{"id":14467,"date":"2021-11-14T12:20:39","date_gmt":"2021-11-14T11:20:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=14467"},"modified":"2024-02-22T17:36:42","modified_gmt":"2024-02-22T16:36:42","slug":"a-glasgow-il-carbone-sopravvive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/14467\/a-glasgow-il-carbone-sopravvive\/","title":{"rendered":"A Glasgow il carbone sopravvive"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/6f5abdc8-256236040_10159110411778300_7714113139692286323_n-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14468\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/6f5abdc8-256236040_10159110411778300_7714113139692286323_n-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/6f5abdc8-256236040_10159110411778300_7714113139692286323_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/6f5abdc8-256236040_10159110411778300_7714113139692286323_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/6f5abdc8-256236040_10159110411778300_7714113139692286323_n-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/6f5abdc8-256236040_10159110411778300_7714113139692286323_n-340x340.jpg 340w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/6f5abdc8-256236040_10159110411778300_7714113139692286323_n.jpg 1196w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;accordo finale sul clima della COP26 \u00e8 debole e poco ambizioso. L&#8217;obiettivo 1.5\u00b0 resta appeso ad un filo. <\/h3>\n\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato su <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/a-glasgow-il-carbone-sopravvive\/\">Il Manifesto.<\/a><\/em><\/p>\n\n<p>La Conferenza di Glasgow si chiude con&nbsp;<a href=\"https:\/\/unfccc.int\/process-and-meetings\/conferences\/glasgow-climate-change-conference-october-november-2021\/outcomes-of-the-glasgow-climate-change-conference\">un testo<\/a>&nbsp;che, partito debole in partenza, \u00e8 stato ulteriormente indebolito al filo di lana sul tema dell\u2019eliminazione del carbone, su richiesta dell\u2019India. La distanza tra l\u2019urgenza delle azioni necessarie e la lentezza negoziale non \u00e8 certamente una novit\u00e0, ma questa volta \u00e8 scritta nero su bianco.<\/p>\n\n<p>Infatti, guardando tra i pochi aspetti positivi del documento, sopravvive il riferimento allo scenario del contenimento entro il 1,5\u00b0C e la conseguente necessit\u00e0 di tagliare del 45 per cento le emissioni di gas serra entro il decennio. Ma gli impegni per realizzare l\u2019obiettivo non ci sono. Si rimanda al 2022 la presentazione dei nuovi obiettivi volontari, in ritardo dunque rispetto alla tabella di marcia fissata a Parigi nel 2015. <\/p>\n\n<p>Tutto quello che siamo riusciti a ottenere \u00e8 stato solo grazie ai giovani, ai leader indigeni, agli attivisti e ai Paesi pi\u00f9 esposti agli impatti della crisi climatica, che hanno strappato qualche impegno concesso a malincuore. Senza di loro, questi negoziati sarebbero stati un completo fallimento. <\/p>\n\n<p>La COP26, lo ricordiamo, si doveva tenere l\u2019anno scorso e fu rimandata causa pandemia. La sua importanza stava proprio nel fatto che, passati 5 anni dall\u2019Accordo di Parigi, era prevista la presentazione di impegni pi\u00f9 ambiziosi come richiesto dal meccanismo negoziale. Sin dal 2015 era evidente che l\u2019andamento delle emissioni e degli impegni gi\u00e0 assunti portavano verso un aumento molto maggiore della temperatura media globale, ben oltre i 2\u00b0C e dunque fuori dall\u2019obiettivo di rimanere \u201cben al di sotto\u201d di quella soglia e possibilmente verso 1,5\u00b0C.<\/p>\n\n<p>La nota pi\u00f9 dolente riguarda il carbone. L\u2019emendamento proposto dall\u2019India, e poi approvato pur di chiudere il negoziato, di sostituire la progressiva eliminazione (<em>phase-out<\/em>) del carbone con la sua riduzione (<em>phase-down<\/em>) \u00e8 il segno del fallimento di questa COP26. Ma anche con questo annacquamento, il carbone rimane la prima fonte energetica da eliminare nella lista ed \u00e8 interesse di tutti i Paesi farlo e quelli ricchi dovrebbero aiutare a finanziare questa transizione.<\/p>\n\n<p>In tema di sussidi \u00e8 stato incluso un riferimento alla \u201cgiusta transizione\u201d \u2013 altro punto positivo \u2013 per rispondere al tema sia della riconversione dei lavoratori del settore fossile che degli aiuti per non far gravare sulle fasce pi\u00f9 deboli i costi della transizione.<\/p>\n\n<p>Sulla questione degli \u201c<em>offset<\/em>&nbsp;forestali\u201d \u2013 cio\u00e8 i permessi di emissione associati alle compensazioni forestali, il testo \u00e8 molto ambiguo e pieno di scappatoie ed \u00e8 stato annunciato dal segretario generale dell\u2019ONU che verr\u00e0 sottoposto a revisione.<\/p>\n\n<p>Molto c\u2019\u00e8 ancora da fare per evitare che il commercio di questi certificati vanifichi ogni serio sforzo di ridurre le emissioni.<\/p>\n\n<p>Sugli impegni finanziari dei Paesi pi\u00f9 sviluppati mirati a compensare i danni climatici ai Paesi meno sviluppati, le cifre necessarie sono ancora lontane da quello che servirebbe e anche questo \u00e8 un aspetto che dovrebbe essere tra le priorit\u00e0 della Conferenza dell\u2019anno prossimo in Egitto.<\/p>\n\n<p>Di politicamente positivo c\u2019\u00e8 stata l\u2019inattesa presentazione di un documento congiunto Cina-USA che, pur non contenendo impegni minimamente adeguati alla sfida, si spera possa tradursi in una collaborazione fattiva di cui ci sarebbe bisogno.<\/p>\n\n<p>Del tutto deludente, invece, la presenza dell\u2019Unione Europea segnata da ipocrisia e vero e proprio&nbsp;<em>greenwashing<\/em>. Nelle ultime due settimane, infatti, le proposte della Commissione hanno dato il via libera per autorizzare in modo accelerato le infrastrutture del gas fossile che hanno inserito nella proposta di Tassonomia (per definire cosa \u00e8 \u201csostenibile\u201d) assieme al nucleare e, in questi giorni, i funzionari stanno lavorando per indebolire la proposta di normativa che metta al bando l\u2019importazione di prodotti provenienti da deforestazione. Il \u201cGreen New Deal\u201d europeo \u2013 in attesa del nuovo governo tedesco? \u2013 ne esce davvero ridimensionato.<\/p>\n\n<p>L\u2019Italia ha inaspettatamente aderito alla coalizione BOGA (<a href=\"https:\/\/beyondoilandgasalliance.com\/\">Beyond Oil and Gas Alliance<\/a>). Si tratta di un piccolo gruppo di Paesi che si pone l\u2019obiettivo eliminare anche petrolio e gas. Abbiamo per\u00f2 aderito senza impegni precisi al grado minimo di coinvolgimento, come \u201camici\u201d.<\/p>\n\n<p>Vediamo se come \u201camici\u201d di quelli che vogliono eliminare anche petrolio e gas il governo sar\u00e0 capace di far ripartire le rinnovabili (e non le trivelle), come ha promesso, sbloccando i processi autorizzativi come anche in questi giorni va annunciando. Sarebbe ora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato su Il Manifesto.<\/p>\n","protected":false},"author":24,"featured_media":14468,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17,24],"tags":[29,31,32],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-14467","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","category-scegli","tag-clima","tag-volontariato","tag-energia","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14467","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/24"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14467"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14467\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14474,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14467\/revisions\/14474"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14468"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14467"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14467"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14467"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=14467"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}