{"id":14432,"date":"2021-11-05T10:26:45","date_gmt":"2021-11-05T09:26:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=14432"},"modified":"2024-02-22T17:37:17","modified_gmt":"2024-02-22T16:37:17","slug":"il-carbon-capture-and-storage-ccs-una-tecnologia-che-finora-ha-fallito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/14432\/il-carbon-capture-and-storage-ccs-una-tecnologia-che-finora-ha-fallito\/","title":{"rendered":"Il Carbon Capture and Storage (CCS): una tecnologia che finora ha fallito"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/044f0c8f-gp1sw1tr_web_size_with_credit_line-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14422\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/044f0c8f-gp1sw1tr_web_size_with_credit_line-1.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/044f0c8f-gp1sw1tr_web_size_with_credit_line-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/044f0c8f-gp1sw1tr_web_size_with_credit_line-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/044f0c8f-gp1sw1tr_web_size_with_credit_line-1-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Greenpeace Italy activists have taken action on the &#8220;Porto Corsini&#8221; platform, off the coast of Ravenna, to denounce the &#8220;Pact of ecological fiction&#8221; which binds Italy to fossil fuels such as gas and oil. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<p>L\u2019idea di<strong> \u201ccatturare\u201d la CO<sub>2 <\/sub><\/strong>al camino di un impianto, intubarla e stoccarla nel sottosuolo \u2013 magari avendola \u201cutilizzata\u201d in qualche processo industriale \u2013 \u00e8 l\u2019obiettivo perseguito dall\u2019<strong>industria fossile<\/strong> da oltre un ventennio con risultati finora deludenti e avendo bruciato molti miliardi. <\/p>\n\n<h2 class=\"has-dark-green-800-color has-text-color wp-block-heading\"><em>L\u2019obiettivo \u00e8 salvare carbone, petrolio e gas e farli considerare \u201ca basse emissioni\u201d<\/em><\/h2>\n\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 ovvio: \u201csalvare\u201d i <strong>combustibili fossili<\/strong> \u2013 <strong>carbone, petrolio e gas<\/strong> \u2013 che in questo modo potrebbero essere considerati \u201ca <strong>basse emissioni<\/strong>\u201d visto che queste tecnologie non consentirebbero comunque <strong>emissioni zero<\/strong>. <\/p>\n\n<p>La maggior parte dei relativamente pochi impianti in funzione serve in realt\u00e0 a estrarre <strong>petrolio<\/strong> da pozzi gi\u00e0 in declino produttivo: iniettando CO<sub>2<\/sub> nel pozzo esce pi\u00f9 petrolio assieme a una parte (circa il 40%) di CO<sub>2<\/sub> iniettata. Ma l\u2019estrazione aumentata di <strong>petrolio<\/strong> significa poi pi\u00f9 <strong>emissioni<\/strong> di <strong>CO<sub>2<\/sub> in atmosfera<\/strong>, per cui il significato ambientale \u00e8 se non del tutto nullo abbastanza limitato.\u00a0 Altri impianti funzionano in pozzi di <strong>estrazione del gas<\/strong>: assieme al <strong>gas<\/strong> esce dal sottosuolo una quota minore di <strong>CO<sub>2<\/sub><\/strong> che viene reiniettata come accade in impianti norvegesi.<\/p>\n\n<h2 class=\"has-dark-green-800-color has-text-color wp-block-heading\">Una tecnologia fallimentare <\/h2>\n\n<p>Per il resto, al momento, i fallimenti sembrano segnare lo sviluppo di questa tecnologia. In Texas a <strong>Petra Nova <\/strong>nel 2020 un impianto collegato a una <strong>centrale a carbone <\/strong>dell\u2019azienda NRG \u00e8 stato bloccato per gli elevati costi. La CO<sub>2<\/sub> poi sarebbe stata utilizzata per estrarre <strong>petrolio<\/strong> ma in una fase di<strong> bassi prezzi del<\/strong> <strong>petrolio<\/strong> i costi non sono sopportabili. <\/p>\n\n<p>Il processo del <strong>CCS<\/strong> \u00e8 molto energivoro, ragion per cui a Petra Nova un<strong> impianto a gas<\/strong> produceva energia (le cui <strong>emissioni<\/strong> <strong>non<\/strong> venivano <strong>abbattute<\/strong>) per <strong>catturare la CO<sub>2<\/sub><\/strong> dal camino della centrale a <strong>carbone<\/strong> e usarla per estrarre <strong>petrolio<\/strong>. Ad ogni modo, l\u2019impianto di Petra Nova, entrato in funzione nel 2017 e fermato nel 2020 aveva gi\u00e0 avuto 367 giorni di fermo tecnico per problemi di funzionamento e, nel complesso, ha \u201cbruciato\u201d un miliardo di dollari di perdite economiche.<\/p>\n\n<p>Un altro fallimento recente si \u00e8 registrato quest\u2019anno all\u2019<strong>impianto Gorgon della Chevron <\/strong>in <strong>Australia<\/strong> utilizzato presso un terminale di liquefazione del <strong>gas<\/strong>. Dopo 5 anni di funzionamento i risultati sono stati di una cattura del 24% della CO<sub>2<\/sub> emessa rispetto a un obiettivo dell\u201980%. La perdita economica ammonta a 3 miliardi di dollari.<\/p>\n\n<h2 class=\"has-dark-green-800-color has-text-color wp-block-heading\">Il CCS di ENI a Ravenna<\/h2>\n\n<p>Il <strong>CCS<\/strong> \u00e8 al centro del progetto <strong>ENI<\/strong> di <strong>Ravenna<\/strong> il cui obiettivo strategico \u00e8 la produzione di \u201c<strong>idrogeno<\/strong> <strong>blu<\/strong>\u201d, cio\u00e8 a <strong>basse emissioni di gas serra <\/strong>grazie alla <strong>cattura e stoccaggio della <\/strong><meta charset=\"utf-8\"><strong>CO<sub>2<\/sub><\/strong>. <strong>L\u2019idrogeno<\/strong> viene oggi prodotto trattando il <strong>gas<\/strong> <strong>metano<\/strong> con vapore ad alta temperatura e pressione (un processo noto come <em>Steam Methane Reforming<\/em>). Si tratta di un processo molto energivoro \u2013 viene bruciato di solito <strong>gas<\/strong> per produrre questo vapore ad alta temperatura \u2013 ed emessa una grande quantit\u00e0 di <strong>emissioni<\/strong> non solo per l\u2019uso di energia ma soprattutto per il processo che libera <strong>idrogeno<\/strong> ma produce CO<sub>2<\/sub>.<\/p>\n\n<p>Di recente una analisi sul caso americano ha mostrato quanto poco \u201cverde\u201d sia l\u2019<strong>idrogeno blu <\/strong>nel contesto di quel Paese. Infatti, conteggiando tutte le emissioni del processo produttivo incluse le \u201cperdite fuggitive\u201d di <strong>metano<\/strong>, il vantaggio ambientale dell\u2019<strong>idrogeno blu<\/strong> sarebbe di una riduzione solo del 12%. Questo perch\u00e9 le perdite di gas negli USA sono molto elevate anche per le perdite dovute l&#8217;estrazione dello <strong>shale gas<\/strong> (<strong>gas di scisto<\/strong>), che \u00e8 un processo che prevede molte perforazioni e microfratturazioni della roccia.\u00a0<\/p>\n\n<p>In Italia le perdite dalla rete <strong>gas<\/strong> sono molto contenute. Ma il <strong>gas<\/strong> che utilizziamo arriva da molto lontano e da Paesi \u2013 come la <strong>Russia<\/strong> \u2013 le cui performance ambientali sono molto discutibili e le perdite vanno conteggiate lungo tutto il ciclo produttivo dall\u2019estrazione al consumo. E, dunque, anche nel caso italiano il \u201cvantaggio\u201d ambientale dell\u2019<strong>idrogeno blu <\/strong>potrebbe essere molto limitato anche se migliore rispetto a quello calcolato per gli USA.<\/p>\n\n<p>Infine, i <strong>costi<\/strong>: ammesso che un impianto funzioni come previsto, siamo attorno almeno ai 100 \u20ac per tonnellata di CO2. Se poi, come in Australia, l\u2019efficienza dell\u2019impianto \u00e8 meno di un terzo del previsto, i costi sono pi\u00f9 che tripli. <\/p>\n\n<p>L\u2019<strong>ENI <\/strong>far\u00e0 certamente meglio.  Ma, questo \u00e8 il punto politico, <strong>non coi nostri soldi<\/strong>.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/8c07e693-gp1sw1ty_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14434\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/8c07e693-gp1sw1ty_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/8c07e693-gp1sw1ty_web_size_with_credit_line-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/8c07e693-gp1sw1ty_web_size_with_credit_line-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/8c07e693-gp1sw1ty_web_size_with_credit_line-453x340.jpg 453w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Greenpeace Italy activists have taken action on the &#8220;Porto Corsini&#8221; platform, off the coast of Ravenna, to denounce the &#8220;Pact of ecological fiction&#8221; which binds Italy to fossil fuels such as gas and oil. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. 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