{"id":14230,"date":"2021-09-29T11:38:18","date_gmt":"2021-09-29T09:38:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=14230"},"modified":"2024-02-23T10:22:47","modified_gmt":"2024-02-23T09:22:47","slug":"greenpeace-blocca-meeting-dellindustria-del-gas-e-del-petrolio-e-inscena-su-una-trivella-il-patto-della-finzione-ecologica-fra-draghi-cingolani-ed-eni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/14230\/greenpeace-blocca-meeting-dellindustria-del-gas-e-del-petrolio-e-inscena-su-una-trivella-il-patto-della-finzione-ecologica-fra-draghi-cingolani-ed-eni\/","title":{"rendered":"Greenpeace blocca meeting dell&#8217;industria del gas e del petrolio e inscena su una trivella il &#8220;patto della finzione ecologica&#8221; fra Draghi, Cingolani ed Eni"},"content":{"rendered":"\n<p>Questa mattina attivisti e attiviste di Greenpeace Italia sono entrati in azione sulla piattaforma Porto Corsini Mare Ovest, al largo delle coste di Ravenna, per denunciare il \u201cpatto della finzione ecologica\u201d, che vincola il nostro Paese alle fonti fossili, e le inefficaci politiche del governo contro la crisi climatica, che finiscono per favorire solo aziende inquinanti come ENI.<\/p>\n\n<p>Mentre gli attivisti con le maschere di Draghi e Cingolani inscenavano la stipula del \u201cpatto\u201d con il Cane a sei zampe simbolo di ENI, sulla trivella \u00e8 stato esposto un grande striscione con il messaggio \u201cBasta bugie di ENI, nascondere CO<sub>2<\/sub> non salva il clima\u201d. Il riferimento \u00e8 al CCS, il controverso progetto di cattura e stoccaggio della CO<sub>2<\/sub> che il colosso dell\u2019energia vorrebbe realizzare proprio a Porto Corsini, finanziato con soldi pubblici. Infine, un altro gruppo di attiviste e attivisti ha scritto \u201cNo CCS\u201d e \u201cTrivelle = cambiamenti climatici\u201d sulle pareti e sul pavimento della piattaforma di ENI.<\/p>\n\n<p>\u00ab\u00c8 bene che il governo getti la maschera e prenda finalmente una posizione chiara: sta dalla parte di chi invoca azioni serie e concrete per salvaguardare il clima, o dalla parte dei grandi inquinatori come ENI, che continuano a fare affari con il gas fossile e il petrolio, ricevendo per di pi\u00f9 fondi pubblici?\u00bb, chiede Luca Iacoboni, responsabile Energia e Clima di Greenpeace Italia. \u00abProgetti come il CCS sono solo un pretesto per continuare a estrarre e bruciare gas fossile e non devono essere finanziati con le tasse di italiane e italiani. Il Presidente Draghi dica chiaramente se l\u2019Italia vuole puntare sulle rinnovabili, bloccate da anni, o su false soluzioni come il CCS e il gas fossile\u00bb.<\/p>\n\n<p>In contemporanea, a pochi chilometri di distanza, un altro gruppo di attivisti e attiviste di Greenpeace ha bloccato simbolicamente uno degli ingressi del palasport di Ravenna, che in questi giorni ospita il Med Energy Conference Exhibition. Un appuntamento a cui prendono parte i rappresentati di alcune delle aziende pi\u00f9 impattanti sul clima del pianeta (come ENI, Shell e Total), istituzioni locali, tra cui il sindaco di Ravenna, e i delegati dei governi di Libia, Egitto, Cipro, Italia. La sicurezza del convegno ha cercato di nascondere dietro alcune transenne gli attivisti di Greenpeace per celare il dissenso alla vista dei delegati, proprio come l\u2019industria dei combustibili fossili cerca di nascondere le proprie responsabilit\u00e0 nelle emissioni di CO<sub>2<\/sub> dietro false soluzioni come il CCS e la cortina di fumo del <em>greenwahing<\/em>. Gli attivisti si sono quindi spostati davanti all\u2019ingresso del palasport che ospita la conferenza, dove hanno continuato la loro protesta pacifica, durata cinque ore.<\/p>\n\n<p>L\u2019organizzazione ambientalista denuncia l\u2019impatto ambientale delle aziende presenti al meeting e dei loro piani per il futuro, ma anche le scelte del governo italiano. In queste ore, infatti, scade la moratoria che per due anni e mezzo ha bloccato ogni nuovo progetto di prospezione e ricerca di idrocarburi in Italia. Senza l\u2019approvazione di un serio Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PiTESAI), che indichi in modo chiaro dove non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile estrarre gas fossile e petrolio, le trivelle rischiano di rimettersi in moto.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abNonostante siano passati pi\u00f9 di due anni, il governo non \u00e8 riuscito a presentare un piano degno di questo nome\u00bb, dichiara Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia. \u00abInvece di fermare per sempre questi progetti devastanti e imboccare la strada della decarbonizzazione, il governo italiano lascia aperta la porta a nuove trivellazioni, mettendo a rischio la salute del clima e dei nostri mari. Non solo, nel testo presentato dal governo Draghi viene preso in considerazione perfino il ricorso a tecnologie controverse e potenzialmente pericolose come il CCS per riutilizzare le piattaforme dismesse, come potrebbe accadere per la piattaforma dove abbiamo protestato oggi\u00bb.<\/p>\n\n<p>Ravenna \u00e8 una delle citt\u00e0 italiane pi\u00f9 esposte agli impatti dei cambiamenti climatici. Secondo uno studio dell\u2019ENEA, l\u2019area del ravennate rischia infatti di scomparire nel giro di qualche decennio a causa dell\u2019innalzamento del livello dei mari e dell\u2019erosione costiera. C\u2019\u00e8 ancora tempo per salvare la citt\u00e0 e rilanciare la sua economia, puntando sulle rinnovabili e sull\u2019efficienza energetica, ma occorre fare presto.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Per aggiornamenti \ud83e\udc6a Segui il canale Twitter @Greenepace_ITA&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa mattina attivisti e attiviste di Greenpeace Italia sono entrati in azione sulla piattaforma Porto Corsini Mare Ovest, al largo delle coste di Ravenna.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":14231,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[29,33,32],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-14230","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-clima","tag-azioni","tag-energia","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14230","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14230"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14230\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14241,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14230\/revisions\/14241"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14231"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14230"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14230"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=14230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}