{"id":15712,"date":"2022-03-11T17:41:50","date_gmt":"2022-03-11T16:41:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=15712"},"modified":"2022-03-11T17:41:56","modified_gmt":"2022-03-11T16:41:56","slug":"mais-e-grano-alle-stelle-come-garantire-la-sicurezza-alimentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/15712\/mais-e-grano-alle-stelle-come-garantire-la-sicurezza-alimentare\/","title":{"rendered":"Mais e grano alle stelle: come garantire la  sicurezza alimentare?"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/03\/ea284eea-gp0stqyys_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15713\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/03\/ea284eea-gp0stqyys_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/03\/ea284eea-gp0stqyys_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/03\/ea284eea-gp0stqyys_web_size_with_credit_line-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/03\/ea284eea-gp0stqyys_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure><\/div>\n\n<p>La tragedia umana della <strong>guerra<\/strong> in corso in <strong>Ucraina<\/strong> ci parla non solo della necessit\u00e0 di arrivare il prima possibile a un cessate il fuoco, ma ci pone interrogativi profondi sulle basi del nostro sistema di sviluppo, e sulla strada da intraprendere per uscire da questa ulteriore <strong>crisi<\/strong> che si abbatter\u00e0 direttamente o indirettamente su diversi Paesi anche lontani dall\u2019area del conflitto, Italia inclusa.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Relazioni commerciali con Russia e Ucraina<\/h2>\n\n<p>Cos\u00ec come il <strong>sistema<\/strong> <strong>energetico<\/strong>, anche il nostro sistema agroalimentare \u00e8 in allarme, a causa delle molteplici relazioni commerciali con <strong>Russia<\/strong> e <strong>Ucraina<\/strong>, origine di materie prime e destinazione di prodotti italiani di esportazione.\u00a0<\/p>\n\n<p>Sulla necessit\u00e0 di fare fronte alle difficolt\u00e0 <strong>dell\u2019agroalimentare<\/strong> italiano \u00e8 scontato essere d\u2019accordo, ma le soluzioni che le <strong>lobby<\/strong> <strong>agricole<\/strong> propongono sono preoccupanti e rischiano di precipitare il settore di crisi in crisi.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le lobby dell&#8217;agribusiness<\/h2>\n\n<p>Invocare la sospensione degli obiettivi europei per rendere pi\u00f9 sostenibile il settore contenuti nella strategia europea sulla Biodiversit\u00e0 e <strong>Farm<\/strong> <strong>to Fork<\/strong>, come sta facendo il Copa-Cogeca (la federazione europea di lobbying che comprende le associazioni di <strong>agricoltori<\/strong> e cooperative agricole), o aprire i nostri porti a <strong>mais OGM <\/strong>o contenente residui di pesticidi vietati in Europa come <a href=\"https:\/\/www.adnkronos.com\/ucraina-allarme-cerealisti-a-governo-crisi-senza-precedenti-servono-misure-emergenza_2va9s3QxNJ7YTnyzVHbAV4\">chiedono<\/a> i \u201ccerealisti\u201d italiani (Anacer), sembrano azioni pi\u00f9 rivolte a sfruttare la situazione per eliminare misure da sempre sgradite alle lobby agroindustriali, piuttosto che ad\u00a0 affrontare una crisi che \u00e8 solo in parte emergenziale, e in larga misura strutturale.\u00a0<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;import di grano tenero e mais<\/h2>\n\n<p>Lo mette bene in luce una recente<a href=\"https:\/\/www.ismea.it\/flex\/cm\/pages\/ServeAttachment.php\/L\/IT\/D\/1%252F8%252Fc%252FD.260868910cfce4198ce5\/P\/BLOB%3AID%3D11693\/E\/pdf\"> analisi di ISMEA <\/a>sugli impatti della <strong>guerra<\/strong>, in cui emerge innanzitutto come l\u2019aumento dei <strong>prezzi dei cereali <\/strong>sia precedente e solo parzialmente imputabile al <strong>conflitto<\/strong> in corso, perch\u00e9 legato a cali della produzione globale dovuti ai <strong>cambiamenti<\/strong> <strong>climatici<\/strong> (e in particolare alla siccit\u00e0 che ha colpito il <strong>Canada<\/strong> abbattendo la sua produzione di <strong>grano duro<\/strong> del 60%), agli aumenti dei costi energetici, nonch\u00e9 a dinamiche speculative, essendo questi beni quotati in borsa.<\/p>\n\n<p>A fronte di questo impressionante calo di produzione canadese, appaiono ridimensionate le percentuali riferite a <strong>Russia<\/strong> e <strong>Ucraina<\/strong>: i due Paesi in questione sono importanti esportatori di cereali e semi oleosi, ma con un ruolo limitato nella fornitura totale di cereali dell&#8217;Unione Europea; per quanto riguarda il <strong>frumento tenero solo il 6% <\/strong>dell\u2019import italiano proviene da Russia e Ucraina, mentre i volumi sono pi\u00f9 importanti per il <strong>mais<\/strong>, che vede <strong>l\u2019Ucraina<\/strong> secondo fornitore per l\u2019Italia, con una quota di <strong>circa il 20% dell\u2019import<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n<p>Secondo ISMEA \u00e8 dunque il mais a preoccupare, soprattutto a causa della<em> \u201cormai strutturale dipendenza degli allevamenti dal prodotto di provenienza estera\u201d<\/em>.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"533\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/03\/8089d85c-gp0strtdr_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15714\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/03\/8089d85c-gp0strtdr_web_size_with_credit_line.jpg 533w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/03\/8089d85c-gp0strtdr_web_size_with_credit_line-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/03\/8089d85c-gp0strtdr_web_size_with_credit_line-227x340.jpg 227w\" sizes=\"auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px\" \/><\/figure><\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La sicurezza alimentare<\/h2>\n\n<p>\u00c8 importante allora chiarire cosa si intende per \u201c<strong>sicurezza alimentare<\/strong>\u201d e nell\u2019interesse di chi si agita questo tema, molto usato in questi giorni per chiedere di cancellare anche i piccoli passi fatti per rendere l\u2019agricoltura europea pi\u00f9 in equilibrio con la natura e con il clima, come la destinazione di piccole percentuali (10% o 4%, a seconda delle misure interessate) di aree agricole a elementi naturali per tutelare la <strong>biodiversit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n<p>La prima insicurezza del sistema viene infatti da un altro fattore, che non ha nulla a che vedere con la tragedia della guerra, e che \u00e8 radicato in decenni di <strong>zootecnia<\/strong> intensiva in Europa: oltre due terzi dei terreni agricoli europei sono destinati all\u2019alimentazione animale, e non al consumo diretto umano. Un\u2019estensione enorme, che per\u00f2 non basta ad alimentare il settore <strong>zootecnico<\/strong>, alla quale si aggiungono i terreni coltivati oltreoceano, spesso a discapito di foreste ed ecosistemi naturali essenziali per tutelare la biodiversit\u00e0 e difenderci dai <strong>cambiamenti<\/strong> <strong>climatici<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n<p>Se a questo si aggiunge che la <strong>zootecnia<\/strong> <strong>intensiva<\/strong> \u00e8 la principale responsabile delle <strong>emissioni<\/strong> <strong>climalteranti<\/strong> e inquinanti imputabili <strong>all\u2019agricoltura<\/strong>, il quadro \u00e8 sufficientemente chiaro per individuare nella riduzione del numero degli animali allevati e dei i consumi di carne la prima risposta in grado di garantire pi\u00f9 sicurezza e pi\u00f9 resilienza a tutto il <strong>sistema<\/strong> <strong>agroalimentare<\/strong> europeo.\u00a0<\/p>\n\n<p>Questo permetterebbe in primis di liberare terreni agricoli per il consumo umano, anche a beneficio dei Paesi pi\u00f9 esposti alle conseguenze della guerra, come Nord Africa e Medio Oriente, che importano oltre la met\u00e0 del proprio fabbisogno di <strong>cereali<\/strong> da <strong>Russia<\/strong> e <strong>Ucraina<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il mercato dei cereali<\/h2>\n\n<p>In Europa, <strong>circa il 60% d<\/strong>ei <strong>cereali<\/strong> utilizzati \u00e8 destinato a nutrire <strong>animali<\/strong> e solo il 24% \u00e8 usato per il diretto consumo umano. Intervenire su questo squilibrio permetterebbe di rafforzare la sicurezza alimentare senza compromettere la situazione gi\u00e0 gravissima della biodiversit\u00e0 europea, senza alimentare quei cambiamenti climatici che colpiscono prima di tutto agricoltori e allevatori. Consentirebbe inoltre agli stessi allevatori di essere meno dipendenti da importazioni di materie prime dall\u2019estero e pi\u00f9 protetti dalla <strong>volatilit\u00e0<\/strong> dei loro <strong>prezzi<\/strong>, ai quali non corrisponde un guadagno adeguato, proprio a causa di un mercato che spinge a produrre sempre di pi\u00f9, e vendere a prezzi sempre pi\u00f9 bassi.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n<p>Per rompere questa spirale \u00e8 necessario modificare cosa produciamo e cosa consumiamo a livello europeo, e non spingere a verso un\u2019ulteriore intensificazione della produzione come chiedono le <strong>lobby<\/strong> <strong>agricole<\/strong>, senza pensare alle conseguenze che questo avr\u00e0 non solo sull\u2019ambiente e sul clima, ma anche sul sostentamento delle stesse <strong>produzioni agricole<\/strong>, che dipendono da un ambiente sano, e da cui a dipende a sua volta la nostra <strong>sicurezza alimentare<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n<p>Con questi contenuti pi\u00f9 di 60 organizzazioni europee hanno <a href=\"https:\/\/foodpolicycoalition.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Joint-open-letter-EU-food-supply-and-solidarity-response-to-the-war-in-Ukraine.-March-2022.pdf\">inviato una lettera <\/a>alla Presidenza europea e ai commissari agricoltura e ambiente, per chiedere di non intraprendere la pericolosa e insensata strada di un abbassamento degli standard ambientali delle politiche comunitarie, che oltre a non risolvere la crisi attuale, rischia di provocarne di peggiori nel prossimo futuro.<\/p>\n\t\t\t<section\n\t\t\tclass=\"boxout post-2599 \"\n\t\t\t\n\t\t>\n\t\t\t<a\n\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\tdata-ga-action=\"Image\"\n\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\tclass=\"cover-card-overlay\"\n\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/ferma-gli-allevamenti-intensivi\/\" \n\t\t\t><\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<img\n\t\t\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/1097b324-gp0stqmwd_medium_res-1024x683.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tsrcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/1097b324-gp0stqmwd_medium_res-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/1097b324-gp0stqmwd_medium_res-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/1097b324-gp0stqmwd_medium_res-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/1097b324-gp0stqmwd_medium_res-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/1097b324-gp0stqmwd_medium_res.jpg 1200w\"\n\t\t\t\t\t\tsizes=\"(min-width: 1000px) 358px, (min-width: 780px) 313px, 88px\"\n\t\t\t\t\t\talt=\"\" title=\"\"\n\t\t\t\t\/>\n            \t\t\t<div class=\"boxout-content\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a\n\t\t\t\t\t\tclass=\"boxout-heading medium\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-action=\"Title\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/ferma-gli-allevamenti-intensivi\/\"\n\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t>\n\t\t\t\t\t\tFerma gli Allevamenti Intensivi\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p class=\"boxout-excerpt\">Quello che mangiamo oggi determina il mondo di domani: non mettiamo il Pianeta nel piatto!<\/p>\n\t\t\t\t                                    <a\n                        class=\"btn btn-primary\"\n                        data-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n                        data-ga-action=\"Call to Action\"\n                        data-ga-label=\"n\/a\"\n                        href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/ferma-gli-allevamenti-intensivi\/\"\n                        \n                    >\n  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