popolare band canadese Chilliwack. Nell&#8217;ottobre del 1970, l&#8217;evento raccolse 17 mila dollari, sufficienti per il noleggio della barca e per le spese essenziali.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"564\" height=\"423\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/374cf6e2-joni-mitchell-greenpeace.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14080\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/374cf6e2-joni-mitchell-greenpeace.jpg 564w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/374cf6e2-joni-mitchell-greenpeace-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/08\/374cf6e2-joni-mitchell-greenpeace-453x340.jpg 453w\" sizes=\"auto, (max-width: 564px) 100vw, 564px\" \/><figcaption>Joni Mitchell, concerto di beneficenza, 1970. \u00a9 George Diack, Vancouver Sun<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Greenpeace nacque spontaneamente dalle proteste sociali degli anni Sessanta, dalle battaglie per i diritti civili e per i diritti delle donne, degli indigeni e dei lavoratori, dal pacifismo e dall&#8217;emergente consapevolezza ecologica. Dopo questa prima campagna, il Comitato Don&#8217;t Make A Wave decise di adottare il nome che esprimeva alla perfezione il nuovo spirito del tempo: Greenpeace Foundation.<\/p>\n\n<p><strong>L&#8217;autore<\/strong><\/p>\n\n<p><em>Rex Weyler \u00e8 stato il direttore di Greenpeace Foundation, l\u2019editore della prima newsletter dell\u2019organizzazione e uno dei fondatori di Greenpeace International nel 1979.<\/em><\/p>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. 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