{"id":15575,"date":"2022-02-03T16:06:40","date_gmt":"2022-02-03T15:06:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=15575"},"modified":"2022-02-03T16:06:42","modified_gmt":"2022-02-03T15:06:42","slug":"attuazione-della-nuova-pac-post-2022-in-italia-elogio-funebre-della-transizione-ecologica-dellagricoltura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/15575\/attuazione-della-nuova-pac-post-2022-in-italia-elogio-funebre-della-transizione-ecologica-dellagricoltura\/","title":{"rendered":"Attuazione della nuova PAC post 2022 in Italia: elogio funebre della transizione ecologica dell\u2019agricoltura"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Per 17 Associazioni ambientaliste, dell\u2019agricoltura biologica e dei consumatori il documento di programmazione inviato alla Commissione UE dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali \u00e8 molto deludente: l\u2019Italia perde l\u2019occasione per l\u2019avvio di una vera transizione ecologica della sua agricoltura e dei sistemi agro-alimentari, ostaggio delle potenti corporazioni agricole e dell\u2019agro-industria.<\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Una valutazione della Commissione UE coerente con le Strategie \u201cFarm to Fork\u201d e \u201cBiodiversit\u00e0 2030\u201d sar\u00e0 l\u2019occasione per modificare un Piano non adeguato per un vero Green Deal dell\u2019agricoltura nel nostro Paese. <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n<p>Il Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027 (PSN), inviato dal Ministro dell\u2019agricoltura, Stefano Patuanelli, alla Commissione UE il 31 dicembre scorso, ripropone e rilancia l\u2019attuale modello di agricoltura e gestione dei sistemi agro-alimentari non sostenibile, affossando la transizione agroecologica auspicata dalle Strategie europee \u201cFarm to Fork\u201d e \u201cBiodiversit\u00e0 2030\u201d, richiesta dai cittadini-consumatori europei.<\/p>\n\n<p>E\u2019 questo il giudizio impietoso delle 17 Associazioni ambientaliste, dell\u2019agricoltura biologica e dei consumatori che hanno inviato ai Ministeri italiani, MIPAAF e MITE, e ai funzionari delle DG Envi e DG Agri della Commissione UE, un dettagliato documento di commenti, osservazioni e proposte in vista della valutazione del documento di programmazione prevista dal percorso finale per la sua definitiva approvazione entro l\u2019estate 2022 (<em>la nuova PAC diventer\u00e0 operativa nel gennaio 2023 e per l\u2019Italia vale circa 34 miliardi fino al 2027, che possono arrivare a quasi 50 miliardi considerando il cofinanziamento nazionale dei fondi destinati allo sviluppo rurale<\/em>).<\/p>\n\n<p>Il documento delle Associazioni \u00e8 disponibile sul sito Web: <a href=\"https:\/\/www.cambiamoagricoltura.it\/\">https:\/\/www.cambiamoagricoltura.it\/<\/a>&nbsp;<\/p>\n\n<p>Le osservazioni della Commissione Europea saranno l\u2019occasione per correggere i contenuti pi\u00f9 controversi del PSN italiano, che le 17 Associazioni nazionali hanno evidenziato nel loro documento, dopo che il Ministero ha accantonato un approfondito confronto nel Tavolo di partenariato con tutti gli attori istituzionali, economici e sociali. Nonostante le rassicurazioni del Ministro, Stefano Patuanelli, sulla possibilit\u00e0 di modifiche dei contenuti del PSN le Associazioni temono che solo specifiche osservazioni critiche della Commissione UE renderanno possibile sostanziali cambiamenti del testo inviato dal Governo italiano.<\/p>\n\n<p>Particolarmente grave \u00e8 l\u2019impostazione degli eco-schemi che rivelano la finalit\u00e0 prevalente di compensare la riduzione dei contributi ai settori ritenuti penalizzati dalla revisione dei titoli storici e dalla convergenza interna. La logica adottata dal MIPAAF \u00e8 stata quella di assicurare un&#8217;adeguata compensazione delle perdite di reddito, privilegiando la zootecnia del nord Italia e l\u2019olivicoltura del centro-sud: i due eco-schemi destinati a questi settori impegnano il 58,5% delle risorse destinate a tutti e 5 gli eco-schemi previsti dal PSN. Gli eco-schemi dovrebbero invece premiare gli impegni volontari degli agricoltori per il contrasto dei cambiamenti climatici, per la tutela della biodiversit\u00e0 e dell\u2019ambiente, motivo per cui le 17 Associazioni ritengono questa impostazione del PSN errata e particolarmente grave, anche in considerazione dell\u2019analogo approccio con cui sono stati definiti i pagamenti accoppiati.<\/p>\n\n<p>In linea generale, nel PSN, si riscontra una forte disparit\u00e0 tra i premi attribuiti agli eco-schemi e quelli previsti per gli impegni agro-climatico-ambientali dello sviluppo rurale, che prevedono spesso analoghi impegni con finalit\u00e0 simili, ma con premi decisamente inferiori, creando una vera e propria competizione, a discapito delle pratiche pi\u00f9 efficaci per la transizione agroecologica.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n<p>Nel PSN non vengono esplicitati gli obiettivi quantitativi che si intendono raggiungere entro il 2027, sia con gli eco-schemi sia per gli interventi previsti nello Sviluppo Rurale. Questa mancanza dovr\u00e0 essere risolta nella versione definitiva del Piano, in particolare indicando gli obiettivi di riduzione dell\u2019uso dei prodotti fitosanitari, dei fertilizzanti chimici, degli antibiotici e l\u2019incremento delle aree destinate alla conservazione della biodiversit\u00e0 naturale e al mantenimento del paesaggio rurale.<\/p>\n\n<p>Solo per l\u2019agricoltura biologica viene indicato un obiettivo quantitativo, con il 25% di superficie agricola certificata entro il 2027, una percentuale che probabilmente arriver\u00e0 al 30% entro il 2030.&nbsp; Le 17 Associazioni esprimono soddisfazione per l\u2019attenzione riservata all\u2019agricoltura biologica, ma ritengono che l\u2019Italia avrebbe potuto aspirare all\u2019obiettivo pi\u00f9 ambizioso, ma realistico, del 30% di SAU in biologico entro il 2027 per arrivare al 40% entro il 2030, considerato che il nostro Paese parte con una percentuale del 15,8% al 2021.<\/p>\n\n<p>Il tema della conservazione della natura, attraverso la tutela e ripristino della biodiversit\u00e0 naturale, viene incredibilmente sottovalutato nel PSN, non considerando adeguatamente i risultati dell\u2019analisi dei fabbisogni, con l\u2019indicazione arbitraria di priorit\u00e0 in palese contrasto con i dati scientifici disponibili emersi anche dall\u2019ultimo rapporto dell\u2019ISPRA che indica l\u2019agricoltura come principale causa della perdita di specie e habitat. Questa scarsa attenzione \u00e8 confermata dall\u2019assenza di un eco-schema dedicato al mantenimento delle aree funzionali alla tutela della biodiversit\u00e0 e degli elementi naturali del Paesaggio, lacuna che mette in seria discussione il target del 10% indicato dalla Strategia UE Biodiversit\u00e0 2030.<\/p>\n\n<p>Anche il tema della mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici risulta sostanzialmente assente nella programmazione della PAC fino al 2027, sebbene questa si collochi in un periodo di tempo cruciale (l\u2019orizzonte al 2030) per gli obiettivi fondamentali di riduzione delle emissioni dei gas climalteranti.&nbsp; Questo risulta evidente nella decisione del PSN di sostenere ancora un modello di zootecnia intensiva, rinunciando ad una ristrutturazione del settore rispetto alla reale potenzialit\u00e0 di produzione mangimistica e foraggiera del nostro Paese, per ridurre le emissioni che il settore zootecnico \u201cesternalizza\u201d in paesi extra UE attraverso l\u2019importazione di colture proteiche, come la soia. Analoga sottovalutazione si ha anche per la biodiversit\u00e0 agricola, altro tassello chiave per la svolta agroecologica e la resilienza del sistema alla crisi climatica<\/p>\n\n<p>In definitiva il Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022 all\u2019esame della Commissione UE \u00e8 molto lontano dall\u2019essere uno strumento efficace per promuovere una vera transizione ecologica della nostra agricoltura, affrontando le crisi ambientali del millennio. Una mancanza di visione che va a discapito anche della stessa agricoltura, prima \u201cvittima\u201d dei cambiamenti climatici e conseguenti eventi estremi catastrofali.<\/p>\n\n<p>Con questo documento di programmazione della PAC il Governo italiano, nonostante il giro di poltrone tra i diversi titolari del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali negli ultimi anni, conferma la sua posizione conservatrice, ostile al cambiamento dei modelli di produzione in agricoltura e consumo nei settori agro-alimentari, per tutelare gli interessi delle potenti corporazioni agricole, che hanno accolto con commenti positivi i contenuti di questo Piano, compiacendosi di aver sventato una pericolosa \u201cderiva ambientalista\u201d.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; .<\/p>\n\n<p><em>Le 17 Associazioni ambientaliste, dell\u2019agricoltura biologica e dei consumatori che inviano questo comunicato rappresentano un\u2019ampia alleanza tra la Coalizione #CambiamoAgricoltura* e Associazioni come Greenpeace e Terra! che hanno condiviso l\u2019analisi ed i commenti delle oltre 1500 pagine del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022. Le 17 Associazioni condividono la visione di una transizione ecologica dell\u2019agricoltura italiana ed europea, che tuteli tutti gli agricoltori, i cittadini e l\u2019ambiente.<\/em><\/p>\n\n<p><em>*(Associazione Consumatori ACU, Accademia Kronos Onlus, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, Associazione TERRA, CIWF Italia Onlus, FederBio, Greenpeace Italia,&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ISDE Medici per l\u2019Ambiente, Legambiente, Lipu-BirdLife, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per 17 Associazioni ambientaliste, dell\u2019agricoltura biologica e dei consumatori il documento di programmazione inviato alla Commissione UE dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali \u00e8 molto deludente: l\u2019Italia perde&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":13719,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"not set","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24],"tags":[27],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-15575","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","tag-agricoltura","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15575","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15575"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15575\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15576,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15575\/revisions\/15576"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13719"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15575"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15575"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15575"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=15575"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}