{"id":15718,"date":"2022-03-16T11:15:51","date_gmt":"2022-03-16T10:15:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=15718"},"modified":"2022-03-16T11:16:00","modified_gmt":"2022-03-16T10:16:00","slug":"sicurezza-alimentare-lappello-di-17-associazioni-al-governo-per-scongiurare-nuove-crisi-puntiamo-sulla-transizione-ecologica-dellagricoltura-italiana-ed-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/15718\/sicurezza-alimentare-lappello-di-17-associazioni-al-governo-per-scongiurare-nuove-crisi-puntiamo-sulla-transizione-ecologica-dellagricoltura-italiana-ed-europea\/","title":{"rendered":"Sicurezza alimentare, l&#8217;appello di 17 associazioni al governo: &#8220;Per scongiurare nuove crisi puntiamo sulla transizione ecologica dell&#8217;agricoltura italiana ed europea&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La sicurezza alimentare in Europa e in Italia si difende puntando sulla transizione ecologica dell\u2019agricoltura non indebolendo le norme della nuova PAC post 2022 e le Strategie UE \u201cFarm to Fork\u201d e \u201cBiodiversit\u00e0\u201d<\/strong><\/p>\n\n<p>\u201c<em>Indebolire le Strategie UE Farm to Fork e Biodiversit\u00e0 2030 dell\u2019Unione Europea e rivedere le norme ambientali della nuova PAC post 2022 sarebbe un grave errore e non risolverebbe i problemi collegati all\u2019aumento dei prezzi e disponibilit\u00e0 di materie prime, problemi ulteriormente aggravati dalla guerra in Ucraina che stanno mettendo in grave difficolt\u00e0 le aziende agroalimentari europee e nazionali. Serve, invece, accelerare la transizione ecologica della nostra agricoltura rivedendo i modelli di produzione e consumo del cibo\u201d<\/em><\/p>\n\n<p>E\u2019 quanto sostengono 17 Associazioni ambientaliste, dei consumatori e dei produttori biologici, <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/03\/08003b84-lettera-governo_associazioni-150322.pdf\">in una lettera inviata al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e ai Ministri Patuanelli e Cingolani<\/a>. Una lettera, che fa seguito ad un analogo appello in difesa della transizione ecologica dell\u2019agricoltura inviato il 10 marzo scorso alla Commissione Europea da quasi 100 Associazioni europee Con questa lettera le Associazioni nazionali rispondono agli argomenti con cui le lobby dell\u2019agricoltura industriale sostengono la necessit\u00e0 di rivedere gli obiettivi del Green Deal per affrontare la crisi dei prezzi e delle materie prime causata, solo in parte, dalla guerra in Ucraina. Le Strategie europee che le lobby contestano puntano a tutelare la biodiversit\u00e0 e a ridurre l\u2019impatto che le pratiche agricole intensive determinano su clima e ambiente, con obiettivi al 2030 che riguardano la riduzione dell\u2019utilizzo di pesticidi e sostanze chimiche nei campi e nelle stalle e il mantenimento di uno spazio per la biodiversit\u00e0 nel paesaggio agrario.<\/p>\n\n<p>Le 17 Associazioni, nella loro lettera, stigmatizzano la strumentalit\u00e0 e l\u2019inadeguatezza di un dibattito che utilizza la drammatica contingenza della guerra in Ucraina per attribuire alla transizione ecologica la responsabilit\u00e0 delle crisi in corso in Europa. Nel quadro di drammatica incertezza che affligge l\u2019agricoltura occorre invece concentrarsi proprio su interventi che garantiscano un futuro sostenibile per il settore agricolo, anche dal punto di vista economico. E\u2019 surreale che invece si sposti la discussione sulle strategie della transizione ecologica che si proiettano su scadenze di medio e lungo periodo. La nuova PAC infatti entrer\u00e0 in vigore dal 2023 e sar\u00e0 pienamente operativa dal 2025, mentre per molte aziende agricole la sopravvivenza \u00e8 questione di giorni o settimane. E\u2019 pertanto urgente intervenire a sostegno delle aziende agricole in grave difficolt\u00e0 per l\u2019aumento dei prezzi delle materie prime con interventi tempestivi e mirati, tenendo anche conto delle speculazioni finanziarie in atto. Allo stesso tempo, per\u00f2, \u00e8 necessario accelerare le risposte alle grandi sfide della sostenibilit\u00e0 ambientale e climatica dell\u2019agricoltura, a partire dall&#8217;attuazione delle Strategie \u201cFarm to Fork\u201d e \u201cBiodiversit\u00e0 2030\u201d e della nuova PAC post 2022, proprio per rendere i sistemi agroalimentari meno vulnerabili a questi shock.&nbsp; Senza provvedimenti adeguati ed efficaci per la soluzione di questi problemi globali i rischi di nuove crisi saranno sempre maggiori in futuro.<\/p>\n\n<p>\u201c<em>La guerra in Ucraina sta evidenziando la vulnerabilit\u00e0 dell\u2019Europa nella dipendenza da importazioni di materie prime e di energia. Ma il conflitto \u00e8 l\u2019ultimo di una serie di eventi, iniziati con la pandemia di COVID e proseguiti con la siccit\u00e0 in Nord America che ha dimezzato i raccolti, innescando dinamiche speculative e una pericolosa ascesa dei prezzi. In un mondo sempre pi\u00f9 esposto a shock globali e a conflitti, abbiamo bisogno di una radicale riforma dei nostri sistemi agroalimentari, per promuovere modelli produttivi e di consumo pi\u00f9 resilienti e sostenibili\u201d <\/em>sottolineano le 17 Associazioni. \u201cI<em> timidi passi verso una transizione agroecologica attesi con la riforma della PAC non possono essere vanificati dalla conservazione degli stessi sistemi produttivi e modelli di consumo che ci hanno condotto in questa situazione. Non \u00e8 aumentando la produzione attraverso un ulteriore degrado dell\u2019ambiente naturale o aumentando la dipendenza da energie fossili che si risolveranno i problemi. Occorrono politiche che favoriscano la sicurezza alimentare, sostengano pratiche estensive e rispettose del benessere degli animali, valorizzino il ruolo degli agricoltori e promuovano diete pi\u00f9 sane, con una riduzione e una qualificazione del consumo di prodotti di origine animale<\/em>\u201d.<\/p>\n\n<p>Evidenze scientifiche supportano queste posizioni, come il recente rapporto IPCC secondo cui <em>&#8220;mentre lo sviluppo agricolo contribuisce alla sicurezza alimentare, l&#8217;espansione agricola insostenibile, guidata in parte da diete squilibrate, aumenta la vulnerabilit\u00e0 dell&#8217;ecosistema e la vulnerabilit\u00e0 umana e porta alla competizione per la terra e\/o le risorse idriche&#8221;. <\/em>L\u2019ISMEA, nell\u2019analizzare i problemi attuali di disponibilit\u00e0 del mais in Italia, evidenzia come sia divenuta \u201c<em>ormai strutturale la dipendenza degli allevamenti dal prodotto di provenienza estera<\/em>\u201d: si tratta di un grosso segmento della nostra produzione agroalimentare che si dichiara \u2018Made in Italy\u2019 ma si basa su importazioni di mangimi, spesso prodotti in Paesi che hanno norme, ad esempio in materia di OGM e pesticidi, molto meno rigorose di quelle europee.<\/p>\n\n<p>Gran parte dell\u2019insicurezza dei sistemi agroalimentari dipende dalla espansione della zootecnia intensiva, se si considera che il 70% dei terreni agricoli europei \u00e8 destinato all\u2019alimentazione animale, e a questi si sommano le terre coltivate al di fuori della UE da cui importiamo mangimi per alimentare un settore produttivo divenuto ipertrofico e inquinante, oltre che non rispettoso del benessere animale.<\/p>\n\n<p>Per le 17 Associazioni \u201c<em>la risposta in grado di garantire una maggiore sicurezza ai sistemi agroalimentari in Europa passa pertanto dalla riduzione del numero degli animali allevati, che richiede una contemporanea riduzione dei consumi di carne e prodotti di origine animale e consentirebbe di liberare terreni per colture alimentari, capaci di soddisfare meglio diete diversificate e a basse emissioni, garantire il diritto di accesso al cibo locale e biodiverso a prezzi sostenibili.\u201d<\/em><\/p>\n\n<p>Arare pi\u00f9 terreni, trasformando i prati-pascoli e le aree naturali in seminativi, come si sta proponendo di fare per incrementare superfici agricole destinate a produrre mangimi, usando ancora pi\u00f9 pesticidi e fertilizzanti, aumenterebbe pericolosamente il rischio di collassi degli ecosistemi, riducendo la capacit\u00e0 dell\u2019agricoltura di reagire agli shock esterni.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Una revisione al ribasso degli obiettivi della nuova PAC e delle Strategie UE \u201cFarm to Fork\u201d e \u201cBiodiversit\u00e0 2030\u201d cancellerebbe ogni residua prospettiva di transizione ecologica della nostra agricoltura, che invece pu\u00f2 sganciarsi dalle dinamiche speculative dei mercati globali, come ha gi\u00e0 saputo fare, in gran parte, il settore dell\u2019agricoltura biologica, e puntare su qualit\u00e0 e sostenibilit\u00e0.\u00a0<\/p>\n\n<p><em>Le 17 Associazioni ambientaliste, dell\u2019agricoltura biologica e dei consumatori che inviano questo comunicato condividono la visione di una transizione ecologica dell\u2019agricoltura italiana ed europea, che tuteli tutti gli agricoltori, i cittadini e l\u2019ambiente.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n<p><strong>*<em>Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Animal Equality, Associazione<\/em><\/strong><em> I<strong>taliana Biodinamica, Associazione TERRA, CIWF Italia Onlus, FederBio, Greenpeace Italia, ISDE Medici per l\u2019Ambiente, Legambiente, Lipu-BirdLife, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia, WWF Italia.<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le associazioni ambientaliste scrivono al presidente del Consiglio e ai Ministri Patuanelli e 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