{"id":1524,"date":"2016-06-10T00:00:00","date_gmt":"2016-06-10T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/uncategorized\/1524\/libero-scambio-ue-canada-escludere-i-parlamenti-nazionali-e-antidemocratico\/"},"modified":"2021-12-01T13:46:41","modified_gmt":"2021-12-01T12:46:41","slug":"libero-scambio-ue-canada-escludere-i-parlamenti-nazionali-e-antidemocratico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/1524\/libero-scambio-ue-canada-escludere-i-parlamenti-nazionali-e-antidemocratico\/","title":{"rendered":"Libero scambio UE-Canada: escludere i parlamenti nazionali \u00e8 antidemocratico!"},"content":{"rendered":"<div class=\"leader\">Secondo fonti stampa l\u2019Italia sarebbe pronta a rinunciare alla verifica parlamentare<\/div>\n<div>\n<p>Clamorosa inversione di marcia del Governo italiano sul<strong> CETA<\/strong>, il controverso accordo commerciale tra la <strong>UE e il Canada<\/strong>: l\u2019Italia sarebbe infatti pronta a rompere il fronte con gli altri Stati membri sul diritto dei <strong>parlamenti nazionali<\/strong> di approvare o respingere l\u2019accordo.<\/p>\n<p>Secondo quanto riportato dalla Reuters e dall\u2019agenzia di stampa austriaca APA, il Ministro dello Sviluppo Economico, <strong>Carlo Calenda<\/strong>, in una lettera indirizzata al Presidente della Commissione UE <strong>Jean-Claude Juncker<\/strong> e al Commissario UE <strong>Cecilia Malmstr\u00f6m<\/strong>, avrebbe garantito il supporto dell\u2019Italia per una gestione dell\u2019accordo \u201c<em>EU-only\u201d<\/em>, invece che misto (mixed-agreement). Nel corso del Consiglio dei ministri UE del commercio dello scorso 13 maggio, invece, Calenda si era espresso a favore di un accordo misto, insieme ad altri 17 Paesi, per garantire lo scrutinio da parte dei Parlamenti nazionali.<\/p>\n<p>Le implicazioni del <strong>CETA<\/strong> sono enormi, per questo i parlamenti nazionali devono avere l\u2019ultima parola e ovviamente questo deve avvenire prima che l\u2019accordo entri in vigore!<\/p>\n<p>Come il <strong>TTIP<\/strong>, il <strong>CETA<\/strong> darebbe alle multinazionali il potere di citare in giudizio gli stati al di fuori dei nostri sistemi giuridici: una minaccia per le leggi e le norme che tutelano l\u2019ambiente, la nostra salute e i nostri diritti!<\/p>\n<p>A inizio luglio, la Commissione dovrebbe presentare un piano per l\u2019<strong>approvazione del CETA<\/strong> che potrebbe escludere lo scrutinio da parte dei Parlamenti nazionali. Questo piano avrebbe bisogno del sostegno di una maggioranza qualificata, composta da almeno il 55 per cento degli Stati membri e dal 65 per cento della popolazione dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Da pi\u00f9 parti si guarda alla <strong>ratifica del CETA<\/strong> come a un banco di prova in vista dell\u2019eventuale entrata in vigore del <strong>TTIP<\/strong>, il patto commerciale tra <strong>UE<\/strong> e gli <strong>Stati Uniti<\/strong> attualmente in fase di negoziazione. Insomma, sia il <strong>CETA<\/strong> che il <strong>TTIP<\/strong> darebbero alle multinazionali dei poteri senza precedenti, fra cui la possibilit\u00e0 di citare in giudizio i governi davanti a speciali collegi arbitrali, bypassando le Corti nazionali e comunitarie.<\/p>\n<p>Ad oggi sono circa 42 mila le aziende gi\u00e0 operanti nella UE che appartengono a societ\u00e0 statunitensi con filiali in Canada: uno stratagemma attraverso cui \u2013 grazie al <strong>CETA<\/strong> \u2013 potrebbero trascinare in giudizio gli Stati membri della UE, anche senza il <strong>TTIP<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. 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