{"id":14350,"date":"2021-10-29T13:48:27","date_gmt":"2021-10-29T11:48:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=14350"},"modified":"2021-10-29T13:48:30","modified_gmt":"2021-10-29T11:48:30","slug":"emergenza-climatica-ciclone-in-sicilia-aumentano-le-temperature-nelle-profondita-dei-nostri-mari-greenpeace-chiede-azioni-concrete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/14350\/emergenza-climatica-ciclone-in-sicilia-aumentano-le-temperature-nelle-profondita-dei-nostri-mari-greenpeace-chiede-azioni-concrete\/","title":{"rendered":"Emergenza climatica: ciclone in Sicilia, aumentano le temperature nelle profondit\u00e0 dei nostri mari, Greenpeace chiede azioni concrete"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/10\/7728d272-05-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14353\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/10\/7728d272-05-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/10\/7728d272-05-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/10\/7728d272-05-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/10\/7728d272-05-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/10\/7728d272-05-1-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/10\/7728d272-05-1.jpg 1966w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Mentre continua l\u2019allerta meteo in Sicilia per il ciclone tropicale mediterraneo (o medicane, dalla contrazione di <em>Mediterranean hurricane<\/em>) che in questi giorni ha colpito Catania causando gi\u00e0 tre vittime e che potrebbe intensificare la propria violenza spostandosi in altre zone del sud Italia, Greenpeace rende noti i primi risultati raccolti quest\u2019anno nell\u2019ambito del progetto Mare caldo, una rete di monitoraggio che prevede l&#8217;installazione di termometri per misurare l\u2019aumento della temperatura del mare, che \u00e8 proprio una delle concause di questi fenomeni estremi.<\/p>\n\n<p>La stazione di misurazione delle temperature marine posizionata sulla costa nord-occidentale dell\u2019Isola d\u2019Elba ha rivelato che quest\u2019estate \u2013 tra le pi\u00f9 calde mai registrate nella penisola italiana \u2013le temperature medie misurate a luglio e agosto dai 20 ai 40 metri di profondit\u00e0 sono state di circa 1,5 gradi centigradi pi\u00f9 alte di quelle del 2020, raggiungendo valori medi di quasi 18 gradi centigradi nei mesi estivi a una profondit\u00e0 di 40 metri. Un chiaro segnale che i cambiamenti climatici sono ormai una realt\u00e0 anche negli ambienti pi\u00f9 profondi dei nostri mari e costituiscono una grave minaccia per la biodiversit\u00e0.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abI dati registrati da satellite indicano un aumento di oltre 1,5 gradi centigradi delle temperature superficiali negli ultimi quarant\u2019anni nel mare Mediterraneo. Il progetto Mare caldo evidenzia come le temperature stiano aumentando anche negli strati pi\u00f9 profondi, ambienti solitamente pi\u00f9 stabili dove anche le minime variazioni di temperatura possono causare conseguenze drammatiche sugli organismi che vi abitano. Noi stessi durante i monitoraggi condotti per il progetto abbiamo potuto osservare un aumento di mortalit\u00e0 degli organismi pi\u00f9 sensibili. Sono ormai evidenti cambiamenti significativi nella struttura e nella composizione delle comunit\u00e0 betoniche negli ambienti marini sommersi, con gravi conseguenze non solo per la biodiversit\u00e0 marina ma anche per le economie che da essa dipendono\u00bb, dichiara Monica Montefalcone, ricercatrice del DiSTAV dell\u2019Universit\u00e0 di Genova, responsabile scientifica del progetto Mare caldo.<\/p>\n\n<p>Proprio nelle scorse settimane Greenpeace insieme ai ricercatori del DiSTAV dell\u2019Universit\u00e0 di Genova sono stati all\u2019Isola d\u2019Elba per monitorare gli impatti dei cambiamenti climatici sulle comunit\u00e0 di scogliera. Da una prima analisi, confrontando i dati raccolti nei primi due anni di progetto, \u00e8 emerso un aumento della mortalit\u00e0 degli organismi pi\u00f9 sensibili legato all\u2019innalzamento delle temperature. Nell&#8217;ambito dei monitoraggi condotti nel 2020, solo il 10% delle gorgonie rosse (<em>Paramuricea clavata<\/em>), tra i 30 e i 40 metri di profondit\u00e0, riportavano segni di necrosi, mentre nel 2021 la percentuale \u00e8 raddoppiata. Lo stesso impatto \u00e8 stato osservato, a minori profondit\u00e0, per le alghe rosse corallinacee che mostrano segni di sbiancamento e mortalit\u00e0 sempre pi\u00f9 evidenti. Eventi di moria sono stati inoltre osservati, in entrambi gli anni di monitoraggi, per il 25% delle gorgonie gialle (<em>Eunicella cavolini<\/em>) e per il 60% circa del madreporario mediterraneo (<em>Cladocora caespitosa<\/em>). Le analisi sembrano quindi confermare le tendenze osservate negli ultimi vent\u2019anni dai ricercatori del DiSTAV: il confronto dei dati raccolti dal 2000 a oggi mostra come le comunit\u00e0 bentoniche di scogliera dell&#8217;Isola d&#8217;Elba stiano pian piano cambiando, con la perdita di alcune specie native e l\u2019arrivo di specie termofile e aliene che meglio resistono alle alte temperature e che si stanno quindi gradualmente spostando verso nord, come i pesci pappagallo (<em>Sparisoma cretense<\/em>) o l\u2019alga aliena <em>Caulerpa cylindracea<\/em>,<em> <\/em>oggi ampiamente<em> <\/em>diffusa all\u2019Isola d\u2019Elba fino a 40 metri di profondit\u00e0<em>.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n<p>Nelle prossime settimane i ricercatori del DiSTAV analizzeranno i dati raccolti dalle altre stazioni del progetto per verificare se l\u2019aumento delle temperature registrate all\u2019Elba siano coerenti nelle diverse aree dei mari italiani. A oggi sono ben nove le stazioni che fanno parte del progetto Mare caldo di Greenpeace, di cui otto sono in Aree Marine Protette che hanno deciso di entrare a far parte della rete di monitoraggio.<\/p>\n\n<p>\u00abNon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo da perdere. \u00c8 evidente che stiamo gi\u00e0 assistendo a drammatici cambiamenti, sia a terra che in mare. Eventi climatici estremi, siccit\u00e0 e trombe d\u2019aria sono ormai una realt\u00e0 anche nel nostro Paese, con impatti gravissimi non solo sulla biodiversit\u00e0 ma sulla vita delle persone. Chiediamo all\u2019Italia, come presidente del G20 e vicepresidente della prossima conferenza sul clima, di non nascondersi dietro a chiacchere e a false soluzioni ma di promuovere azioni concrete, a cominciare dal divieto di ogni nuova attivit\u00e0 di trivellazione offshore. Le estrazioni di idrocarburi mettono a rischio il nostro mare due volte: in modo diretto con le attivit\u00e0 di esplorazione e perforazione, e in modo indiretto con le conseguenze causate dall\u2019utilizzo dei combustibili fossili\u00bb, conclude Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia.<\/p>\n\n<p>\u00c8 preoccupante che a sei anni di distanza dagli accordi di Parigi, firmati nel 2015 per limitare l\u2019aumento della temperatura globale entro la soglia di 1,5 gradi centigradi, le emissioni di gas serra continuino ad aumentare e con esse le temperature. Secondo l&#8217;osservatorio europeo sul clima Copernicus, l\u2019estate del 2021 \u00e8 stata la pi\u00f9 calda in Europa negli ultimi trent\u2019anni, e le temperature registrate sulla terraferma da ISAC-CNR in Italia indicano che \u00e8 stata la sesta pi\u00f9 calda dalla fine dell\u2019Ottocento, con medie che hanno superato di circa 1,5 gradi centigradi quelle degli ultimi trent\u2019anni.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n<p>I leader mondiali riuniti oggi a Roma per l\u2019inizio del G20 devono mettere in atto azioni concrete per tagliare le emissioni climalteranti il pi\u00f9 velocemente possibile: ulteriori rinvii porteranno solo all\u2019aggravarsi di fenomeni estremi come quelli che stanno colpendo in questi giorni il Sud Italia.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre continua l\u2019allerta meteo in Sicilia per il ciclone tropicale mediterraneo (o medicane, dalla contrazione di Mediterranean hurricane) che in questi giorni ha colpito Catania causando gi\u00e0 tre vittime e&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":14353,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[18,22,29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-14350","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-mare","tag-biodiversita","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14350","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14350"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14350\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14354,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14350\/revisions\/14354"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14353"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14350"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14350"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14350"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=14350"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}