{"id":14505,"date":"2021-11-24T15:19:08","date_gmt":"2021-11-24T14:19:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=14505"},"modified":"2021-11-24T15:19:11","modified_gmt":"2021-11-24T14:19:11","slug":"greenpeace-in-azione-nel-porto-di-ravenna-limportazione-di-soia-per-gli-allevamenti-intensivi-distrugge-le-foreste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/14505\/greenpeace-in-azione-nel-porto-di-ravenna-limportazione-di-soia-per-gli-allevamenti-intensivi-distrugge-le-foreste\/","title":{"rendered":"Greenpeace in azione nel porto di Ravenna: \u00abL\u2019importazione di soia per gli allevamenti intensivi distrugge le foreste\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/afe73542-14-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14506\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/afe73542-14-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/afe73542-14-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/afe73542-14-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/afe73542-14-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/afe73542-14-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/11\/afe73542-14.jpg 1720w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Questa mattina nel porto di Ravenna un gruppo di attiviste e attivisti di Greenpeace ha dato vita a una protesta spettacolare contro la massiccia importazione di soia che arriva in Italia, in gran parte destinata all\u2019alimentazione degli animali rinchiusi negli allevamenti intensivi. Nel porto di Ravenna transita infatti circa la met\u00e0 della soia importata nel nostro Paese, la cui produzione causa la distruzione delle foreste e di altri importanti ecosistemi. La protesta pacifica dell\u2019associazione ambientalista ha coinvolto lo stabilimento di Bunge Italia Spa, succursale di Bunge Limited, una delle pi\u00f9 grandi aziende dedicate alla produzione e al commercio internazionale di materie prime agricole, inclusa la soia.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Gli attivisti, provenienti da diversi Paesi europei, hanno scalato i silos usati per stipare tonnellate di mangimi e hanno aperto due grandi striscioni: il primo con un\u2019immagine di quasi 200 mq raffigurante degli animali in fuga da una foresta in fiamme, il secondo con la scritta \u201cSoia che distrugge le foreste\u201d. L\u2019azione si \u00e8 conclusa dopo sei ore con gli attivisti di Greenpeace che hanno dipinto su uno dei silos, alti circa 30 metri, la scritta \u201cContiene foreste\u201d. Pochi chilometri pi\u00f9 in l\u00e0, un altro gruppo di attivisti, con l\u2019impiego di un maiale gigante in legno riciclato e iuta, ha sbarrato l\u2019ingresso principale dello stabilimento di Bunge Italia, incatenandosi a uno dei cancelli e mostrando uno striscione con la scritta \u201cSoia per mangimi = Deforestazione\u201d.<\/p>\n\n<p>Dopo Paesi Bassi, Germania e Spagna, l\u2019Italia \u00e8 tra i principali importatori europei di questa leguminosa, che acquistiamo principalmente da Argentina e Brasile. Da queste due nazioni, che ospitano ecosistemi di grande importanza per la salute del pianeta, proviene infatti circa il 65 per cento della soia importata in Italia nel 2020.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abEcosistemi come il Cerrado, la savana pi\u00f9 ricca di biodiversit\u00e0 al mondo, sono gravemente minacciati dalla produzione agricola industriale e dalla zootecnia, nonostante gli impegni assunti da aziende e multinazionali per proteggerli\u00bb, commenta Martina Borghi, campagna foreste di Greenpeace Italia. \u00abBunge, per esempio, si era gi\u00e0 impegnata a eliminare prodotti che causano deforestazione dalle proprie catene di approvvigionamento in tutto il mondo entro il 2025, ma continua ad avere interessi commerciali con una grande tenuta agricola come Agroneg\u00f3cio Estrondo, gi\u00e0 accusata in passato di deforestazione e accaparramento di terre, e che ancora oggi non esita a farsi largo nel Cerrado brasiliano, distruggendo l\u2019ecosistema e perpetrando violenze ai danni delle comunit\u00e0 forestali tradizionali che vivono e proteggono quelle terre da generazioni\u00bb.<\/p>\n\n<p>La settimana scorsa l&#8217;Unione Europea ha pubblicato la prima bozza della normativa per proteggere le foreste del mondo, che per\u00f2 ha alcune gravi lacune. Il testo, infatti, riconosce l&#8217;importanza di proteggere le foreste ma non altri importanti ecosistemi, come appunto il Cerrado. Inoltre, il rispetto delle normative internazionali per la tutela dei diritti umani non viene considerato tra i requisiti necessari per immettere prodotti e materie prime sul mercato comunitario.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abSe la normativa protegger\u00e0 solo le foreste, gli impatti della produzione agricola industriale rischiano di spostarsi su altri ecosistemi che, esattamente come le foreste, ospitano Popoli Indigeni, specie animali e vegetali rare, e svolgono un ruolo importante nell&#8217;assorbimento dell&#8217;anidride carbonica e nella lotta alla crisi climatica. Proteggere la natura e i diritti umani \u00e8 fondamentale, perci\u00f2 chiediamo al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali&nbsp;Stefano Patuanelli di sostenere l&#8217;adozione di una normativa pi\u00f9 rigorosa ed efficace da parte dell\u2019UE e dell\u2019Italia\u00bb, conclude Borghi.<\/p>\n\n<p>\u00abGoverni e aziende sostengono di voler fermare la deforestazione, ma le misure economiche vanno in direzione contraria\u00bb, afferma Simona Savini, campagna agricoltura di Greenpeace Italia. \u00abAd esempio, la PAC (Politica Agricola Comune) appena approvata, destina circa due terzi dei finanziamenti europei per l\u2019agricoltura al sistema degli allevamenti intensivi. In questo modo si mantiene una insostenibile pressione sugli ecosistemi naturali a causa dell\u2019elevata domanda di coltivazioni mangimistiche come la soia, oltre che per gli impatti ambientali degli allevamenti stessi. Il governo ha l\u2019occasione di migliorare le politiche agricole italiane, inserendo nel Piano Strategico Nazionale sulla PAC misure per una graduale riduzione della produzione e del consumo di carne e latticini. Se il ministro Patuanelli non sceglier\u00e0 questa strada, \u201cl\u2019agricoltura sostenibile\u201d di cui tanto si parla rischia di rimanere un concetto vuoto\u00bb.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa mattina nel porto di Ravenna un gruppo di attiviste e attivisti di Greenpeace ha dato vita a una protesta spettacolare contro la massiccia importazione di soia che arriva in&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":14506,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[26,27,30,33,36],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-14505","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-cibo","tag-agricoltura","tag-salute","tag-azioni","tag-foreste","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14505","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14505"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14505\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14507,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14505\/revisions\/14507"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14506"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14505"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14505"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14505"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=14505"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}